DUPLICE FEMMINICIDIO DI CISTERNA, SODANO “LUCIDO E FREDDO”: LE MOTIVAZIONI DELL’APPELLO

Christian Sodano
Christian Sodano

Duplice omicidio di Cisterna di Latina, pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna che ha confermato l’ergastolo per Sodano

Lo scorso 19 giugno, la Corte d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado per il finanziere di 29 anni, Christian Sodano, condannato a settembre 2025 all’ergastolo per il duplice omicidio volontario, avvenuto in una villetta a Cisterna di Latina, nel quartiere di San Valentino, il 13 febbraio 2024, in cui hanno perso la vita Nicoletta Zomparelli (46 anni) e la figlia Renée Amato (19 anni), rispettivamente madre e sorella di Desirée Amato, ossia la ex compagna del maresciallo della Guardia di Finanza, all’epoca dei fatti in servizio a Ostia.

A presentare ricorso in Appello è stata la difesa di Sodano (detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere), rappresentata dagli avvocati Lucio Teson e Leonardo Palombi. Le motivazioni saranno pubblicate tra 70 giorni. Il 29 settembre 2025, la Corte d’Assise di Latina, presieduta dal giudice Gian Luca Soana, a latere il collega Mario La Rosa e la giuria popolare, aveva sancito la pena per Sodano: ergastolo, con isolamento diurno di un anno. Sodano era stato giudicato colpevole del duplice omicidio che ha tolto la vita alle due donne. Esclusa l’aggravante della premeditazione e disposta l’interdizione dai pubblici uffici perpetua.

Sodano, impassibile alla lettura della sentenza, era stato condannato al risarcimento dei famigliari e delle altre parti civili. Nello specifico 120mila euro ciascuno per Desirée Amato e Giuseppe Amato; 40mila ciascuno per Giovanni, Massimo e Maria Pia Zomparelli. Il risarcimento civile, invece, sia per il Comune di Cisterna che per l’associazione “Insieme a Marianna”. Diverse, per l’appunto, le parti civili: Giovanni, Massimo e Maria Pia Zomparelli, rispettivamente padre, fratello e sorella di Nicoletta, assistiti dall’avvocato Oreste Palmieri; Giuseppe Amato, marito e padre delle vittime, difeso dall’avvocato Marco Fagiolo; la ex compagna di Sodano, nonché figlia e sorella delle vittime, Desirèe Amato, difesa dall’avvocato Chiara Fagiolo; il Comune di Cisterna, alla presenza del sindaco Valentino Mantini, assistito dall’avvocato Nicodemo Gentile; infine l’associazione “Insieme a Marianna”, assistita dall’avvocato Benedetta Manasseri e dall’avvocato Felicia D’Amico.

La Corte d’Appello di Roma, presieduta dal giudice Vincenzo Gaetano Capozza, a latere il collega Renato Aldo Tiziano La Viola e la giuria popolare, ha motivato in maniera netta la condanna all’ergastolo di Sodano. “Una vendetta trasversale nei confronti di Desiree finalizzata a cagionarle una sofferenza psicologica e morale duratura uccidendo la madre e la sorella”.

Vengono sottolineati i “messaggi asfissianti di Sodano, sintomatici del suo modo di intendere e di voler gestire il rapporto, i piu significativi dei quali sono quelli che partono dalle 21,50 del 16 novembre 2023 e trasmodano in frasi gravemente minacciose nelle comunicazioni del 17 novembre, sono messaggi seguiti da vari tentativi accompagnati da scuse al pietismo”.

Alla base un rapporto tra Sodano e la ex fidanzata molto conflittuale, vissuto dal finanziere in maniera abnorme. “I diverbi si sono susseguiti costantemente e sono stati spesso originati dalla volontà dell’imputato di avere se non proprio l’esclusiva, la priorità nella cura, nelle ore e nelle giornate di Desiree a discapito dell’esigenza della ragazza di coltivare altri interessi, di mantenere altre relazioni, di viaggiare con altre persone, uno scenario di compressione delle libertà della donna che non può essere inquadrato in una corretta dinamica del rapporto sentimentale”.

Secondo i giudici dell’appello si trattava di “amore tossico basato su troppe imposizioni e prevaricazioni. Sodano avrebbe dovuto rassegnarsi e abbandonare l’idea di costruire un rapporto stabile e duraturo, non reagire in un modo cosi tragico e irreparabile”. Senza contare che Sodano, “segnato da un passato di sofferenza familiare e dal suo presente di sofferenza sentimentale, alluda alla sua volontà di infliggere analoga sofferenza sentimentale a Desiree

Ad ogni modo, il passaggio più significativo è quello in cui giudici definiscono il 29enne come lucido e freddo nella sua azione criminale. “Tra la decisione di uccidere e la realizzazione dei due omicidi sono trascorsi vari minuti, nei quali Sodano, armato di pistola, ha mostrato lucidità e determinazione incompatibili con l’episodicità dissociativa acuta. Risulta frutto di una notevole freddezza la scelta di “finire” Renee Amato (attinta in precedenza da due colpi, senza interessamento di organi vitali) con due colpi, di cui uno mortale a distanza ravvicinata, invece di chiamare i soccorsi come implorato da Desiree. Questa agghiacciante condotta è stata giustificata da Sodano con una menzogna, l’impossibilita di telefonare perchè il suo apparecchio aveva la batteria pressoché scarica, circostanza non vera perché salito in macchiana dopo it duplice omicidio parlò a lungo”.

Respinta la richiesta delle attenuanti generiche invocata dalla difesa. “Questo collegio non condivide neanche la tesi della concessione delle attenuanti generiche. Lo stato emotivo dell’imputato, se può aprire uno spiraglio di umana considerazione, non rileva giuridicamente, è comunque elemento non particolarmente meritorio. Sodano con feroce determinazione dopo un apprezzabile lasso di tempo ha ucciso Renee, da lui precedentemente soltanto ferita, dimostrando una determinazione e una pervicacia non comuni nel realizzare il suo piano. Non era ancora agonizzante e poteva essere salvata se solo l’imputato avesse chiamato telefonicamente i soccorritori”.

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