Dai maltrattamenti in famiglia alla calunnia contro gli avvocati che avevano denunciato: ad essere imputato un uomo di Latina
Tutto nasce da una querela presentata per conto di un cliente che denunciava i comportamenti violenti del fratello nei confronti della madre. Ecco perché, una volta ascoltati i fatti, i due avvocati, entrambi noti penalisti del foro di Latina, scrivevano la denuncia in cui venivano narrati i fatti riferiti dal cliente.
A seguito della denuncia, partiva un procedimento penale contro quel fratello del cliente, accusato di impedire agli altri famigliari di vedere l’anziana madre, oltreché a non prestarle i dovuti accudimenti come, ad esempio, l’errato dosaggio di farmaci che la donna doveva assumere per diverse patologie.
Fatto sta che dalla denuncia e, quindi, dal procedimento penale, è nata una udienza preliminare a seguito della quale l’uomo, originario di Latina, è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia. Accuse fondate poiché l’uomo è stato condannato per il reato di maltrattamenti.
Ad ogni modo, il processo che vede lo stesso uomo accusato di calunnia, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, deriva dalla suddetta udienza preliminare in cui gli avvocati, che avevano presentato la querela per maltrattamenti, vengono a conoscenza di una memoria. In tale documento, l’imputato per maltrattamenti avanza gravi accuse nei confronti dei due avvocati e del pubblico ministero di Giorgia Orlando, titolare dell’indagine per maltrattamenti.
Secondo la memoria presentata, i due avvocati e il giudice si sarebbero messi d’accordo per incastrare l’uomo accusato di maltrattamenti, arrivando a fabbricare prove false. Uno scenario che non poteva non portare ad una denuncia per calunnia in merito ad accuse senza fondamento. Da una parte, quindi, un procedimento penale finito al Tribunale di Perugia, visto che la persona offesa è un giudice di Latina, Giorgia Orlando; dall’altra parte, il processo per calunnia incardinato davanti al giudice Sinigallia, a Latina, in cui le persone offese sono i due avvocati.
Oggi, 14 settembre, sono stati escussi come testimoni i due avvocati destinatari delle accuse calunnianti e una collega di studio che si è occupata del processo civile tra i fratelli, conclusosi con la nomina, come amministratore di sostegno, del fratello denunciante i comportamenti maltrattanti da parte del parente stretto.
I tre avvocati hanno riferito i fatti, esaminati dal pubblico ministero Simona Gentile, dall’avvocato difensore, Amleto Coronella, e dall’avvocato di parte civile, Valentina Sartori. Il processo, che vedrà la testimonianza del fratello denunciante, riprenderà il prossimo 27 maggio.
