L’11 maggio scorso la GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha emesso l’atto di concessione per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano da biomasse di sottoprodotti agricoli della potenza di 500 m³/h, da realizzare nelle campagne di Cori in Località Paiolana.
“La vicenda è iniziata nel 2024 – ricorda il Consigliere Aristide Proietti – quando al SUAP del comune di Cori era arrivata l’istanza della Ecolife Biogas srls. L’istanza non risulta essere stata oggetto di comunicazioni pubbliche o istituzionali da parte dell’amministrazione De Lillis e di cui si sono avute informazioni soltanto dopo le mie ripetute richieste di accesso agli atti”.
“Solo allora l’Amministrazione ha preso le distanze dal progetto, arrivando persino ad approvare in Consiglio Comunale un atto di indirizzo politicamente molto netto, contrario alla realizzazione dell’impianto. Peccato che gli indirizzi politici non hanno nessun valore se ad essi non fanno seguito azioni ed atti amministrativi con fondati motivi di opposizione!
Infatti la società ha cambiato nome, ora si chiama Società Agricola Elolife Biogas srls, e ha presentato una nuova istanza per un progetto del valore stimato di oltre 16 milioni di euro che, nel mese di maggio, ha ottenuto il contributo pubblico di oltre 6,6 milioni di euro provenienti da fondi PNRR.
Sono assolutamente favorevole alla ricerca di fonti energetiche alternative, ma questo deve essere compatibile con la vocazione del territorio, con i vincoli di protezione ambientale e con il rispetto della salute.
Ciò che desta forte perplessità in tutta questa vicenda, invece, è la localizzazione di questa iniziativa imprenditoriale su un’area vocata a produzioni viticole e olivicole di qualità, trovandosi a ridosso di aziende di eccellenza e alla vicinanza al Monumento Naturale di Torrecchia Vecchia.
Inoltre l’attuale viabilità è assolutamente inadeguata a sostenere il traffico dei camion necessari all’approvvigionamento dell’impianto, pertanto si dovrebbero prevedere interventi importanti andando probabilmente a invadere altre proprietà.
In aggiunta ci sarebbe da chiedersi da dove arriverebbero tutte le biomasse necessarie all’alimentazione dell’impianto di Cori, stante che GSE, con lo stesso atto di concessione, ha finanziato anche un altro impianto a Sezze, sempre della Ecolife.
Vale a dire: esistono stime della capacità produttiva territoriale per il materiale di origine organica (scarti agricoli e zootecnici, rifiuti organici urbani, scarti dell’industria alimentare, etc.) oppure per di questi biodigestori sarà necessario approvvigionarsi fuori?
Ma l’aspetto più grave di questa vicenda è che non risultano dichiarazioni o comunicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione di De Lillis: non una parola dall’assessore all’ambiente, né dall’assessore all’agricoltura, né tantomeno della delegata alle attività produttive.
Eppure l’istanza della società Ecolife è arrivata necessariamente sul tavolo degli uffici comunali, anche se non si sa con quale tipologia di procedimento. Qualora la società avesse adottato, come nella prima istanza, il procedimento PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) l’amministrazione comunale avrebbe avuto soltanto 30 giorni per rilevare obiezioni, passati i quali la richiesta si considera accolta per silenzio-assenso.
Sta di fatto che il progetto della Società Agricola Ecolife Biogas srls ha passato tutto l’iter del bando GSE ed è stato finanziato. Quindi c’è da chiedersi cosa abbiano fatto il sindaco De Lillis, l’assessore all’ambiente, l’assessore all’agricoltura e la delegata alle attività produttive dopo le roboanti dichiarazioni “politiche” di contrarietà.
Di certo l’amministrazione non ha informato di questa nuova istanza nemmeno il Consiglio Comunale, e non si sa nemmeno se ha preso in considerazione l’istanza oppure ha lasciato passare i 30 giorni per far maturare il silenzio-assenso. Non intendo fare altre considerazioni, voglio conoscere gli atti e per questo ho avanzato richiesta.
Sta di fatto che su questioni di tale rilevanza, e non solo questa, non c’è alcuna pianificazione territoriale non emergono, allo stato attuale, strumenti di pianificazione territoriale specifici relativi a questa tipologia di impianti, è indispensabile garantire trasparenza, pianificazione e coinvolgimento dei cittadini e delle imprese del territorio.
Aspetto di vedere gli atti per capire le responsabilità e, soprattutto se si può ancora intervenire per correggere il tiro”.
