Sabaudia, salvataggio e gestione del litorale: la minoranza denuncia un provvedimento tampone da oltre 88mila euro che non risolve i rilievi FEE e penalizza le imprese locali.
A seguito delle recenti dichiarazioni del Sindaco in merito alla sospensione della Bandiera Blu da parte della FEE (Foundation for Environmental Education), questa mattina è stato pubblicato l’atto amministrativo con cui l’Ente affida direttamente a una società privata la gestione di tre postazioni di salvataggio, per il periodo dal 20 luglio al 20 settembre, per un importo complessivo di € 88.450,00.
“Un’analisi rigorosa del provvedimento fa emergere con chiarezza che tale affidamento non è collegato alle famose sette postazioni previste nel bando per l’assistenza ai bagnanti (andato deserto), le quali rappresentavano l’oggetto principale dei rilievi sollevati dalla FEE. Al contrario, l’atto costituisce la puntuale esecuzione del decreto monocratico del TAR di Latina. Quest’ultimo, accogliendo il ricorso presentato da tre chioschi storici del litorale, ha imposto al Comune l’obbligo di garantire le attività di assistenza e salvataggio nelle aree precedentemente occupate dalle suddette strutture, specificamente individuate.
Dalla lettura delle premesse e della motivazione dell’atto appare evidente che l’Amministrazione non sta offrendo una risposta strutturale alle prescrizioni della FEE per la tutela della Bandiera Blu, bensì sta semplicemente adempiendo a un preciso obbligo imposto dal giudice amministrativo.
Ad oggi, la programmazione sul litorale presenta gravi lacune tra cui: sette postazioni del bando originario che rimangono prive di copertura, restano comuque scoperti i servizi relativi ai sei chioschi non assegnati, rimane irrisolta la situazione del chiosco escluso dalla gara per la mancanza della rampa di discesa, oltre a quella relativa ad alcune concessioni recentemente revocate.
Sotto il profilo economico, questa gestione d’emergenza comporta un ulteriore esborso di € 88.450,00 di fondi pubblici, che si sommano ai circa € 115.000,00 già impegnati — e in parte liquidati — per il contenzioso legale insorto con le tre attività ricorrenti.
Al di là del danno erariale e della disorganizzazione amministrativa, ciò che desta maggiore preoccupazione è l’atteggiamento dell’Amministrazione nei confronti del tessuto produttivo locale. L’intera vicenda assume i contorni di un vero e proprio accanimento nei confronti dei tre imprenditori che hanno legittimamente adito le vie legali per difendere il proprio lavoro. La gara appena conclusa ha infatti lasciato scoperte due delle tre piazzole interessate, rendendo di fatto estremamente difficile l’operatività dei relativi chioschi per la stagione balneare in corso.
La minoranza consiliare esprime profonda preoccupazione per una gestione del litorale improntata all’improvvisazione e al conflitto con gli operatori locali. Chiediamo trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e un’inversione di rotta immediata che rimetta al centro la programmazione turistica, la sicurezza dei bagnanti e il rispetto di chi fa impresa sul nostro territorio”.
Così, in una nota, i gruppi consiliari di minoranza.
