RASSEGNA NICOLOSI, LA LETTERA APERTA DELL’EX OPERATRICE SOCIALE

Via Corridoni, quartiere Nicolosi
Via Corridoni, quartiere Nicolosi

La lettera aperta dell’ex operatrice sociale nel Quartiere Nicolosi di Latina, Adriana Marucco

“In questi giorni è molto vivo il dibattito riguardo alla proprietà e all’uso della piazzetta del Quartiere Nicolosi, legata alla sopravvivenza della rassegna estiva @nicolosi, che tengo subito a definire, secondo il mio parere come una delle più valide culturalmente nel panorama cittadino e non solo. E’ una vicenda in cui mi sento profondamente coinvolta a vario titolo. Mi coinvolge in quanto sono l’autrice del testo “Il Fuoco dalla Casba”, edito da Atlantide editore, che racconta i primi anni del quartiere. Sono anche, nello stesso tempo, appartenente a una famiglia che possiede due appartamenti storici proprio al terzo lotto (uno peraltro dal 1937 e proprio in piazzetta) e dunque che è direttamente interessata alle sorti della piazza stessa.

Mi sento soprattutto coinvolta in quanto promotrice, ideatrice e socia dell’APS Angolo di Chirone (di cui è presidente Ilaria Durante), che ha operato al Nicolosi tre anni con un doposcuola tenuto da docenti ed educatrici, frequentato da decine di alunni di varia origine e laboratori creativi e che è stata costretta a cessare le sue attività, in quanto ha dovuto lasciare un locale ATER di fronte a quello dello Spazio culturale Nicolosi, alla scadenza del contratto d’affitto, contratto sicuramente osteggiato dagli abitanti.

La nostra Associazione, pur lavorando a stretto contatto con SPAZIO, a cui siamo grati di aveci ospitato nei primi tempi e che l’ha spesso vantata pubblicamente come fiore all’occhiello , ha sempre avuto la sua autonomia e la sua linea. Ha rispettato le procedure e ha riconsegnato il locale nel 2025, nei tempi previsti , in quanto siamo convinti che  sia fondamentale rispettare le regole e giudichiamo paradossale presentarsi come  un presidio di legalità, contravvenendo le normative.

Purtroppo questa linea non è stata compresa da SPAZIO CULTURALE NICOLOSI che non ha accettato il trasferimento della nostra in un locale ubicato a pochi metri dalla piazzetta, sempre in via Filippo Corridoni e ha posto come condizione per continuare a inserirla nel suo Progetto e usufruire di fondi indispensabili alla sua sopravvivenza, il fatto che essa operasse nella sede dello SPAZIO stesso, alle loro condizioni, senza strumentazioni idonee, né un ambiente adatto per i più piccoli,  in contemporanea a mostre ed eventi, senza dunque una reale garanzia di poter assicurare un lavoro serio e continuativo.  Ho dovuto pertanto smantellare da sola e in silenzio il nuovo locale, privata dal sostegno di chi dice di operare esclusivamente per il bene del quartiere, distruggere amareggiata e delusa, un luogo che avevo creato a misura di bambino, credendo nel valore della formazione, della scolarizzazione, dell’insegnamento delle regole.

Attività che, scusate, ritengo, se possibile, l’unica base di reale partenza per rigenerare un quartiere, più se vogliamo di spettacoli sicuramente di grandissimo valore, ma rivolti comunque prevalentemente a un pubblico colto, che viene, assiste e se ne va. Naturalmente mi piace l’idea che la piazzetta possa appartenere anche a quei cittadini, ma non possiamo dimenticare i diritti dei residenti, che spesso lì sono nati, cresciuti e si sono sbucciati le ginocchia. Dunque la piazzetta è giusto che sia di tutti, appunto, di tutti, e quindi di nessuno in particolare. Dunque il dibattito dev’essere aperto, anche vivace e accogliere e contemperare le idee di ognuno, senza rigidità da parte di nessuno, senza proclami e facili esibizionismi, che a volte celano realtà complesse. Bene la tenacia, male l’ostinazione. Apprezzabile la fermezza, ancora più apprezzabile la flessibilità, segno di rispetto nei confronti delle opinioni di tutti. Questa è la democrazia. Cha va accettata quando ci dice sì, ma anche quando ci dice no. E’ da lì che dobbiamo partire se vogliamo operare nel sociale. Realmente”. 

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