Il Comitato Argine interviene per ristabilire la verità storica sugli sviluppi giudiziari del “Sistema Sperlonga” e ripercorrere l’impegno civile intrapreso sul territorio, definendo “l’intera vicenda come la più grande, evidente e dolorosa sconfitta dello Stato, delle istituzioni locali della provincia di Latina, dell’intero Paese e della classe politica tutta, sia locale che nazionale, rimasta colpevolmente silente, inerte o indifferente per quasi vent’anni di fronte a segnalazioni precise, documentate e reiterate”.
”Proprio per dare seguito formale e concreto a una battaglia che dura da quasi vent’anni, il Comitato – spiega la referente Francesca Capponi – ha depositato in data odierna un dettagliato Ricorso Gerarchico Improprio ai sensi del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, indirizzato al Prefetto di Latina, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno. L’atto esige l’immediato annullamento definitivo della procedura concorsuale per Istruttore Amministrativo presso il Comune di Sperlonga, l’azzeramento di ogni provvedimento urbanistico e gestionale correlato e l’insediamento urgente di una Commissione di accesso ispettivo ex art. 143 TUEL per verificare i condizionamenti e le infiltrazioni all’interno dell’ente locale.
Il Comune di Sperlonga si trova drammaticamente al centro di gravissime vicende di opacità amministrativa e urbanistica sin dal lontano 2009. Da allora, per quasi vent’anni, i cittadini e le persone che oggi animano il Comitato Argine, o l’Associazione Nazionale “Antonino Caponnetto” guidata da Elvio Di Cesare e sostenuta poi dai suoi collaboratori più fedeli, si sono occupati in totale solitudine della difesa della legalità sul territorio. Sono stati prodotti e firmati innumerevoli esposti, segnalazioni e denunce quando nessun altro soggetto politico, o istituzionale manifestava il coraggio di uscire fuori ed esporsi. Il Comitato reputa pertanto inaccettabile il proliferare odierno di dichiarazioni pubbliche e articoli di stampa volti a far salire sul carro del vincitore soggetti dell’ultima ora pronti ad intestarsi meriti che non hanno, poiché vedere che un intero sistema criminale ha potuto operare indisturbato per così tanto tempo certifica il fallimento degli organi di controllo e di una politica che ha preferito essere connivente o ignorare la realtà, lasciando soli i cittadini. L’iniziativa del Comitato poggia su fondamenta giuridiche ormai insindacabili, confermate e blindate dalla Suprema Corte di Cassazione attraverso due distinte sentenze.
In particolare, le motivazioni della sentenza n. 24072 della Sezione Penale, decisa il 10 giugno 2026 dal Collegio presieduto dal Dott. Pierluigi Di Stefano, Consigliere estensore Dott. Fabrizio D’Arcangelo, che ha rigettato il ricorso di Giuseppe Grimaldi, ex Colonnello dei Carabinieri in congedo e Presidente della commissione esaminatrice del concorso in oggetto, confermando la misura cautelare a suo carico, svelano dinamiche di inaudita gravità. I giudici della Suprema Corte hanno accertato come i giudici di merito abbiano ricostruito un vero e proprio accordo corruttivo orchestrato dal sindaco sospeso Armando Cusani, per il tramite del suo fiduciario Giuseppe Mario Di Lelio (detto “Ciccillo”) e dell’ex segretaria generale Massimina De Filippis. Grimaldi ha agito in palese violazione dell’anonimato dei concorrenti, predisponendo da solo le tracce, facendole consegnare in anticipo alla candidata prescelta Vittoria Maggiarra e adoperandosi per indurre alla rinuncia la reale vincitrice della graduatoria. La Cassazione ha qualificato tale condotta illecita come l’applicazione sistematica del cosiddetto “sistema o concorso a scacchiera”: un modus operandi ciclico attraverso il quale si agevola l’idoneità di determinati candidati per poi manipolare assunzioni o rinunce e consentire lo scorrimento strategico e pilotato di specifiche figure nei ruoli chiave di Sperlonga o di altri Comuni inseriti nel medesimo circuito clientelare. La sentenza definisce il Grimaldi un soggetto autore di condotte illecite sistematiche e cicliche, rimasto sistematicamente interessato e attivo in numerosi concorsi banditi da Comuni del Lazio.
L’attualità del pericolo è comprovata dal fatto che Grimaldi – pur essendo in quiescenza dal 2019 – sempre secondo la Sentenza, ha continuato a operare nel Comune di Morlupo, nella partecipata regionale “Disco Lazio” e risultando nominato ancora in data 24 gennaio 2025 come componente del Nucleo di valutazione di un ente locale. Questa complessa impalcatura è crollata unicamente grazie al fondamentale lavoro investigativo del Luogotenente dei Carabinieri Salvatore Capasso, all’epoca dei fatti Comandante della Stazione di Sperlonga e coautore di numerose informative di reato, il quale ha pagato il prezzo della propria rettitudine subendo gravissime condotte ritorsive e tentativi di trasferimento orchestrati a suo danno dagli indagati, e che per questo è pronto a costituirsi parte civile nel procedimento penale.
Il Comitato Argine ricorda inoltre come l’unico reale canale ispettivo attivato negli ultimi anni sia stato promosso esclusivamente su proprio impulso, sfociando nelle due ultime e recenti interrogazioni parlamentari presentate alla Camera dall’onorevole Stefania Ascari : la prima volta a chiedere tutele per il Luogotenente Capasso, la seconda mirata a scardinare la piaga dei concorsi a scacchiera e a richiedere l’annullamento immediato di ogni provvedimento urbanistico e gestionale siglato dalla Dott.ssa Vittoria Maggiarra nella sua qualità di responsabile del settore “Territorio e Ambiente”. Atti che, ad oggi, risultano privi di un riscontro formale ed esaustivo da parte dei Ministeri competenti.
Attraverso il ricorso gerarchico inviato oggi, il Comitato Argine esige formalmente l’annullamento definitivo in via gerarchica e in autotutela della procedura concorsuale inquinata per Istruttore Amministrativo, di tutti i relativi verbali della commissione presieduta da Giuseppe Grimaldi, della graduatoria finale e dei contratti d’assunzione, nonché l’annullamento di tutti gli atti amministrativi e urbanistici firmati dalla Dott.ssa Vittoria Maggiarra. Viene inoltre richiesto nuovamente l’invio con assoluta urgenza di una Commissione di Accesso Ispettivo presso il Comune di Sperlonga, ai sensi dell’art. 143 del d.lgs. 267/2000, per verificarne la sussistenza di forme di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso o criminale nella macchina amministrativa, oltre al raccordo con la Commissione Parlamentare Antimafia affinché si proceda con la massima tempestività all’audizione formale del Luogotenente dei Carabinieri Salvatore Capasso, quale testimone chiave del sistema e delle ritorsioni subite, dando seguito reale alle interrogazioni rimaste inevase.
Il Comitato Argine, e i cittadini onesti del territorio non arretreranno di un passo, ribadendo che la trincea della legalità a Sperlonga appartiene a chi l’ha difesa nei momenti più bui dal 2009, e non da chi ha finto di non vedere per vent’anni”.
