SCUOLA GRAMSCI AD APRILIA, I PROPRIETARI DELL’IMMOBILE PROTESTANO COL COMUNE: “STUPITI E AMAREGGIATI”

Scuola Gramsci in Via Marco Aurelio, Aprilia
Scuola Gramsci in Via Marco Aurelio, Aprilia

La questione della scuola Gramsci di Aprilia che, per il Comune a guida comissariale, dovrebbe traslocare nei locali del palazzo comunale di piazza dei Bersaglieri entro settembre, si arricchisce di un nuovo capitolo. Protagonista dell’ultimo risvolto della vicenda è la famiglia Damizi proprietaria dell’immobile dove attualmente l’istituto scolastico è ospitato.

“L’immobile su cui insiste il plesso scolastico Gramsci  – si legge in una nota della famiglia Damizi – fu costruito dai fratelli Giuseppe e Giulio Damizi nel 1960 su richiesta del Comune, con le finalità di mettere a disposizione della comunità di Aprilia, un complesso scolastico. Sin da quella data l’immobile è stato locato dalla famiglia Damizi al Comune con diversi contratti che si sono susseguiti nel tempo e che prevedevano oneri di ordinaria e straordinaria manutenzione a completo carico del Comune. Comune che si è ben guardato dal provvedere ai previsti adeguamenti normativi e a mantenere l’immobile a livelli di efficienza richiesti per la delicata funzione di plesso scolastico, causando nel tempo un progressivo ma inesorabile degrado dell’immobile. A febbraio del 2018, la proprietà ha stipulato un nuovo contratto con il Comune, secondo i parametri definiti dall’Agenzia del territorio,subendo tra l’altro,immediatamente il blocco dell’Istat, come previsto dalla normativa vigente e quindi il non adeguamento al costo della vita.

Stante la situazione, dovuta all’imperizia del Comune in merito alle omesse manutenzioni e al limitato possibile diverso utilizzo dell’immobile, viste le motivazioni per le quali era stato costruito, la proprietà sin dal 2020 (prima manifestazione di interesse trasmessa dalla proprietà al Comune via PEC in data 3 novembre 2020 ore 12:05) ha reiteratamente proposto al Comune la possibilità di acquistare l’immobile ad un prezzo in linea con quanto definito dall’agenzia del territorio, che rappresenterebbe meno del 25% dell’importo pianificato per la costruzione della nuova scuola Gramsci. In tale manifestazione la proprietà si è resa anche disponibile ad un eventuale formula “rent to buy” con la possibilità di provvedere direttamente a tutti gli adeguamenti necessari per trasformare l’immobile alle esigenze manifestate. La proprietà si è resa anche disponibile a realizzare la nuova scuola con un progetto di finanza. Si fa presente che il contratto di locazione vigente, comprende il terreno (attualmente e pericolosamente incolto) adiacente al serbatoio della caldaia che poteva essere utilizzato anche per un eventuale spazio palestra con l’installazione di un pallone tensostatico. A fronte della disponibilità della proprietà, il Comune non si è neanche pronunciato formalmente.

In merito alla disponibilità di adempiere alle richieste di adeguamento del Comune e per discutere di eventuali sviluppi,in data 17 aprile 2026 ore 14:36 via PEC la proprietà richiedeva un incontro, che si è verificato il 22 maggio 2026 al cospetto del dirigente Terribili e della responsabile Pennini. In tale sede la proprietà ha ribadito ogni disponibilità alla vendita dell’immobile o ad una locazione rivista con la realizzazione delle opere resesi nel frattempo necessarie , nonché a occuparsi delle immediate esigenze di adeguamento dell’impianto elettrico e della centrale termica. A tale incontro il Comune non ha mai dato seguito. La proprietà è venuta a conoscenza dell’intenzione del Comune leggendo i quotidiani.

La conclusione di questa vicenda non può che focalizzarsi sulle ingenti spese previste per l’adeguamento di immobili, non certo nati per accogliere un plesso scolastico, e un complesso trambusto di spostamenti di uffici e di ragazzi, senza risolvere problemi atavici (vedi mancanza di palestra), e soprattutto, con la certezza che la soluzione proposta sia assolutamente provvisoria e inadeguata.

Rimaniamo stupiti e amareggiati perché dopo decine di anni di rapporto,e, manifestato più volte la disponibilità a soluzioni alternative,siamo venuti a sapere le intenzioni dell’amministrazione solo dalla stampa. Sarebbe un peccato far perdere la propria identità ad un istituto che negli anni ha conquistato, prestigiosi traguardi anche recentemente ,sia a livello nazionale che internazionale”.

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