Il Circolo Legambiente di Terracina presenta una dettagliata istanza al Sindaco di Terracina ai sensi dell’art.41 dello Statuto comunale, dopo essere tornato di nuovo ad essere al centro di feroci attacchi a causa del proprio impegno civico, stavolta non più da parte di un (ormai ex) vice sindaco ma da parte dell’Assessore all’Ambiente, casualmente appartenente allo stesso partito di maggioranza relativa, che arriva a scrivere un comunicato per dissuadere, addirittura menzionando azioni legali, cittadini e associazioni dall’ occuparsi di uno spazio acquatico in una area verde cittadina, dopo mesi di siccità che avevano messo a rischio tutte le specie presenti, utilizzando in modo strumentale la questione delle specie aliene invasive (che lo stesso Assessorato avrebbe dovuto sorvegliare!) per giustificare la sua cattiva gestione dei parchi, della mancata irrigazione con perdita di esemplari arborei e dello stato di decadimento strutturale di vasche e fontane.
L’anno scorso a causa della siccità erano morti diversi esemplari arborei forniti dalla Regione Lazio all’interno del Progetto Ossigeno, e anche su questo erano state sollevate critiche richiedendo di fornire i parchi di impianti di irrigazione, visto che la Regione aveva espressamente inserito tra gli obblighi di adesione al progetto Ossigeno la presenza di un opportuno impianto di irrigazione, o comunque di garantire approvvigionamento idrico adeguato.
Ricordiamo inoltre che la presidenza della Commissione e l’Assessore sono mesi che non prendono in carico, o meglio rimandano per motivi che però non è dato conoscere, la convocazione di una Commissione Consiliare VII ambiente, come richiesta con urgenza dal nostro Circolo, con tanto di atto dettagliato e protocollato, per affrontare lo spinoso argomento del rinnovo/riformulazione della convenzione per il Parco del Montuno, situazione di stallo che di fatto sta impedendo da giugno 2023 al Circolo di collaborare alla buona gestione del Parco, che viene lasciato degradare, forse di proposito, visto il Documento Unico di Programmazione 26-28. Inoltre l’Assessore è stato sollecitato anche dal presidente di Legambiente Lazio per un incontro sul tema, ma non ha mai risposto.
Dopo l’ultima vicenda della pessima gestione del laghetto del Parco Chezzi, e dopo l’esposto del Circolo Legambiente sugli abbattimenti indiscriminati di pini quasi centenari in Viale Europa, e alla luce delle polemiche che queste due vicende hanno generato, il Circolo Legambiente ha deciso di appellarsi con una istanza direttamente al Sindaco, avvalendosi dell’Art.41 dello Statuto Comunale, esercitando il proprio diritto di Associazione iscritta al RUNTS e all’Albo Comunale, e ristabilendo il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, quarto comma, della Costituzione) il quale stabilisce che gli enti pubblici (Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni) devono favorire le autonome iniziative dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, per chiedere senza mezzi termini di poter tornare ad occuparsi volontariamente e gratuitamente, in pieno spirito collaborativo, del Parco del Montuno e del Laghetto del Parco Chezzi, con i propri volontari organizzati e con esperti nazionali di biodiversità vegetale e animale.
Sul Parco del Montuno, polmone storico della città, che il Circolo Legambiente aveva fatto riaprire nel 2018 dopo un decennio di abbandono con una storica vertenza, e contribuito a valorizzare dal 2018 al 2023 con decine di progetti importanti con le Scuole e le Associazioni del Territorio, riportiamo una ipotesi di affidamento chiaramente espressa nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028 dove è scritto nero su bianco: ”Valorizzazione del Parco Montuno, attraverso la realizzazione e gestione, da parte di soggetti privati o associazioni, di un parco tematico. Gli oneri dell’intervento sono a carico dei privati”. Visto che un Parco Tematico è una struttura commerciale che prevede, oltre ad impatti ambientali di non poco conto, investimenti nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro e un ritorno sull’investimento garantito dagli ingressi a pagamento, e evidente che (al di là del tema della manifestazione di interesse aperta a tutti e ci mancherebbe…) siamo davanti ad un modello gestionale decisamente non adeguato ad una associazione o ad un Ente no profit, e quindi ad una scelta chiaramente orientata a favorire il privato interessato al profitto. Ed è questo forse all’origine della mancata convocazione della Commissione Consiliare Ambiente sulla vicenda Parco del Montuno richiesta da Legambiente? Lecito porsi domande?!
Ricordiamo poi che l’Assessore in due anni non ha mai risposto alle continue sollecitazioni sulla necessità di avere un Piano del Verde, un Regolamento del Verde, un Censimento del Verde e un Bilancio Arboreo previsto per Legge, continuando a fare azioni emergenziali e inefficienti, senza programmazione e, da ultimo, non ha partecipato ad un importante evento annuale di Legambiente presso il Parco del Montuno nel 2025, evento durante il quale, tra gli altri argomenti, è stato presentato l’aggiornamento del Censimento Botanico del patrimonio arboreo e arbustivo del Parco, un parco di 3 ettari che rappresenta il più grande polmone verde della città, lavoro molto impegnativo che il Circolo porta avanti da anni, insieme alla tutela di tutte le specie arboree e arbustive del Parco, purtroppo oggi a rischio per via della siccità, essendo stata eliminata anche la pompa di cui ci servivamo per l’irrigazione manuale.
In merito al laghetto del Parco Chezzi, dopo lunghi mesi di mancanza di acqua nei quali si è rischiato più volte di perdere numerosi esemplari di pesci, anatre e tartarughe, evento impedito solo grazie al coinvolgimento di Legambiente Terracina Animalhelp che ha sorvegliato la situazione cooperando con la Ditta Gestore del Verde Urbano e con la Protezione Civile Comunale, situazione temporaneamente risolta con il parziale ripristino delle pompe idrauliche, ma per il quale è necessario operare con solerzia e competenza per garantire il benessere e l’ossigenazione delle acque e censire le specie presenti, censimento che abbiamo già fatto sia per il patrimonio arboreo del parco del Montuno e sia per il patrimonio faunistico acquatico (in corso di finalizzazione).
“Esercitiamo il nostro diritto come Associazione dimostrabilmente tra le più attive in città nel settore ambientale e animalista, e abbiamo inviato una dettagliata istanza al Sindaco ai sensi dell’art.41 dello Statuto Comunale, avvalendoci del principio della sussidarietà orizzontale garantito dalla Costituzione (art.118 comma 4), per il quale Istituzioni e società civile collaborano alla pari per il bene comune, superando il vecchio modello in cui lo Stato era l’unico gestore dei servizi. Riteniamoinaccettabileil comportamento di chiusura dell’Assessore nei confronti della nostra Associazione, comportamento che dura ormai da due anni, ovvero da quando è in carica come Assessore, con mancate risposte, costanti critiche e atteggiamento per nulla dialogante e collaborativo, inaccettabile anche perché la sua gestione dei parchi e delle aree verdi e più in generale del prezioso patrimonio naturalistico non sembra adeguata a nostro avviso (e di molti cittadini) alle necessità e ai bisogni della collettivitàlasciando deperire giorno dopo giorno un patrimonio arboreo, arbustivo, faunistico di inestimabile valore. Inoltre paventare azioni legali contro una associazione di volontari, che impegna tempo e risorse con gratuità, solo perché cerca di difendere e tutelare questo patrimonio rispettando sempre le leggi e i regolamenti sembra veramente incredibile. Ma a Terracina, in questi 10 anni di esistenza della nostra associazione, abbiamo visto di tutto e siamo stati già oggetto, a partire dal 2021, di altre azioni legali intimidatorie da parte di Amministratori, poi indagati e rinviati a giudizio, su vicende poi finite a processo nei quali ci siamo costituiti parte civile.E’ questo il motivo che ci ha spinto, in extrema ratio e prima di avviare eventuali azioni di tutela da parte della nostra Associazione, ad inviare una istanza al Sindaco ai sensi dello Statuto Comunale art.41 e reinoltrare la nostra richiesta di audizione urgente in Commissione Comunale Ambiente VII ancora non riscontrata dopo sei mesi.Riteniamo sia arrivata poi l’ora di chiedere al Sindaco di ritirare le deleghe assegnate all’assessore all’ambiente relativamente all’Ambiente e Manutenzione Aree Verdi e Parchi alla luce delle evidenti e documentate criticità che la Città, ad oggi, sperimenta, nella gestione del suo patrimonio arboreo, arbustivo, faunistico. Un patrimonio di eccezionale valore, importanza e delicatezza, che necessita di un approccio pianificatorio e regolatorio efficiente, e competenze ed esperienze all’altezza”, dichiara Anna Giannetti, Presidente di Legambiente Terracina e Consigliere Nazionale dell’Associazione.
