Europa Verde – Circolo Formia e Sudpontino: “Acqualatina: utili, investimenti PNRR e aumento di capitale bloccato. È tempo di riaprire la discussione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico”
L’articolo pubblicato ieri sulla stampa locale descrive una Acqualatina in utile anche nel 2025, con 8,5 milioni di euro di avanzo, 38,5 milioni di investimenti e una riduzione dell’indebitamento di circa 30 milioni di euro. Sono dati che, letti isolatamente, potrebbero restituire l’immagine di una società solida; ma, letti insieme alla vicenda dell’aumento di capitale, ai fondi PNRR, all’assenza di trasparenza tecnica e alla persistente crisi della rete, raccontano una storia molto diversa.
Per mesi Acqualatina ha sostenuto la necessità di un aumento di capitale da 30 milioni di euro, portando la questione all’esame dell’assemblea straordinaria nel corso del 2025. Eppure quell’operazione si è arenata tra rinvii, mancanza del numero legale e voto contrario di numerosi Comuni dell’ATO4. Questo stallo politico non è stato un incidente procedurale, ma il segnale di una sfiducia profonda verso una richiesta percepita come non sufficientemente motivata sul piano industriale e finanziario.
Il punto politico è semplice: se Acqualatina chiude il 2024 con un utile di 11,2 milioni di euro e il 2025 con un utile di 8,5 milioni, allora la narrativa dell’emergenza finanziaria va verificata con grande rigore. Ancora di più se nel 2023 la società aveva già registrato un utile superiore a 7,3 milioni di euro, interamente destinato a riserva. Non si può chiedere ai Comuni nuovi conferimenti di capitale senza chiarire fino in fondo come siano stati impiegati gli utili accumulati, quali quote siano rimaste a patrimonio e quali risultati concreti abbiano prodotto sulla rete idrica.
Anche sul fronte degli investimenti occorre dire la verità. Acqualatina rivendica 44 milioni di investimenti nel 2024 e 38,5 milioni nel 2025. Ma una parte molto rilevante di questa spinta agli investimenti è collegata ai fondi del PNRR: il progetto “Global Water Evolution” vale circa 54,1 milioni di euro complessivi, di cui oltre 40,2 milioni cofinanziati dal PNRR. Anche il progetto per 100.000 smart meter e gli affidamenti PNRR confermano che una quota decisiva degli interventi deriva da risorse vincolate e non solo da autofinanziamento societario. Ciò significa che gli investimenti annunciati non possono essere raccontati come il frutto esclusivo dell’efficienza industriale della società, ma vanno ricondotti anche a una straordinaria stagione di finanziamenti pubblici vincolati.
Resta allora la domanda decisiva: a fronte di utili ricorrenti e di investimenti sostenuti in larga parte da fondi pubblici, quali risultati strutturali sono stati ottenuti sulla rete? I dati storici disponibili mostrano un problema mai risolto. L’ultimo Rapporto Informativo completo pubblicamente disponibile sul sito della società risulta fermo al 2020. Sul sito di Acqualatina compaiono documenti etichettati come “Rapporto informativo”, ma si tratta in realtà di tabelle e registri tecnici: dati utili, certo, ma non sufficienti a sostituire una vera relazione pubblica, chiara e completa sulla gestione del servizio. Il Rapporto Informativo 2020 registrava perdite idriche del 73 per cento. Successivamente, il Garante del Servizio Idrico Integrato del Lazio ha continuato a descrivere l’ATO4 come caratterizzato da infrastrutture critiche, condotte vetuste, rotture frequenti, pressioni insufficienti e contatori in parte obsoleti. In altre parole, i bilanci migliorano, ma il giudizio tecnico sulla rete non segnala ancora una svolta risolutiva.
A questo si aggiunge il progressivo indebolimento degli strumenti di partecipazione e tutela degli utenti, con la soppressione della Consulta provinciale degli utenti e consumatori richiamata dallo stesso Rapporto del Garante SII. È un passaggio politico decisivo: meno trasparenza e meno partecipazione significano meno controllo pubblico su un bene essenziale come l’acqua.
Per Europa Verde – Circolo Formia e Sudpontino, questa vicenda mette a nudo una contraddizione che non può più essere rimossa dal dibattito pubblico. Da un lato si continuano a registrare utili, a rivendicare investimenti e a difendere l’attuale modello societario; dall’altro restano aperti il nodo delle perdite, quello della morosità, quello della debole trasparenza e quello della distanza crescente tra gestore e cittadini. È proprio in questa contraddizione che è scomparsa dal confronto politico la questione più importante: la ripubblicizzazione di Acqualatina.
Negli ultimi anni il tema della ripubblicizzazione è uscito dai radar delle istituzioni e dei partiti, quasi fosse un residuo del passato. In realtà, la crisi dell’aumento di capitale e il permanere delle criticità dimostrano il contrario: la discussione sul ritorno a un controllo pienamente pubblico del servizio idrico è oggi più attuale che mai. Se i profitti vengono difesi, se gli investimenti sono sostenuti in misura importante da fondi pubblici e se i risultati industriali sulla rete restano insufficienti o comunque opachi, allora è legittimo chiedersi quale sia il valore aggiunto del socio privato e perché il territorio debba continuare a rinunciare a una gestione integralmente pubblica dell’acqua.
Europa Verde – Circolo Formia e Sudpontino chiede quindi tre cose precise. Primo: la pubblicazione immediata dei Rapporti Informativi e di tutti i dati tecnici aggiornati su perdite, qualità del servizio, continuità e stato della rete. Secondo: una verifica pubblica e indipendente su come siano stati utilizzati gli utili degli ultimi esercizi e su quale parte degli investimenti derivi da risorse proprie e quale invece da PNRR e altri fondi pubblici. Terzo: la riapertura formale del confronto politico e istituzionale sulla ripubblicizzazione di Acqualatina, perché l’acqua non può essere governata con logiche opache, emergenziali o orientate prima di tutto all’equilibrio societario.
L’acqua è un bene comune, non un terreno di ambiguità contabili e di rimozioni politiche. La vicenda dell’aumento di capitale fallito e il contrasto tra bilanci in utile e rete ancora problematica impongono una scelta di verità. È il momento di restituire centralità all’interesse pubblico, alla trasparenza e alla prospettiva di una gestione totalmente pubblica del servizio idrico nel nostro territorio.
