Bandiera blu e sicurezza delle spiagge libere, Latina bene comune chiede risposte. “La notizia della sospensione della Bandiera Blu al Comune di Sabaudia, dopo venticinque anni, rappresenta un campanello d’allarme che non può essere ignorato anche nel nostro Comune. La motivazione è chiarissima: l’assenza del servizio di assistenza ai bagnanti sulle spiagge libere. Questo servizio è uno dei requisiti essenziali previsti da FEE Italia per il riconoscimento del prestigioso vessillo.
“Come Latina Bene Comune denunciamo ormai da tre anni una situazione analoga a quella che oggi emerge a Sabaudia, con un servizio di salvamento carente e costantemente in ritardo. L’assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco, ha più volte rassicurato che Latina non avrebbe corso alcun rischio di perdere la Bandiera Blu per questa mancanza, mentre, nello stesso tempo, agli ingressi delle spiagge libere venivano installati cartelli che scaricavano sui cittadini perfino la responsabilità di fare il bagno.
Abbiamo denunciato pubblicamente l’assenza del servizio di salvamento e l’impreparazione dell’amministrazione Celentano nell’affrontare l’avvio della stagione balneare. A metà luglio i cittadini continuano a frequentare spiagge prive di un servizio essenziale per la sicurezza: una situazione inaccettabile che si ripete per il terzo anno consecutivo e che dimostra l’assenza di una programmazione seria», dichiarano i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera. «La spiaggia libera è un diritto di tutti – aggiungono da Latina Bene Comune –. Non può esistere un turismo di serie A e uno di serie B, né cittadini costretti a rivolgersi agli stabilimenti privati per poter fare il bagno in condizioni di maggiore sicurezza.
Le spiagge libere devono garantire standard minimi di sicurezza, pulizia e decoro. Quanto accaduto a Sabaudia dimostra che il rispetto dei requisiti della Bandiera Blu non è un adempimento formale, ma una condizione sostanziale. Per questo, al di là delle rassicurazioni dell’assessore delegato della Giunta Celentano, anche Latina dovrebbe interrogarsi seriamente sui rischi che corre continuando a trascurare servizi essenziali come il salvamento. E non si tratta soltanto della Bandiera Blu: in gioco ci sono vite umane. Ovviamente non può essere di certo l’avvio di alcune concessioni per spiagge attrezzate ad aver sopperito alla mancanza di sicurezza delle spiagge libere, che solo un servizio di salvamento capillare può garantire. Quell’iniziativa, inoltre, lascia numerosi dubbi: da un lato non garantisce alcun servizio sul cosiddetto lato B della Marina (lungomare lato sinistro); dall’altro, per il lato A (lato destro), contiene formulazioni troppo generiche e ambigue per offrire certezze sull’effettiva copertura del servizio. Il nostro litorale, non è un golfo o un’insenatura, è un tratto di mare aperto, direttamente esposto anche a correnti molto forti. Per questo la sicurezza dei bagnanti, spesso ignari dei pericoli presenti in acqua, non può essere affidata all’improvvisazione.
Nei giorni scorsi la segretaria e i consiglieri di Latina Bene Comune hanno incontrato i cittadini sulle spiagge libere per informarli della situazione e invitarli alla massima prudenza, proprio in assenza di un servizio di salvamento garantito dalle istituzioni. «Continueremo a chiedere con forza ciò che dovrebbe essere scontato: sicurezza, pulizia e servizi adeguati per tutti. Per questa ragione presenteremo un’interrogazione per ottenere risposte chiare dall’amministrazione su questa delicata questione. La tutela della vita delle persone non può essere oggetto di ritardi, improvvisazione o interventi tardivi”.
