Lagune di Fogliano e Monaci: sei associazioni ambientaliste scrivono al Prefetto e costituiscono un comitato permanente di monitoraggio
Legambiente, WWF, LIPU, Italia Nostra, Ass.ne Per Latina Duemilatrentadue e Ass.ne Nello Ialongo odv chiedono un tavolo tecnico-istituzionale per una soluzione definitiva
A seguito del vasto riscontro suscitato nei giorni scorsi dalla notizia di una grave moria di pesci nel lago di Fogliano e dallo stato di sofferenza delle due lagune costiere, sei associazioni ambientaliste attive sul territorio — Legambiente, WWF, LIPU, Italia Nostra, l’Associazione Per Latina Duemilatrentadue e l’Associazione Centro Studi Nello Ialongo odv — hanno inviato una lettera congiunta al Prefetto di Latina, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale sulla crisi delle lagune di Fogliano e Monaci.
La lettera, trasmessa per conoscenza anche al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Regione Lazio, all’Agenzia del Demanio, all’Ente Parco Nazionale del Circeo e ai Comuni di Latina e Sabaudia, richiama la grave situazione di pericolo ambientale in cui versano le due lagune, a partire dall’insabbiamento ormai protratto da mesi della foce del Duca, che ha causato una diffusa anossia delle acque e la conseguente moria della fauna ittica, fino all’analogo stato di abbandono della laguna di Monaci, priva di ricambio idrico da tre anni. Le associazioni firmatarie sottolineano come la posta in gioco non sia soltanto la salute di un ecosistema locale, ma la tenuta di un patrimonio di biodiversità che rischia una perdita difficilmente reversibile, con conseguenze dirette sulla permanenza delle due lagune nella Lista delle zone umide di importanza internazionale tutelate dalla Convenzione di Ramsar: un riconoscimento che il perdurare dell’attuale stato di abbandono potrebbe mettere concretamente in discussione.
Al Prefetto è stato chiesto, in particolare, di assumere il coordinamento di tutti gli enti interessati alla vicenda — Raggruppamento Carabinieri per la Biodiversità, Ente Parco, Regione Lazio, Agenzia del Demanio e Comuni di Latina e Sabaudia — per seguire le fasi che porteranno alla messa in campo di un progetto definitivo di risanamento, e non di un ennesimo intervento tampone. Le associazioni firmatarie riconoscono che con l’intervento del Parco è ripreso il dragaggio della foce del Duca, utile e necessario, ma ricordano come interventi analoghi si siano già ripresentati in passato senza risolvere il problema alla radice, in assenza di una manutenzione costante e programmata delle foci e dei sistemi di ricambio idrico.
In questa prospettiva, il comitato costituito dalle sei associazioni mette a disposizione del tavolo di coordinamento l’esperienza e le conoscenze tecniche maturate in anni di osservazione diretta dei due siti, proponendo un pacchetto di interventi strutturali da affiancare al dragaggio in corso: un accordo quadro pluriennale per la manutenzione delle foci, capace di garantire interventi tempestivi ogni volta che si manifesti un principio di insabbiamento; il ripristino della piena funzionalità delle paratie; un piano straordinario di manutenzione delle sponde e delle staccionate; il recupero del sistema di idrovore già sperimentato con successo in passato per la movimentazione controllata delle acque tra le due lagune; e, non da ultimo, il recupero stabile delle competenze tecniche necessarie a una gestione ordinaria e continuativa del sistema idrico, che non si risolva in interventi episodici a ogni emergenza.
Contestualmente all’invio della lettera, le sei associazioni hanno reso noto di aver costituito un comitato permanente, con il compito di seguire nel tempo l’attuazione degli interventi che verranno messi in campo dai soggetti istituzionali competenti e di informare periodicamente la cittadinanza sullo stato di avanzamento delle procedure, affinché l’attenzione oggi alimentata dalla mobilitazione dei cittadini non si esaurisca con il primo intervento emergenziale, ma accompagni il percorso fino a una soluzione stabile e duratura per le due lagune.
Le associazioni si impegnano a rendere pubblici gli sviluppi della vicenda, comprese le risposte che perverranno dalle istituzioni interpellate, attraverso i propri canali e con nuove comunicazioni alla cittadinanza.
