RAGGIUNTO IL LIMITE AL CANTIERE RIFIUTI DI TERRACINA, I SINDACATI PRONTI ALLO STATO DI AGITAZIONE

Le Organizzazioni Sindacali denunciano pubblicamente le gravi condizioni di disagio in cui si trovano a operare i lavoratori del cantiere di Terracina, impiegati dall’Associazione Temporanea d’Imprese De Vizia Transfer e Urbaser.

I sindacati spiegano di aver inviato una nota “indirizzata anche al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente, al Responsabile dell’Ambiente e al DEC del Comune di Terracina per chiederne l’immediato interessamento. Nell’ambito del servizio di raccolta, trasporto, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani, si registra una cronica e inaccettabile carenza di veicoli.

Mezzi che sulla carta risultano disponibili, nel quotidiano mancano o risultano inutilizzabili perché costantemente guasti o malfunzionanti. Questa situazione non solo grava sui ritmi di lavoro, ma compromette la sicurezza stradale: diversi veicoli non rispettano il Codice della Strada, che impone l’obbligo tassativo di teloni, reti ad alta tenacità o chiusure ermetiche per evitare la dispersione di rifiuti e liquidi. Di fronte a queste palesi violazioni, le scriventi sigle sindacali si chiedono dove siano i controlli sistematici che le autorità competenti dovrebbero garantire.

A questa emergenza strutturale si aggiunge il dramma del precariato. All’interno del cantiere operano lavoratori assunti tramite agenzia di somministrazione che, da anni, vedono rinnovarsi i contratti di mese in mese. Una condizione di totale instabilità che genera profonda preoccupazione per il futuro occupazionale, soprattutto in vista del prossimo e delicato passaggio di cantiere. I vertici aziendali, che tempo fa avevano promesso la stabilizzazione a tempo indeterminato e l’arrivo di nuovi mezzi in vista della stagione estiva, sono oggi del tutto inadempienti.

Il 1° luglio p.v. ci sarà l’incontro con l’azienda, dove ci auguriamo che siano presenti i vertici, ci auguriamo nella risoluzione delle problematica, ove così non fosse si procederà a proclamare lo stato di agitazione del personale”.

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