ASSEDIO, NEL PROCESSO SULLA MAFIA APRILIANA LA DIFESA ECCEPISCE SUL SERVER DELLE INTERCETTAZIONI

Mafia apriliana, prosegue il processo presso il Tribunale di Latina riguardante il sodalizio criminale di Forniti e le infiltrazioni mafiose nel Comune

È ripreso il processo, dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Francesca Zani, a latere le colleghe Clara Trapuzzano Molinaro e Renata Naso, derivante dall’imponente operazione di DDA, DIA, Carabinieri e Polizia di Stato denominata “Assedio” che ha portato al commissariamento per infiltrazione mafiosa del Comune di Aprilia.

Oggi, 16 giugno, il processo è ripreso – dopo la parentesi dell’ultima udienza in cui erano stati escussi tre vittime di estorsione del gruppo Forniti – dove era stato lasciato, ossia con il lungo contro-esame del colonnello Riccardo Barbera da parte del collegio difensivo degli avvocati.

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Parti civili nel processo “Assedio”, oltreché all’ente comunale, difeso dall’avvocato Massimo Sesselego, l’associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, difesa dall’avvocato Benedetta Manasseri, l’associazione “Rete di Giustizia. Il Sociale contro le mafie”, assistita dall’avvocato Fabio Federici e, infine, Libera, difesa dagli avvocati Vincenza Rando e Demetrio Villani. A rappresentare l’accusa il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Alessandro Picchi. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Cincioni, Massimo Biffa, Marco Nardecchia, Francesco Mercadante, Oreste Palmieri, Donato Felline, Pietro Pomanti, Gianluca La Penna, Fabrizio D’Amico, Gianluca Tognozzi, Andrea Barbesin, Emilio Siviero, Gianluca Agostini e Pierpaolo Dell’Anno.

Oggi, 16 giugno, sono stati gli avvocati Francesco Mercadante e Massimo Biffa difensori di Luca De Luca, ritenuto un pezzo da novante del criminale apriliano e oltre, nonché personaggio molto vicino a Patrizio Forniti e intraneo al suo gruppo. A escutere il colonnello Barbera, che ha coordinato le indagini, anche l’avvocato Emilio Siviero, difensore dell’ex sindaco Lanfranco Principi, e l’avvocato Oreste Palmieri, difensore di Ivan Casentini, nipote di Patrizio Forniti, Antonio Ziino, Gianluca Ambrosini e Giulia De Rosa.

Le difese, con le loro domande, hanno cercato di scardinare le accuse sul lato dell’associazione criminale apriliana e sui loro contestati legami con l’ex sindaco Principi. Messa in discussione la capacità del gruppo di accaparrare appalti nel Comune e di aver rilevanza criminale sul territorio. Ad ogni modo, è stato l’avvocato Siviero a sollevare una questione che potrebbe rivelarsi spinosa sul proseguo del processo. Secondo il difensore di Principi, parte delle intercettazioni sarebbero state immagazzinate nel server della società Ips di Aprilia, la quale, negli anni dell’indagine, avrebbe subito una interdizione dall’attività d’impresa nell’ambito di una indagine. Lo stesso avvocato ha specificato che la società potrebbe essere stata prosciolta e liberata da ogni misura, ad ogni modo, se fosse vero quanto sostenuto, vi sarebbe un problema di utilizzabilità di diverse intercettazioni. Peraltro, la questione della società apriliana sarebbe stata sollevata, senza successo, anche nel processo perugino all’ex giudice Luca Palamara.

Il proseguo del processo farà capire se la questione è sostanziata da “polpa”. Di certo c’è che il trojan inserito nei dispositivi elettronici di Principi non deriva dalla suddetta società Ips, dunque il materiale probatorio rimarrebbe assolutamente utilizzabile.

Tra le vicende ricordate in aula, c’è stata anche quella di Massimo Ambrosini, imprenditore della Mamo Advertising srl di Aprilia raggiunta da interdittiva antimafia. Ambrosini, fratello dell’imputato Gianluca Ambrosini, fu arrestato nel maggio 2020 perché nel deposito della sua società furono trovati 20 chili di cocaina. Secondo i Carabinieri e la DDA, quel carico di droga era riconducibile al gruppo Forniti. Fatto sta che, come ricordato nel corso del contro-esame dal colonnello Barbera, Ambrosini fu assolto in quanto gli inquirenti non avevano potuto utilizzare le intercettazioni che lo incastravano. Infatti, quelle intercettazioni erano contenute nell’indagine che, nel 2021, era in corso di svolgimento e che oggi sappiamo essere quella di “Assedio”. L’arresto di Ambrosini maturò sempre per iniziativa dei Carabinieri, sebbene in altro procedimento penale, motivo per cui le intercettazioni di “Assedio” furono inutilizzabili.

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Come noto, sono 19 gli imputati, mancando Patrizio Forniti e la moglie Monica Montenero arrestati lo scorso 14 novembre in Marocco dopo una latitanza che durava dal luglio 2024 quando scattarono gli arresti derivanti dall’operazione “Assedio”. Tra gli imputati che devono affrontare il processo, l’ex sindaco di Aprilia, Lanfranco Principi, il suddetto Luca De Luca, considerato dalla DDA figura di riferimento di Patrizio Forniti e Luigi Morra.

A giudizio, oltreché all’imprenditore apriliano Marco Antolini, anche Ivan Casentini (nipote del boss Forniti), Antonino Ziino, Nabil Salami, Yesenia Forniti, Riccardo detto Roberto Venditti (del bar la Primula), Sergio Gangemi, Simone Amarilli, Sergio Caddeo, Massimo Picone, Matteo Aitoro, Gianluca Micheli, Gianluca Ambrosini e Giulia De Rosa. Accusati di associazione mafiosa Luca De Luca, Marco Antolini, Invan Casentini, Antonino Ziino, Nabil Salami, Yesenia Forniti, Riccardo Venditti, oltreché a Patrizio Forniti, Monica Montenero e Maurizio Dei Giudici. Deve rispondere del reato del 416bis, anche l’ex primo cittadino Lanfranco Principi. Tra i reati contestati, a vario titolo, oltreché al concorso esterno in associazione mafiosa all’ex sindaco Lanfranco Principi, traffico di sostanza stupefacente (cocaina, hashish e marijuana), estorsione aggravata, rapina, lesioni e minaccia, usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria e detenzione e porto d’armi.

Il processo riprenderà il prossimo 14 luglio.

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IL PROCESSO – A febbraio 2025, è stato stabilito il giudizio immediato per tutti colori i quali sono stati raggiunti, lo scorso luglio 2024, dalle misure restrittive più gravi: carcere e domiciliari. È stata questa la decisione del giudice per le indagini preliminari Francesco Patrone che ha accolto la richiesta presentata alla fine dello scorso anno dai sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Luigia Spinelli e Francesco Cascini. Come noto, si tratta del processo che scaturisce dall’operazione denominata “Assedio” che, nella provincia di Latina, ha terremotato l’amministrazione comunale di Aprilia, arrivando a contestare l’associazione mafiosa al gruppo autoctono retto dal boss Patrizio Forniti e interessando l’ex sindaco Principi, accusato di reati aggravati dal 416bis.

“Nella sua qualità di Vicesindaco del comune di Aprilia, con deleghe al Bilancio, Finanza e Tributi, Rapporti con le aziende e gli enti derivati, Affari Generali ed Amministrativi, Personale, Servizi demografici, inforrnato del pervenimento di una richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Aprilia presentata dalle associazioni “Reti di Giustizia” e “La frusta politica” – scrive il Gip Patrone – nel procedimento nr. 23829/’17 RGNR che vedeva imputati davanti al Tribunale di Velletri i fratelli Gangemi Sergio e Giampiero nonché Forniti Patrizio, contribuiva al rafforzamento dell’associazione di stampo mafioso capeggiata da Patrizio Forniti inducendo il Sindaco Antonio Terra a rinunciare alla richiesta di costituzione di parte civile con le frasi “noi non ci costituiamo per un cazzo, questa è una vicenda privata che a noi non ci riguarda”; “ehi, fermati…”, gli ho detto “stai buono, non ti inventare un cazzo”, ho detto “è ii Capo dei Capi gli ho detto io” ed altresì intervenendo presso Omar Ruberti, consigliere comunale di Aprilia e presidente della Commissione Bilancio, Tributi e Affari Generali, che doveva pronunciarsi sull’istanza, con le seguenti frasi “l’ultimo che ti ho delta è il “Capo dei Capi”, ma è cattivo, cattivo per dire cattivo, e facendo riferimento a possibili vendette o rappresaglie da parte loro: “Ma questi personaggi già sanno che questi hanno fatto queste cose che è…no? E stanno aspettando che facciamo qualche mossa, allora dico”. E infine con argomenti di analogo tenore nei confronti di singoli consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione così che la predetta commissione comunale respingeva la richiesta avanzata dalle associazioni di costituzione di parte civile. Contributo al sodalizio del quale informava, in corso d’opera, il capo clan Patrizio Forniti ed i sodali Luca De Luca, Luigi Morra, Ivan Casentini e Maurizio Dei Giudici, direttamente o per il tramite di Luigino Benvenuti”.

Principi, inoltre, “contribuiva al rafforzamento e al consolidamento dell’associazione di stampo mafioso, anche in adempimento del patto di scambio politico mafioso tramite: l’affidamento diretto il 13 novembre 2018 alla ditta SI.CO di Ivan Casentini, partecipe al sodalizio, del “servizio di pulizia caditoie stradali del comune di Aprilia” per l’importo di 48.678 euro; permettendo il tempestivo pagamento da parte del Comune di Aprilia delle fatture emesse dalla predetta società e dalla V&GA di Marco Antolini , partecipe al sodalizio, riguardo ai “lavori di manutenzione per interventi edili da eseguirsi su immobili comunali” per un importi a base d’asta part a 187.138,93 euro aggiudicato dalla precedente Amministrazione; assicurando il proprio sostegno per ogni bisogno e pretesa da parte dei membri della consorteria quali: l’assunzione del figlio di Marco Antolini, partecipe al sodalizio, l’autorizzazione alla installazione di video wall pubblicitari e di dispencer di acqua presso edifici pubblici da parte di ditta riconducibile a Antonino Ziino, partecipe al sodalizio, la sanatoria edilizia della casa abusiva di Luigi Morra, partecipe al sodalizio, la destinazione di un immobile in agro di Campoverde di Aprilia denominato ex farmaceutica acquisito da Antonio Fusco, Fabrizio e Marco Antolini, quest’ultimo partecipe al sodalizio, la partecipazione ai lavori per la costruzione dei parcheggi pubblici di Aprilia ed altri lavori edili appaltati dal comune di Aprilia alle ditte facenti capo a Marco Antolini, Ivan Casentini, tutti partecipi al sodalizio, sebbene accadimenti non verificatisi ad Aprilia dal mese di marzo 2018 e in data antecedente e prossima sino at mese di luglio 2024″.

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