Minacce all’ex consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi: prosegue il processo per l’esecutore materiale
Udienza a vuoto oggi, 16 settembre, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano, per il processo che vede al centro l’incendio dell’auto della consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi (oggi Movimento Cinque Stelle), all’epoca dei fatti nel gruppo consiliare di Latina Bene Comune e delegata alla Marina per conto dell’allora Sindaco Damiano Coletta. Parti offese e parti civili la consigliera comunale Ciolfi, il marito Paolo Pelagatti, difesi dagli avvocati Domenico Casillo e Stefano Reali, oltreché al Comune di Latina, rappresentato dall’avvocato Francesco Cavalcanti.
Una vicenda che ha già visto condannato il mandante dell’attentato subito dall’attuale esponente locale del Movimento Cinque Stelle, Maria Grazia Ciolfi. A luglio 2022, infatti, davanti al al Giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa, tramite il suo legale Oreste Palmieri, l’uomo ritenuto il mandante delle minacce e dell’attentato incendiario, ha patteggiato la pena a 1 anno e 6 mesi, con sospensione e obbligo del pagamento delle spese di parte civile. Si tratta del 48enne Gianni Mastrostefano di Latina (originario di Velletri), già candidato al consiglio comunale di Latina nel 2016 tra le fila di una lista in appoggio all’allora candidato sindaco Alessandro Calvi.
Diverso il destino del co-imputato: per il 38enne Valentino Mandrelli di Velletri, il Giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa aveva deciso il rinvio a giudizio per un processo che, per l’appunto, si sta svolgendo davanti al giudice monocratico.
Oggi, per via di una mancata notifica, non è stato possibile ascoltare uno dei Carabinieri che ha svolto le indagini, motivo per cui il processo è stato rinviato al prossimo 11 novembre. Il procedimento, come ribadito in udienza, vedrà la prescrizione del reato a maggio 2027.
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La storiaccia, come noto, prese il via nel 2019, quando Mastrostefano, secondo gli inquirenti, decise di rivalersi contro l’allora consigliera comunale di Latina Bene Comune, con delega specifica alla Marina di Latina, Maria Grazia Ciolfi, per un abusivismo contestatogli dalla Polizia Locale sull’arenile presso Foce Verde in Via Valmontorio. L’uomo la riteneva la responsabile di aver segnalato quell’abuso, un affronto tale da indurlo a contattare Madrelli per commissionargli lo sgarro in cambio di 250 euro: bruciare l’auto della consigliera comunale parcheggiata dentro la sua abitazione.
Davanti al Giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa, tramite il suo legale, l’uomo ritenuto il mandante delle minacce e dell’attentato incendiario contro l’allora consigliere comunale Maria Grazia Ciolfi ha patteggiato la pena con sospensione della pena e obbligo del pagamento delle spese di parte civile.
La storiaccia, come noto, prese il via nel 2019, quando Mastrostefano, secondo gli inquirenti, decise di rivalersi contro l’allora consigliera comunale di Latina Bene Comune, con delega specifica alla Marina di Latina, Maria Grazia Ciolfi, per un abusivismo contestatogli dalla Polizia Locale sull’arenile presso Foce Verde in Via Valmontorio. L’uomo la riteneva la responsabile di aver segnalato quell’abuso, un affronto tale da indurlo a contattare Madrelli per commissionargli lo sgarro in cambio di 250 euro: bruciare l’auto della consigliera comunale parcheggiata dentro la sua abitazione.
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A maggio 2020, i Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Latina eseguirono l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone nei confronti dei due odierni. Mastrostefano, secondo il sostituto procuratore di Latina Valentina Giammaria, sarebbe il mandante della ritorsione nei confronti di Ciolfi. “Minaccia a un pubblico ufficiale, danneggiamento a seguito di incendio e violazione di domicilio”, questi i reati a cui rispondono, a vario titolo, Mastrostefano e Mandrelli.
Secondo il Comune e la relazione dell’Avvocatura con cui l’ente ha dato mandato per la costituzione di parte civile, Ciolfi “è stata destinataria di azioni volte a condizionarne l’operato per costringerla ad omettere atti che rappresentano le espressioni tipiche della funzione politica”. Soddisfatta l’ex consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi che ha subito per questa grave circostanza danni sia morali che materiali (un’auto praticamente da rottamare e il muretto di casa danneggiato).
