ATTENTATO A RANUCCI, I TRE ESECUTORI IN SILENZIO DAL GIUDICE

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tre dei 4 esecutori materiali dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Sono comparsi davanti al gip che ha firmato l’ordinanza di misura cautelare, il 53enne di Mugnano del Cardinale, Antonio Passariello, Saverio Mutone 40enne di Sperone ed il figlio biologico di Passariello, Pellegrino D’Avino. Sono tutti detenuti nel carcere di Rebibbia.

Mentre continuano serrate le indagini sui mandanti dell’attentato, si sono svolti questa mattina i primi interrogatori di garanzia. La quarta persona indagata è la compagna di Pellegrino D’Avino, Marika De Filippis, di Avella. La donna è incinta e si trova ai domiciliari con braccialetto elettronico e sarà sentita nella giornata di domani.

Nei loro confronti sono stati contestati, tra gli altri, i reati di detenzione e uso di ordigno esplosivo, danneggiamento e minaccia aggravati dal metodo mafioso.

L’attentato venne compiuto la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia, vicino Roma: un ordigno venne fatto deflagrare davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione delle sue due autovetture parcheggiate in strada e danneggiando il muro perimetrale.

Il provvedimento è stato eseguito nelle province di Napoli e Avellino dai carabinieri del comando provinciale di Roma, su richiesta della direzione distrettuale antimafia della Capitale.

L’ordigno ad alto potenziale fu fatto esplodere davanti al cancello dell’abitazione di Ranucci, a Torvaianica.

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