ALLOGGI IN VIA SELENE: DELIBERA DIVERSA DA QUANTO VOTATO IN COMMISSIONE, CHIESTA LA REVOCA

Aloggi popolari nel quartiere Pantanaccio: il caso delle case Ater è stato discussione in Commissione Servizi Sociali

Una discussione durata oltre due ore nella commissione Servizi Sociali ha portato a chiedere al consigliere comunale di Latina Bene Comune, Damiano Coletta, il ritiro della delibera di Giunta votata poiché non conforme a quanto votato dalla stessa Commissione a maggio. L’ordine del giorno è stato unico: “Alloggi Via Selene: puntualizzazioni ed approfondimenti in merito alla conferma delle categorie speciali, all’utilizzo della graduatoria ed alle attività di verifica dei requisiti svolte da parte degli uffici”. La seduta è stata indetta dal presidente di commissione e consigliere comunale di “Noi Moderati”, Nicola Catani, collega di partito dell’assessore ai servizi sociale, Maurizio Galardo, responsabile per competenza delle graduatorie che assegnano le case popolari a Latina.

Secondo i consiglieri comunali di Latina Bene Comune – Damiano Coletta, Floriana Coletta, Dario Bellini – la delibera di Giunta presenta, infatti, un inciso mai votato dalla commissione servizi sociali in quanto era stata votata l’assegnazione delle case popolari per persone con disabilità con più del 66%. Nella delibera, invece, viene aggiunta la locuzione “che possa deambulare senza ausili e accompagno”.

L’opposizione ha chiesto all’assessore ai servizi sociali, Maurizio Galardo, se questo abbia comportato una fattore decisivo per l’assegnazione degli alloggi. Galardo ha risposto che le person con accompagno hanno fatto richiesta per appartamenti più grandi: non da 45 metri quadrati, ma 60 metri quadrati. Fatto sta che LBC ha chiesto ufficialmente la revoca in autotutela della delibera di Giunta che stabilisce l’assegnazione delle case Ater in Via Slene.

Altro punto sollevato da LBC è riferibile a un soggetto che ha rinunciato, senza che fosse pubblicato l’atto in comune. Le consigliere comunali Valeria Campagna (PD) e Maria Grazia Ciolfi (M5S) hanno stigamtizzato il fatto che in commissione, aperta dal presidente Nicola Catani il quale ha spiegato diaverla convocata per porre fine a una presunta “gogna mediatica”, non sono stati portati gli atti per capire se la modifica apportata dalla delibera abbia inciso sull’assegnazione degli alloggi ai disabili.

Anche il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni, ha ribadito che ciò che si vota in Commissione deve essere riportato fedelmente in delibera.

Come noto, il caso di Via Selene riguarda 14 alloggi di competenza comunale e 4 appartamenti legati al progetto Pnrr “Dopo di Noi”. Ad essere presenti in commissione anche i dirigenti comunali Alessandro Pacifico (con delega per le Case) e Teresa Ruggieri, le quali hanno spiegato tecnicamente come funzionano le graduatorie. Gli appartamenti sono stati assegnati con la graduatoria del 2025 e, secondo le dirigenti, tutto è stato fatto a rigor di legge, in quanto il regolamento regionale prevede l’aggiornamento delle graduatorie due volte all’anno e gli alloggi in Via Selene sono stati assegnati con l’aggiornamento vigente del 30 novembre 2025, valevole al 31 maggio 2025. L’Ater ha trasmesso la disponibilità degli alloggi al Comune esattamente il 19 maggio 2026 a 12 giorni dalla scadenza della graduatoria vigente, ecco perché è stata utilizzata quella vigente dal 30 novembre 2025. Campagna e Ciolfi hanno chiesto se non si poteva aspettare per rinnovare la graduatoria, mancando una decina di giorni. Le dirigenti hanno spiegato che vi era un diritto consolidato e aspettare avrebbe potuto significare di esser tacciati di voler favorire qualcuno. Dopodiché è arrivata la delibera di Giunta del 14 luglio, di cui LBC ha chiesto la revoca.

IL CASO CIARELLI – Come noto, ci sono accertamenti da parte delle forze investigative sul caso dell’alloggio Ater assegnata alla sorella dei boss Carmine e Ferdinando Ciarelli. Gli approfondimenti della Guardia di Finanza sono indirizzati a comprendere sulle modalità di assegnazione a un personaggio legato ad una famiglia, a cui lo Stato, anni prima, ha confiscato diversi immobili, tra cui un villino proprio in via Selene.

Al vaglio la stessa graduatoria per capire se siano state rispettate tutte le procedure e approfondire anche su altri assegnatari. Le proteste degli esclusi vanno avanti e alcuni hanno spiegato di essere stati in altre graduatorie in posto utili all’assegnazione, tuttavia essendo ignorati negli anni.

Le rassicurazioni dell’assessore ai servizi sociali Maurizio Galardo, peraltro in una posizione scomoda avendo anni fa agevolato tramite attestato la pensione d’invalidità ad Antonio Ciarelli, padre dell’assegnataria di Via Selene, non convincono, soprattutto quando dice che la graduatoria utilizzata lo è stata perché un dipendente era in malattia e non si poteva rinnovvarla.

Un caso ancora aperto e non poteva essere altrimenti considerato che Via Selene si trova nel quartiere roccaforte e simbolo del potere criminale dei Ciarelli i quali, negli anni passati, tra estorsioni, usura e droga hanno accumulato ricchezze esorbitanti.

Lo scorso 18 settembre, la sindaca di Latina, Matilde Celentano, insieme a consiglieri regionali, come Mitrano e Tripodi, al presidente dell’Ater, Enrico Della Pietà e all’assessore ai servizi sociali, Maurizio Galardo, hanno celebrato, con l’immancabile taglio di nastro, la consegna dei 24 alloggi per categorie speciali tra cui 4 dotati di domotica avanzata. Una celebrazione avvenuta per l’appunto in Via Selene dove è sorto ex novo, tramite vecchi fondi, il complesso condominiale all’avanguardia per categorie protette quali persone con invalidità al 100%.

A risaltare, naturalmente, la presenza della sorella dei Ciarelli che, dopo aver stretto la mano alla Sindaca di Latina e alle altre autorità, ha preso possesso del suo appartamento, immortalando l’evento anche con un video su Tik Tok.

Da subito, è stato molto curioso che la sorella dei boss Ciarelli avesse ottenuto la casa dove lo Stato aveva agito contro il medesimo clan, confiscando un immobile. A settembre 2023, una delibera del Commissario del Comune, Carmine Valente, con i poteri del Consiglio Comunale, aveva disposto che una casa in via Selene 20, confiscata al clan Ciarelli, fosse destinata a ricovero temporaneo, per far fronte a specifiche e gravissime situazioni di emergenza alloggiativa. Il villino doveva essere occupato da chi aveva realmente bisogno, sotto la direzione dei Servizi Sociali del Comune, cioè “a soggetti che, a parere dei competenti uffici, dovessero presentare necessità di aiuto immediato”.

Come accennato, risulta imbarazzante, alla luce di questa assegnazione, il caso della pensione d’invalidità al vecchio Ciarelli, finito all’epoca anche in commissione antimafia, quando Galardo, secondo le indagini di Procura e Carabinieri di Latina, gliela fece ottenere, tramite attestazioni false, ricoprendo la carica di vice-sindaco dell’allora Giunta Zaccheo (2007-2010).

Leggi anche:
CLAN CIARELLI: DAI RAPPORTI CON “COSA NOSTRA” PER SCHIVARE I CASALESI A QUELLI CON I “SERVIZI”

A distanza di quasi venti anni, dopo confische di diversi immobili che hanno colpito il clan Ciarelli nella loro zona roccaforte, una parente di boss violenti e spietati ritorna nel quartiere Pantanaccio, stringendo le mani a sindaco, consiglieri e assessori regionali. Torna da vincitrice con una casa a sua disposizione.

Articolo precedente

“TI RISPETTO”, AL VIA IL PERCORSO FORMATIVO PER PREVENIRE VIOLENZA DI GENERE E BULLISMO

Articolo successivo

TRASPORTI, ASTRAL: “AL VIA TAVOLO TECNICO CHE COINVOLGERÀ POMEZIA E ARDEA”

Ultime da Cronaca