REVOCATI I RUOLI DOPO L’ASSEGNAZIONE, GILDA LATINA: “MORITIFICATI MIGLIAIA DI DOCENTI”

Ruoli revocati dopo l’assegnazione della provincia, Gilda: “Così si mortificano migliaia di docenti”

Giovannini: “Il decreto ministeriale è arrivato a procedure già avviate. Avevamo denunciato i rischi
di una gestione concentrata e senza tempi certi, purtroppo i fatti ci stanno dando ragione”

L’allarme lanciato nelle scorse settimane dalla Gilda degli Insegnanti di Latina trova oggi una conferma nei fatti. La gestione delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027 ha infatti prodotto un effetto paradossale: a livello nazionale sono circa duemila gli aspiranti docenti che, dopo aver ricevuto la nomina e l’assegnazione della provincia, si sono visti revocare il ruolo al momento della scelta della sede scolastica. Alla base della vicenda, secondo il sindacato, il ritardo con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il decreto che autorizza le assunzioni.

“Con il decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio scorso – spiega la coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini – il Ministero ha autorizzato 46.642 immissioni in ruolo, un numero inferiore ai posti vacanti residuati dopo la mobilità. Il problema è che il decreto è arrivato quando le procedure erano già partite”.

L’8 luglio gli Uffici scolastici regionali avevano infatti avviato le procedure per le assunzioni. Gli aspiranti docenti avevano già scelto la provincia di destinazione e ricevuto la comunicazione della nomina, con l’invito a procedere alla successiva scelta della sede scolastica. Solo dopo è stato pubblicato il decreto ministeriale che ha fissato il contingente effettivamente autorizzato, inferiore rispetto a quello su cui erano state avviate le operazioni. Per molti candidati la conseguenza è stata la revoca dell’immissione in ruolo proprio nella fase conclusiva della procedura.

“È una situazione paradossale» dichiara Giovannini. «Colleghi che avevano già ricevuto la nomina e l’assegnazione della provincia si sono visti revocare tutto con una semplice comunicazione che rimandava al decreto ministeriale, senza ulteriori spiegazioni. È difficile immaginare un modo peggiore di gestire un passaggio tanto delicato della vita professionale di migliaia di persone”.

“Solo pochi giorni fa – ricorda la segretaria della Gilda – avevamo denunciato il rischio che la concentrazione di tutte le operazioni nel mese di luglio, senza dati certi e tempi coordinati, potesse creare criticità. È esattamente quello che sta accadendo. Non si tratta quindi di un episodio imprevedibile, ma della conseguenza di una gestione delle procedure che avevamo già indicato come critica. Ancora una volta il Ministero chiede agli Uffici scolastici di anticipare le procedure senza mettere a disposizione in tempo utile gli strumenti necessari. A pagarne il prezzo sono i lavoratori e gli stessi uffici territoriali, costretti a operare in condizioni sempre più difficili e con organici ridotti”.

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