TRAGEDIA DI ALLUMIERE, AUTOPSIA CONFERMA MORTE PER ESALAZIONE DA MONOSSIDO DI CARBONIO

È stata eseguita l’autopsia presso l’Istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma sui corpi dei due uomini morti ad Allumiere. L’autopsia, ordinata dalla Procura di Civitavecchia, ha confermato il decesso per esalazioni di monossido di carbonio. Ci vorranno 60 giorni per gli esiti degli esami istologici e tossicologici.

Ad eseguire l’esame autoptico, disposto dal sostituto Pietro Stefano Maglione, il medico legale Mauro Mocci, alla presenza del consulente della difesa, Francesco Loreti Romantini.

Come noto, un uomo di 35 anni, di Fondi, Francesco Di Fazio, e un ragazzo di 15 anni, di Lenola, Stefano Tullio, sono stati trovati morti ad Allumiere, stroncati dalle esalazioni del monossido di carbonio.

I due corpi sono stati trovati intorno alle 12.30 del 23 agosto, all’interno di uno stand gastronomico allestito in viale Garibaldi in occasione del palio delle contrade. A intervenire sul posto sono stati i Carabinieri. Nell’area sono arrivati anche gli operatori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, impegnati negli accertamenti.

A fare la tragica scoperta è stato un commerciante, salito allo stand intorno alle 11 del mattino del 22 agosto, per consegnare della merce. Trovando la struttura chiusa e non ricevendo alcuna risposta dai due, è scattato l’allarme che ha mobilitato anche colleghi e amici.

I due morti sono stati trovati all’interno del gazebo utilizzato per la vendita di salsicce e porchetta. Di Fazio e Tullio, arrivati in paese in occasione della manifestazione, avevano trascorso la notte all’interno della struttura, dove si erano sistemati per dormire. A provocare il decesso, secondo i primi accertamenti, sarebbero state le esalazioni di monossido di carbonio. Entrambi lavoravano, pur senza contratto di lavoro, per contro della Panineria Incontro 2.0 di Fondi.

Sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine; effettuati i primi rilievi e avviati gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Il monossido di carbonio potrebbe essersi sprigionato all’interno del gazebo attraverso un generatore di corrente a motore, trasformando in una trappola mortale il luogo nel quale i due ambulanti stavano riposando.

Le esalazioni prodotte dal dispositivo potrebbero aver saturato l’ambiente, provocando l’intossicazione fatale. Lo stand è stato posto sotto sequestro mentre i Carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire quanto accaduto. A Fondi la Panineria Incontro 2.0, dove i due lavoravano, è un esercizio commerciale noto a tutti e il titolare, Rosario De Filippis, si è recato ad Allumiere non appena saputo della tragedia.

Gli infermieri presenti in paese si sono precipitati nel chiosco e hanno tentato il tutto per tutto per rianimare il 15enne, ma ogni sforzo si è rivelato inutile: Francesco Di Fazio era già morto al momento del ritrovamento. Per identificare il giovanissimo è stato necessario attendere l’arrivo del titolare dell’attività, dato che il ragazzo non aveva con sé i documenti. Poco dopo, lo strazio dei familiari arrivati nel comune della provincia romana.

L’esame autoptico sulle salme delle due vittime è stata predisposta per accertare con precisione la causa dei decessi, che da subito è apparsa riconducibile all’intossicazione da fumi tossici sprigionati dal motorino del gazebo. I carabinieri hanno posto sotto sequestro il gruppo elettrogeno e i telefoni cellulari di Di Fazio e Tullio. Sul posto, per completare i rilievi tecnico-scientifici ed effettuare gli accertamenti sulla regolarità della posizione lavorativa, sono intervenuti i carabinieri e il personale del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spresal).

Al momento, risulta formalmente indagato per duplice omicidio colposo il titolare di Panineria Incontro 2.0, assistito dall’avvocato del foro di Latina, Giulio Mastrobattista.

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