BONUS VEICOLI ELETTRICI: IMPRESA DENUNCIA IL SILENZIO DI SOGEI

Il caso di un concessionario Renault associato, esposto per oltre 250.000 euro su 26 pratiche ferme da mesi, come esempio di una crisi che riguarda l’intera filiera automotive del Lazio

IMPRESA – Associazione dell’Industria e delle Piccole e Medie Imprese presente sui territori di Latina, Roma e Frosinone, denuncia pubblicamente il perdurare di un grave ritardo nei rimborsi legati al “Bonus Veicoli Elettrici”, la misura PNRR pensata per sostenere l’acquisto di veicoli a basse emissioni, e l’assenza totale di riscontro da parte di Sogei S.p.A., il soggetto tecnico incaricato della gestione della piattaforma per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Il caso più emblematico riguarda un concessionario Renault associato a IMPRESA, che si trova con circa 26 pratiche di rimborso bloccate, per un importo complessivo superiore a 250.000 euro. Ma si tratta soltanto della punta dell’iceberg di una difficoltà che, secondo le segnalazioni raccolte dall’Associazione, sta coinvolgendo numerose altre aziende del settore automotive rappresentate da IMPRESA e, più in generale, l’intera filiera della distribuzione di veicoli a basse emissioni sul territorio nazionale.

Il meccanismo del bonus prevede che siano le concessionarie ad anticipare l’incentivo sotto forma di sconto immediato al cliente finale, saldando poi le case costruttrici e attendendo il rimborso da parte dello Stato. Un sistema che, quando funziona, sostiene la transizione ecologica, ma che, quando si inceppa, scarica interamente sulle piccole e medie imprese il peso finanziario dell’inefficienza amministrativa.

IMPRESA aveva già sollevato la questione a livello istituzionale, scrivendo al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al Viceministro, On. Vannia Gava (nota Prot. CU26-27 del 5 maggio 2026), ricevendo un riscontro da quest’ultima che confermava l’impegno del Ministero ad accelerare le attività istruttorie. Nonostante ciò, l’Associazione è stata costretta a inviare un secondo sollecito l’11 giugno 2026 (Prot. CU26-37), avendo constatato che le pratiche restavano bloccate.

Di fronte al perdurare della situazione, IMPRESA si è rivolta direttamente a Sogei S.p.A. per il caso specifico del concessionario associato, inviando una prima richiesta il 3 luglio 2026 e un secondo sollecito l’8 luglio 2026. A oggi, a distanza di oltre dieci giorni dalla prima segnalazione, non è pervenuto alcun riscontro: nessuna presa in carico, nessuna richiesta di chiarimenti, nessuna indicazione di tempistica.

“Non è tollerabile che una struttura tecnica come Sogei si permetta di non rispondere al grido d’allarme di un’associazione che rappresenta centinaia di aziende, comprese quelle operanti nel solo settore automotive – dichiara Giampaolo Olivetti, Presidente Regionale di IMPRESA –. Le nostre imprese hanno rispettato tutte le regole: hanno anticipato gli incentivi ai clienti, saldato i costruttori, caricato correttamente la documentazione. Lo Stato ha il dovere di rispettare, a sua volta, gli impegni presi con la stessa puntualità che chiede alle aziende.”

“Come Direttore Generale sono in contatto quotidiano con le imprese del settore auto, e tocco con mano ogni giorno cosa significhi concretamente questa inerzia – aggiunge Saverio Motolese, Direttore Generale di IMPRESA –. Parliamo di aziende che hanno già sostenuto un costo reale, che si trovano con veicoli consegnati o pronti alla consegna, e che ora attendono risposte che non arrivano né dal Ministero né da Sogei. Il silenzio non è una risposta accettabile quando in ballo ci sono la liquidità e la tenuta di imprese che danno lavoro sul nostro territorio.”

IMPRESA rende noto di aver inviato, in data odierna, una nuova comunicazione formale al Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Vannia Gava, e per conoscenza a Sogei S.p.A., per sollecitare un intervento immediato e la definizione di tempi certi di liquidazione, chiedendo che la questione venga affrontata non più caso per caso, ma con una soluzione strutturale a tutela dell’intera filiera.

L’Associazione si riserva di valutare ulteriori iniziative, anche di carattere formale, qualora la situazione non trovi soluzione nei prossimi giorni.

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