RAFFICA DI INCENDI TRA PRIVERNO E SONNINO: “GIORNATA DRAMMATICA”

Nuova raffica di incendi tra Sonnino e Priverno. La sindaca di Priverno, Anna Maria Bilancia, stila un resoconto: “Giornata drammatica”

“Quella di oggi (nda: ieri) – spiega la sindaca di Priverno, Anna Maria Bilancia – è stata una giornata drammatica per la nostra comunità e un vero inferno per le nostre belle colline. Nella tarda mattinata, un vasto incendio si è sviluppato dai boschi sottostanti Colle Petroso, propagandosi poi rapidamente verso le cime di San Davino e spingendosi, alimentato dal vento, lungo la cresta e i fianchi delle colline che si affacciano sulla valle, minacciando le abitazioni nella parte più alta di via Taborre, di via delle Chiocche e di altre zone limitrofe.

Grazie al tempestivo e coordinato intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno attivato anche mezzi aerei, dei volontari della Protezione Civile e di molti di voi che si sono spesi in prima persona per proteggere le proprie abitazioni o per aiutare i propri amici e vicini, il rogo, nel pomeriggio sembrava finalmente sotto controllo.

Purtroppo, intorno alle 19.30, dal balcone di casa, ho visto ripartire dei focolai, alcuni dei quali in aree già bruciate, ma mentre avvisavo i Vigili del fuoco, uno di questi era già divampato in un incendio esteso su un ampio e lungo fronte.

Ferma sul balcone, con gli occhi incollati su quelle fiamme, ho tirato un sospiro di sollievo solo all’arrivo dei Vigili del fuoco e della Protezione civile.

Dopo un paio di ore, che mi sono sembrate interminabili, nonostante le abbia passate a sentire alcuni concittadini ancora provati dalle fatiche di oggi e dai danni subiti, le fiamme sono un po’ calate, ma soltanto intorno alle 22.30, sulle colline è tornato il buio, rischiarato dalle luci delle case, ancora “vigili e sveglie”, e dai lampeggianti azzurri dei mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco e della Protezione civile.

Sempre a quell’ora, Gianluca D’Atino, che aveva raggiunto la squadra dei suoi colleghi, in via del Mirto, mi ha chiamato per tranquillizzarmi, informandomi che i Vigili del Fuoco e i Volontari della NPC di Priverno stavano effettuando la bonifica delle piante di ulivo ancora in fiamme, facendo la spola, per rifornirsi di acqua, con i mezzi più piccoli, da una grande autobotte stazionata su via Boschetto al luogo dell’incendio.

A conclusione di questa lunga e faticosissima giornata, desidero più di ogni altra cosa esprimere la mia profonda vicinanza a chi ha vissuto ore di forte apprensione e a chi ha subito danni. A nome di tutta la città, rivolgo un sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco di Terracina, sempre in prima fila con coraggio e competenza, con un particolare grazie a Gianluca D’Atino per la costante disponibilità con cui ha risposto a tutte le mie chiamate di oggi, facilitando i contatti con le squadre di soccorso; ringrazio, inoltre, tutti i Gruppi di Protezione Civile intervenuti, per il loro prezioso lavoro, i cittadini che si sono aiutati a vicenda con grande spirito civico e di solidarietà.

Accanto ai sentimenti di vicinanza e di riconoscenza, avverto, tuttavia, la responsabilità istituzionale di sollecitare una profonda riflessione. Di fronte a simili eventi emerge l’amara constatazione di quanto, ancora oggi, la mancanza di senso civico e l’assenza di cura del territorio condizionino la sicurezza pubblica. Troppo spesso la presenza di terreni incolti e l’accumulo di sterpaglie spianano la strada alle fiamme, amplificandone la pericolosità. Sì, perché anche gli incendi di oggi potevano essere meno impattanti e pericolosi se non avessero avuto vita facile nel bruciare fondi infestati da sterpaglie e arbusti incolti.

Così, oltre ai danni provocati dai piromani, subiamo anche quelli causati dalla leggerezza e dalla sciatteria di quelle persone che eludono norme e buon senso, non tenendo puliti i propri fondi e accendendo fuochi, che a prescindere dal motivo, è vietato accendere.

Se da un lato bisogna lavorare per sensibilizzare tutti perché l’incuria e la superficialità non portino ad eludere le norme e il buon senso, dall’altro resta la fermissima condanna per qualsiasi condotta dolosa o colposa. Appiccare un incendio con dolo o provocare un rogo a causa di cattivi comportamenti, rappresenta una gravissima offesa all’ambiente, alla sicurezza personale e al futuro delle nuove generazioni.

L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte con sempre maggiori fermezza ed impegno, ma la tutela del nostro patrimonio naturale richiede l’impegno vigile e responsabile di tutti e di ognuno di noi”.

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