Accusato di atti persecutori: è stato rinviato a giudizio un 44enne di Latina. Il processo inizierà a novembre
Inizierà il prossimo 23 novembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, il processo per stalking a carico del 44enne di Latina, G.S. (le sue iniziali), assistito dall’avvocato Valentina Macor. Oggi, 15 giugno, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha rinviato a giudizio l’uomo.
Il classe 1982 deve rispondere dell’accusa di atti persecutori ai danni della ex compagna durati dal gennaio 2024 fino a oggi. L’inchiesta è stata firmata dalla procuratrice aggiunta di Latina, Luigia Spinelli.
Nei confronti della vittima con cui l’uomo ha due figlie minorenni, il 44enne avrebbe messo in autto uan serie di comportamenti molesti, con tanto di pedinamenti sul posto di lavoro e con continui messaggi ingiuriosi e minatori anche di notte: “Sei una puttana, una cagna”, avrebbe detto l’imputato alla ex – “mi devi dire il tipo che ti sc..i perché gli devo far passare un brutto quarto d’ora”.
Il 27 marzo 2024, mentre la ex accompagnava la figlia a scuola, il 44enne avrebbe contattato la donna per telefono chiedendole denaro per l’acquisito di sigarette. Quando la donna ha negato i soldi, l’uomo le avrebbe inviato una foto su Wahtsapp ritraente una ruota bucata dell’auto per intimidirla.
A giugno dello stesso anno, un altro messaggio intimidatorio: “Devi tornare da me, altrimenti ti brucio con l’acido, devi morire come è morto tuo padre”.
Il 26 agosto 2024, il 44enne si sarebbe recato nell’abitazione della donna per vedere le bambine e, dopo avergli sottratto il cellulare, le avrebbe urlato frasi volgari: “Sei una puttana”. Al che la donna avrebbe avvertito le forze dell’ordine.
A febbraio 2024, l’ennesimo messaggio vocale in cui l’uomo comunicava alla ex che avrebbe fatto installare un Gps ulla sua auto così da vedere tutti i suoi movimenti e che avrebbe ingaggiato un investigatore privato: “Mi voglio divertire a sputtanarti di fronte a tutti”. Le molestie, peraltro, sarebbe state rivolte anche ai genitori della donna con ripetute chiamate.
