“Come qualcuno ricorderà, Codici recentemente ha espresso il timore che il nuovo piano della raccolta dei rifiuti avrebbe potuto comportare di cadere dalla padella direttamente nella brace.
A quanto pare, i fatti sembrano darci ragione, e lo diciamo senza alcuna soddisfazione, perché le ricadute negative sono tutte a carico dei cittadini e dei lavoratori dell’Azienda Speciale.
Sin da sempre Codici ha manifestato le proprie idee totalmente dissonanti nei confronti di un sistema di conferimento e raccolta dei rifiuti che così come era impostato non poteva funzionare.
In particolare il sistema cosiddetto “porta a porta”, che di porta a porta ha solo la denominazione ma che tale non è, forse poteva essere adatto ad una città dalla conformazione edilizia totalmente diversa da Latina, cioè una città con edifici bassi e distanziati tra di loro, strade larghe, quindi percorribili dagli automezzi preposti al ritiro, e prevedendo la raccolta giornaliera quantomeno della frazione umida (cioè quella maggiormente delicata e problematica per gli utenti).
Invece l’organico viene ritirato solo tre volte alla settimana, quindi due volte a distanza di tre giorni ed una terza dopo ben quattro giorni, con tutti i problemi che provocano i rifiuti organici (fermentazione, cattivi odori, richiamo di animali vari, rottura delle buste, necessità di pulizia e sanificazione dei mastelli con consumo di acqua, detersivi e spreco di tempo e tanti altri ancora).
Senza contare l’indecente occupazione selvaggia dei marciapiedi, impedendo il loro utilizzo ai pedoni e soprattutto ai portatori di handicap, oltre alle difficoltà connesse alle giornate di ritiro, ad esempio, quando non si possono lasciare i mastelli pur essendo pieni, per necessità di ferie o altri tantissimi motivi, del tutto ignorati da chi ha preteso questo fallimentare sistema.
Problemi, questi, che coloro che possono conferire nei cassonetti stradali non hanno, perché possono utilizzarli quante volte al giorno ne abbiano la necessità.
Senza contare, altresì, che il sistema proposto dalla Coop. Erica, alla quale venne affidata la redazione dello studio di fattibilità (sbaglia chi attribuisce le criticità a Contarina, autrice del piano industriale) aveva come finalità giustificatrice ultima quella dell’applicazione della cosiddetta “tariffa puntuale”, ovvero che ogni singolo utente avrebbe pagato solo la differenza tra quanto conferito tra rifiuti differenziabili (quindi con guadagni ricavati dalla loro vendita) ed indifferenziati, reale costo a carico della società.
Solo il fallimento di questo specifico obiettivo merita la totale revisione del piano industriale, con la modifica di un sistema che più passa il tempo e meno è difendibile, anche per i costi diretti ed indiretti che esso sta comportando sulle tasche dei cittadini in termini di esosità di costo della TARI.
Insomma, una serie di criticità che Codici aveva già illustrate finanche con note indirizzate ai singoli Consiglieri comunali della precedente amministrazione, del tutto ignorate, e che anche gli attuali sembrano non comprendere nella loro globale gravità, determinata anche dalla discriminazione che subiscono i cittadini che sono costretti a tenere in casa i mastelli (con tutte le difficoltà di spazio che moltissimi di loro hanno) rispetto a coloro che possono disfarsi delle buste ogni qualvolta ne abbiano la necessità.
Tra l’altro, sugli organi di informazione si leggono affermazioni quantomeno improvvide rilasciate da amministratori comunali, i quali parlano con troppa leggerezza finanche di comportamenti illeciti, attribuiti a coloro che hanno i mastelli ed, invece, conferiscono nei cassonetti stradali, probabilmente senza neppure conoscere il reale significato della parola “illeciti”, e, soprattutto, senza neppure chiedersi il perché molti cittadini, pur pagando regolarmente la TARI, sono costretti ad utilizzare questa modalità di conferimento per gettare i loro rifiuti.
L’attuale sistema, in base a quanto è dato leggere sugli organi di informazione, sta creando una moltitudine di problemi sia ai cittadini che ai lavoratori che stanno iniziando a subire le conseguenze di un lavoro mal impostato, con crescenti problematiche fisiche connesse alla tipologia di lavoro che sono costretti a fare, sotto tutte le condizioni climatiche possibili ed immaginabili, quindi anche le più avverse pur di onorare l’impegno lavorativo.
Codici, pertanto, ancora una volta auspica che il Comune di Latina voglia finalmente ascoltare non soltanto le giuste rimostranze sindacali, ma anche la voce dei cittadini, come sino ad ora non ha mai voluto fare, nonostante le chiare disposizioni recate dalla legge 244/2007, il cui rispetto è stato più volte invocato da questa Associazione, da ultimo con nota dello scorso 4 novembre 2025, indirizzata all’Ing. De Biaggio, Responsabile comunale del Settore Ambiente, del tutto ignorata dal destinatario, la cui funzione dovrebbe consistere nel rispetto di tutte le disposizioni normative e non solo di alcune.
Molto probabilmente, se in Comune vi fosse l’intelligenza, oltre che l’umiltà di ascoltare le voci di chi rappresenta l’utenza e le problematiche che essa deve sopportare (quando sarebbe obbligatorio evitargliele il più possibile), alcune delle attuali criticità non si sarebbero verificate e, lo diciamo senza presunzione, quasi certamente con minori costi generali a carico della collettività”.
