Ai domiciliari per un fatto di droga, i Carabinieri di Sonnino vanno a controllarlo e scoprono il furto d’energia elettrica
Si è concluso oggi, 13 ottobre, il rito direttissimo che vedeva alla sbarra il 45enne di Sonnino, C.D.G. (le sue iniziali), coinvolto negli scorsi mesi in ben due vicende piuttosto rilevanti: spaccio di droga e detenzione abusiva di un vero e proprio arsenale di armi. L’uomo, assistito dall’avvocato Sinhue Luccone, doveva rispondere di furto d’energia elettrica. Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Valentina Mongillo, dopo la camera di consiglio, ha assolto il 45enne, nonostante la richiesta di condanna a 4 mesi di reclusione formulata dal pubblico ministero.
In casa sua, a Sonnino, lo scorso luglio, i Carabinieri avevano appurato che c’era un filo che penzolava. I militari avevano appurato essere attaccato all’energia elettrica dell’Enel in maniera abusiva. Ecco perché nella giornata del 22 luglio, i militari dell’Arma avevano proceduto all’arresto nella flagranza di reato del 45enne di Sonnino. Oggi, l’assoluzione arrivata col rito abbreviato richiesto dalla difesa.
Il 22 luglio stesso, l’uomo, difeso dall’avvocato Sinhue Luccone, era comparso davanti al giudice Mongillo, per rispondere del reato di furto d’energia elettrica nel rito direttissimo. Un arresto scaturito dai controlli che giornalmente i Carabinieri di Sonnino fanno recandosi nella casa dell’uomo per via di un’altra vicenda. Lo scorso gennaio, infatti, il 45enne era stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Formia per droga mentre percorreva in monopattino la via Appia, all’altezza di Scauri.
In quella circostanza, il 45enne era stato sorpreso con 10 grammi di cocaina, 3 grammi di hashish, mezzo grammo di crack e 6mila euro in contanti. Nel corso di una perquisizione a casa, a Sonnino, gli uomini dell’Arma avevano trovato altro denaro e un bilancino di precisione, oltreché a procedere al sequestro di un drone. In carcere a Cassino, davanti al gip del Tribunale di Cassino Maria Rosaria Santoni, il 45enne era stato interrogato. La Procura di Cassino aveva chiesto il carcere e alla fine il Gip aveva riconosciuto l’ipotesi lieve, rimettendolo in libertà e concedendo gli obblighi di firma. L’uomo originario di Sonnino, siuccessivamente, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino a 1 anno e 6 mesi col giudizio abbreviato.
Non è finita qui perché nelle more di questo primo procedimento penale, il 45enne era finito di nuovo in carcere lo scorso 28 febbraio. I Carabinieri della Stazione di Sonnino, infatti, lo avevano arrestato per spaccio di sostanza stupefacente e detenzione illegale di arma clandestina e di arma comune da sparo con matricola abrasa. I militari dell’Arma, infatti, durante un servizio di controllo del territorio, avevano sorpreso il 45enne mentre, nei pressi della propria abitazione, mentre cedeva un involucro ad un 47enne.
Alla vista dei militari dell’Arma, i due avevano tentato di disfarsi di quanto in loro possesso che, prontamente recuperato dai militari dell’Arma, si era rivelato essere una confezione contenente 5 dosi di cocaina per un peso complessivo di circa 3,5 grammi, procedendo quindi all’arresto del 45enne, già sottoposto a misura cautelare per i fatti di Scauri.
I Carabinieri avevano proceduto a perquisizione personale e domiciliare nei confronti dell’uomo, rinvenendo nella cucina dell’abitazione da lui occupata un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Nella soffitta dell’abitazione era stata trovata una scatola contenente una pistola a tamburo con matricola abrasa smontata, una pistola semiautomatica priva di matricola, anch’essa smontata, due percussori, due molle e quattro canne di vario calibro, tutte prive di matricola e non appartenenti alle armi rinvenute. Tutto il materiale era stato sottoposto a sequestro, per i successivi accertamenti e le verifiche balistiche. Per tale episodio, l’uomo ha ricevuto l’avviso di conclusioni indagini e dovrà affrontare un processo.
Ad ogni modo, nel corso dei mesi, il 45enne, per i fatti di Scauri, stava scontando la sua misura cautelare ai domiciliari. È per tale ragione che i Carabinieri si sono trovati quotidianamente a recarsi a casa sua, dove vive con la compagna a Sonnino. Nell’appartamento il filo con cui veniva sottratta l’energia elettrica per cui l’autorità giudiziaria aveva chiesto a luglio la misura cautelare del carcere.
Ad essere contestarto il furto di 750 euro in energia elettrica dall’agosto 2025 fino ad oggi. Al termine del primo “step” di rito direttissimo, il giudice Mongillo aveva convalidato l’arresto, senza disporre alcuna misura cautelare e concedendo i termini a difesa richiesti dall’avvocato difensore Sinhue Luccone. Il 45enne è tornato ai domiciliari per i fatti di Scauri e oggi si è concluso il processo con un’assoluzione. A risultare vincente, è stata la tesi della difesa che ha dimostra di come per gran parte del periodo contestato l’uomo non si trovava nella casa dove è stato trovato l’allaccio abusivo.
