Il Comune di Sezze arriva a chiudere un agriturismo: la decisione è arrivata dopo il sopralluogo dei Carabinieri Nas
Un’ordinanza del servizio attività produttive del Comune di Sezze dall’oggetto molto chiaro: sospensione dell’esercizio dell’attività agrituristica di somministrazione di alimenti e bevande e di ospitalità, nonché diffida e prescrizioni igienico-sanitarie a seguito di verifica ispettiva dei Carabinieri N.A.S. di Latina.
Sono stati proprio i Carabinieri Nas di Latina, alla presenza del titolare dell’agriturismo, ubicato in via del Pesce, in località Archi di San Lidano, a procedere all’ispezione igienico-sanitaria.
Sono emerse gravi e sostanziali irregolarità ed omissioni inerenti alla sicurezza igienico-sanitaria dell’approvvigionamento idrico aziendale a servizio delle attività di somministrazione alimenti/bevande ed ospitalità.
Innanzitutto l’approvvigionamento d’acqua destinato alle esigenze generali dell’attività agrituristica (ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande, alloggio ed ospitalità) avviene mediante emungimento da un pozzo privato non denunciato né autorizzato dalla Provincia di Latina.
Rilevata anche l’assenza di controlli analitici e potabilità dell’acqua: al momento dell’ispezione veniva esibito esclusivamente un rapporto di prova attestante analisi delle acque risalenti all’anno 2017, non essendo mai stato richiesto al S.I.A.N. della A.S.L. di Latina il prescritto giudizio di potabilità dell’acqua.
Inoltre, vi è una omessa indagine sul rischio di Legionellosi: non è stata mai effettuata alcuna indagine microbiologica o valutazione specifica sulla presenza di Legionella spp, sulle acque di approvvigionamento e sulla rete idrica a servizio delle camere d’alloggio e dei locali di preparazione alimenti.
Come si legge nell’ordinanza del Suap del Comune di Sezze, “l’impiego di acqua attinta da pozzo privato non denunciato, di cui non è provata la potabilità ed i cui parametri chimico-microbiologici non risultano monitorati e controllati in modo continuativo (in conformità a quanto prescritto dal D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 ed all’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003), per l’alimentazione delle utenze idriche della struttura ricettiva e della cucina/ristorazione espone gli avventori e gli ospiti a un concreto e grave rischio per la salute pubblica ed igienico-sanitaria”.
Ecco perché è “indispensabile circoscrivere ed adottare una misura sospensiva immediata dell’esercizio dell’attività agrituristica, sia per la componente di ospitalità che per quella di ristorazione/somministrazione, fino a quando non venga fornita idonea documentazione tecnica e igienico-sanitaria a garanzia della sicurezza delle acque e degli adempimenti prescritti”.
L’ordinanza quindi dispone la sospensione immediata dell’esercizio delle attività agrituristiche di somministrazione di pasti e bevande e di ospitalità in alloggi/camere rese presso l’azienda agrituristica in premessa indicata, con decorrenza dalla notifica del presente provvedimento e sino all’integrale adempimento delle prescrizioni igienico-sanitarie di seguito impartite. Il divieto assoluto di utilizzare l’acqua emunta dal pozzo privato per usi potabili, alimentari, di igiene personale o a servizio delle attività ricettive e di ristorazione, sino all’ottenimento delle regolarizzazioni previste e della certificazione analitica di conformità. La cessazione immediata di ogni forma di offerta, pubblicizzazione e prenotazione dei servizi agrituristici (alloggio e ristorazione), anche tramite piattaforme telematiche o siti internet, fino alla revoca del presente provvedimento sospensivo.
