BAMBINI IN OSPEDALE DOPO IL BAGNO AL MARE

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Circa 25 bambini in vacanza a Mandatoriccio, in Calabria, hanno accusato disturbi gastrointestinali dopo avere trascorso una giornata al mare. I sintomi, soprattutto vomito e diarrea, sarebbero comparsi tra la notte e la mattina del 25 agosto.

Tra dieci e dodici minori sarebbero già stati visitati in ospedale: i primi accessi, secondo le informazioni raccolte in ambito sanitario, avrebbero riguardato cinque o sei bambini durante la notte, ai quali se ne sarebbero aggiunti altri nelle ore successive. Nessuno sarebbe in pericolo di vita.

I piccoli turisti provengono dalle province di Latina, Napoli, Avellino e Lecce. Alcuni, dopo le cure e gli accertamenti del caso, sarebbero stati dimessi, mentre altri restano sotto osservazione.

Dai primi colloqui sarebbe emerso che i bambini avevano consumato alimenti differenti. Uno dei principali elementi comuni sarebbe invece il bagno effettuato nello stesso tratto di mare. Questa circostanza, tuttavia, non permette di stabilire automaticamente un collegamento tra l’acqua marina e i malori.

Sul caso è stato attivato il servizio di Igiene pubblica, chiamato a ricostruire quanto accaduto e a verificare l’eventuale presenza di una fonte comune di esposizione. Saranno gli esami clinici e i controlli ambientali a chiarire l’origine dei disturbi.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Mandatoriccio, Cataldo Iozzi, che ha confermato il malfunzionamento del depuratore e l’esistenza di un divieto di balneazione nel tratto di costa vicino alla foce del torrente Armirò.

“Il sindaco può dire che il depuratore non funziona e che per questo è stata emanata un’ordinanza”, dichiara Iozzi. Il provvedimento vieta la balneazione per 150 metri a destra e 150 metri a sinistra della foce, nella quale confluisce lo scarico dell’impianto. Secondo il primo cittadino, le indicazioni ricevute prevedevano una fascia di cento metri per ciascun lato, ma il Comune avrebbe deciso di estenderla a 150 metri per garantire una maggiore tutela della salute pubblica.

L’ordinanza, riferisce il sindaco, è stata pubblicata e il divieto è stato segnalato ai margini dell’area interessata. La presenza del depuratore in prossimità della foce dell’Armirò e precedenti criticità nella stessa zona erano state documentate anche negli anni passati.

Non è stato però accertato che i bambini abbiano fatto il bagno all’interno dell’area sottoposta al divieto, né che i disturbi siano stati provocati dall’acqua o dal malfunzionamento dell’impianto.

Il sindaco invita quindi a non trarre conclusioni prima degli accertamenti. “Potrebbero esserci anche altre cause, legate all’alimentazione o ad altre situazioni – precisa Iozzi – ma non sono io a poterle determinare, perché non dispongo degli elementi necessari”.

Resta dunque da verificare se i bambini abbiano condiviso alimenti, luoghi o altre possibili fonti di esposizione, oltre alla permanenza nello stesso tratto di costa. Al momento non è stato dimostrato alcun nesso causale tra i sintomi, il bagno in mare e il depuratore.

Iozzi ribadisce di avere adottato le misure previste a tutela della popolazione e invita residenti e turisti a rispettare il divieto di balneazione nell’area delimitata dall’ordinanza.

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