Arrestato a Cisterna dalla Polizia di Stato per detenzione ai fini di spaccio e coltivazione illegale di marijuana
È alle battute finali il processo che vede alla sbarra il 61enne pluripregiudicato, Tittino Polzella, assistito dagli avvocati Marta Censi e Paolo Angeloni, accusato di aver detenuto una ingente quantità di marijuana ai fini di spaccio.
Ad aprile scorso, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ha rinviato a giudizio l’uomo, respingendo la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia tossicologica.
Il caso di Polzella risale allo scorso settembre quando la Polizia di Stato, a Cisterna di Latina, nel corso di un’operazione mirata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, lo aveva arrestato poiché indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di coltivazione illegale di piante di marijuana.

L’uomo, classe 1965 e anche con precedenti specifici in materia di droga, aveva avviato una fiorente coltivazione di piante di marijuana su un terreno a lui riconducibile, celando tutte le piante sotto un telo di copertura scuro, presumibilmente per evitare che anche dall’alto potesse scoprirsi l’attività illegale.
Le attività investigative, svolte anche attraverso minuziose verifiche aeree dell’area interessata dai poliziotti della sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna di Latina, avevano permesso di raccogliere fondati indizi in merito alla presenza di una coltivazione illegale riscontrata attraverso gli accertamenti sul posto. L’operazione aveva confermato la presenza di oltre 100 piante di marijuana di altezza pari a circa 1,70 metri, la cui maturazione, essiccazione e successiva vendita avrebbe fruttato migliaia di euro sul mercato illecito.
Durante la perquisizione dell’abitazione, gli agenti avevano rinvenuto un intero piano adibito all’essiccazione della sostanza, nonché circa 3,9 chilogrammi di marijuana già essiccata, confezionata e pronta per la vendita al dettaglio. Inoltre, era stato sequestrato materiale per il confezionamento e per la pesatura della droga. L’uomo, al termine degli accertamenti di rito, era stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, era stato posto agli arresti domiciliari dove è tuttora recluso.
Oggi, 9 settembre, sono stati ascoltati il consulente della Procura di Latina e il medico di base dell’uomo, chiamato dall’avvocato Censi in qualità di testimone. Il consulente, interrogato dal pubblico ministero Paolo Castaldo, ha spiegato di aver realizzato sulla sostanza sequestrato accertamenti tecnici irripetibili (contestati dalla difesa in quanto non sarebbero stati conformi alle linee guida) da cui è emerso che il quantitativo consisterebbe in 133mila dosi relativamente a un consumatore medio di marijuana e oltre 50mila dosi per un consumatore forte. Il principio attivo della marijuana requisita è risultato molto basso.
Il medico di base di Polzella ha invece spiegato che, in passato, ha prescritto cannabis a uso terapeutico per Polzella, così da attenuare gli effetti della chemioterapia, in quanto malato oncologico. L’uomo, in quella fase, era inappetente e la marijuana lo aiutò a superare il problema. È emerso che il 61enne è invalido al 100% e risulta come un paziente fragile con un ciore finzionante al al 30%.
Il processo è stato rinviato al prossimo 21 ottobre con l’escussione di due testimoni difesa e la discussione con probabile sentenza.
