BAGNINI A LATINA, LBC ATTACCA DI COCCO: “SUL LUNGOMARE DI SINISTRA NON CI SONO POSTAZIONI”

Il capogruppo Dario Bellini ed il vice segretario di Latina Bene Comune Alessio Ciotti in una nota dichiarano: “L’assessore venga a fare un giro sul lungomare di sinistra: scoprirà che il problema non è una singola postazione, ma un servizio che lì semplicemente non c’è”

“L’assessore Di Cocco sostiene che una singola contestazione non possa mettere in discussione l’intero servizio di salvamento sulle spiagge libere di Latina. Siamo d’accordo. Peccato che questa mattina facendo una verifica semplicissima sul lungomare di sinistra, quella che potrebbe fare qualunque cittadino, il risultato è disarmante: le postazioni di salvamento che l’Amministrazione Celentano aveva annunciato per quel tratto di litorale non ci sono. Non è un’opinione. Non è una polemica politica. È una verifica sul posto. E allora vorremmo chiedere all’assessore Di Cocco: dove sono le postazioni di salvamento annunciate sul lungomare di sinistra? Perché è inutile parlare di “sistema di salvamento”, di “organizzazione”, di “risorse” e di “sicurezza prima di tutto”, come fa l’assessore nella sua nota, quando poi una parte del litorale comunale viene lasciata senza il servizio che era stato annunciato.

La questione è ancora più grave perché quelle postazioni non erano state semplicemente promesse ai cittadini di Latina. Erano state indicate anche nell’ambito degli impegni assunti per il mantenimento della Bandiera Blu, con l’obiettivo di garantire la copertura del tratto di lungomare di sinistra fino alla zona di Foce del Duca, insieme alle postazioni dei chioschi. Quindi oggi Di Cocco non deve rispondere soltanto ai cittadini. Deve rispondere anche alla FEE Italia. Perché se l’Amministrazione ha rappresentato l’esistenza o la realizzazione di un determinato sistema di salvamento, come elemento necessario per mantenere la Bandiera Blu, oggi dovrebbe spiegare come sia possibile che quel sistema, sul lungomare di sinistra, non risulti concretamente presente e come questo fatto non possa non provocare un nuovo declassamento per quanto concerne il mantenimento della Bandiera Blu. Qui siamo di fronte a un vero e proprio gioco delle tre carte: quando la Capitaneria effettua un controllo e rileva delle criticità, l’assessore ci spiega che si tratta soltanto di “una singola postazione”.

Quando invece si parla di postazioni che dovevano garantire il salvamento sul lungomare di sinistra, improvvisamente quelle postazioni sembrano sparire dal dibattito ed il tema non è più un problema. Nella sua nota Di Cocco scrive più volte di essere favorevole ai controlli e sottolinea che non c’è alcuna contrapposizione con gli organi preposti alla vigilanza. E ci mancherebbe altro! Che contrapposizione dovrebbe mai esserci? Ben vengano i controlli della Capitaneria. E ben vengano anche quelli della Polizia Locale, che ha tutti gli strumenti per verificare che le postazioni siano effettivamente presenti, funzionanti e conformi a quanto previsto dalla legge e dall’Ordinanza Balneare. Cosa questa che per quanto abbiamo visto noi stamane nelle 6 postazioni presenti sulle spiagge libere del tratto A, non sempre è rispettata con operatori di salvamento sprovvisti della maglietta di riconoscimento e assenza di alcuni presidi di salvamento essenziali. Il problema quindi anche qui non è chi controlla.

Il problema è che cosa trova quando controlla. E questa mattina, su tutto il lungomare, abbiamo trovato tante criticità e mancanze, alcune anche gravi. È proprio per questo che troviamo particolarmente grave un altro passaggio della dichiarazione dell’assessore: “la sicurezza di cittadini e turisti viene prima di tutto”. Certo che viene prima di tutto. Ma viene prima di tutto per tutti i cittadini, oppure soltanto per quelli che frequentano il lungomare del lato destro? Perché l’impressione che questa Amministrazione sta dando è che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Sul lungomare di destra, nel tratto A, il servizio di salvamento viene considerato una priorità. Sul lungomare di sinistra, nel tratto B, cittadini e turisti che pagano le stesse tasse, che hanno gli stessi diritti e che frequentano le stesse spiagge comunali, su questi cittadini si scarica la responsabilità anche per un semplice bagno sul singolo. Eppure il tratto A del lungomare, quello più urbanizzato e nel quale ci sono già ben 23 postazioni di salvataggio, quelle dei tanti stabilimenti balneari a cui vanno aggiunte le altre 6+3 delle spiagge libere è praticamente lungo gli stessi chilometri del tratto B dove a presidiare la sicurezza dei bagnanti ci sono solo e soltanto le 7 postazioni dei chioschi. La sicurezza non può essere a geometria variabile. Non può dipendere dal tratto di lungomare nel quale una persona decide di andare al mare. E soprattutto non può essere utilizzata come slogan nei comunicati stampa mentre, nella realtà, le postazioni annunciate non vengono installate. Di Cocco dice che l’Amministrazione “non cerca alibi” e “cerca soluzioni”. Bene.

Allora la soluzione è molto semplice: installare le postazioni di salvamento annunciate sul lungomare di sinistra e renderle realmente operative. Non servono altri comunicati. Non servono altre frasi roboanti. Non serve spiegare che una singola postazione non rappresenta l’intero sistema. La verità è che oggi siamo al 19 agosto, la stagione è agli sgoccioli ed un intero tratto di lungomare, quello turisticamente più caratteristico, è sprovvisto di servizio di salvamento sulle spiagge libere.  Dalle carte che abbiamo letto tra Comune e FEE Italia, la presenza di quelle postazioni era parte degli impegni necessari a garantire il mantenimento della Bandiera Blu. Sarebbe quindi opportuno che l’Amministrazione spiegasse con altrettanta chiarezza anche a FEE Italia come stanno realmente le cose. La sicurezza dei bagnanti non è un comunicato stampa. È un servizio che deve esserci. Su tutto il litorale”.

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