REGOLAMENTO MOVIDA A MOLA, AZIONE FORMIA: “COSÌ È UN COPRIFUOCO MASCHERATO”

Regolamento movida a Mola, Azione Formia: “Così si spegne la città. Serve governo del fenomeno, non un coprifuoco mascherato” 

“La recente introduzione del regolamento sulla movida nel quartiere di Mola ci porta ad esprimere la nostra piena vicinanza ai commercianti del borgo e a tutti quei giovani che scelgono con coraggio di fare impresa sul nostro territorio. Riteniamo che l’attuale provvedimento, per quanto mosso da intenzioni di riordino, sia tendenzialmente repressivo, calato in piena stagione estiva, e che confonda la rigidità burocratica con la capacità di governare il territorio. 

Numerosi giovani, in questi giorni, si sono rivolti ad Azione Formia per manifestare la propria preoccupazione e il proprio disappunto nei confronti di un regolamento che percepiscono come ingiusto e penalizzante. Si tratta la movida come un problema da reprimere anziché come un fenomeno da governare. Ci pare una visione miope, che rischia di spegnere il quartiere di Mola senza affrontare le vere cause dei problemi. Non crediamo sia giusto delegare agli operatori commerciali compiti di ordine pubblico esterno che non competono loro, trasformandoli in “sceriffi” del quartiere, e che non lo siano le misure sanzionatorie sproporzionate come l’obbligo di chiusura anticipata alle ore 22:00 già alla seconda violazione. 

L’economia cittadina non può sostenere questo coprifuoco mascherato, ulteriormente aggravato dai nuovi costi gestionali legati alle perizie fonometriche periodiche, dalle limitazioni stringenti sulla vendita da asporto e da orari antieconomici. I giovani che scelgono di trascorrere il loro tempo libero a Formia hanno il diritto di vivere spazi di socialità, convivialità e divertimento; reprimerli o allontanarli non risolverà il problema del rumore, ma impoverirà ulteriormente la comunità.

Il diritto alla quiete e alla salute dei residenti è un principio sacrosanto e prioritario, ma la sua tutela non può passare per un “coprifuoco” mascherato che finisce per penalizzare chi produce ricchezza, crea occupazione e mantiene viva la città. La convivenza civile si può garantire in altri modi, ad esempio potenziando il presidio del territorio attraverso pattuglie a piedi delle Forze dell’Ordine nelle fasce orarie più calde, così da isolare e sanzionare puntualmente i comportamenti incivili senza colpire indistintamente l’intera categoria dei lavoratori. Non esiste una contrapposizione tra residenti e commercianti: chi disturba va sanzionato, chi risiede va tutelato, ma chi lavora rispettando le regole non può essere danneggiato.

Formia non ha bisogno di essere una città che chiude prima, bensì che esalta al meglio le sue energie. Le imprese non sono un problema: sono una parte della soluzione di una città che ritorna a vivere al meglio. I giovani e la loro socialità non sono un fastidio da allontanare, ma una risorsa da valorizzare. Come Azione Formia vogliamo una Formia più sicura, ma non una città spenta; più ordinata, ma non svuotata. Governare significa trovare equilibrio, non imporre soltanto divieti”.

Così, in una nota, Azione Formia.

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