Arrestato per aver abusato sessualmente della figlia di 16 anni: la condanna è diventata definitiva con la rinuncia all’Appello
La riforma Cartabia, che prevede uno sconto di un sesto della pena in caso di rinuncia al ricorso in Appello, fa sì che il 56enne operaio in pensione di Latina Scalo, condannato lo scorso dicembre, a 8 anni in primo grado per la violenza sessuale sulla figlia minorenne, abbia la sua condanna definitiva a 6 anni e 8 mesi di reclusione.
In primo grado, il rito abbreviato si era svolto dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli. L’avvocato difensore Marco Reale aveva chiesto nel corso della sua arringa un’ipotesi più lieve della violenza sessuale. Il Gup Mattioli aveva condannato l’uomo anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalle scuole. Era stato il pubblico ministero Martina Taglione a svolgere la requisitoria ripercorrendo gli episodi contestati all’uomo e chiedendo alla fine 8 anni di reclusione.
A maggio del 2025, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, si era svolta la testimonianza della consulente della Procura di Latina. La consulente nominata dal pubblico ministero di Latina, Martina Taglione, aveva stabilito che la ragazza di sedici anni, vittima delle violenze sessuali del padre, fosse in grado stare nel giudizio, vale a dire che aveva capacità testimoniale. In sostanza, la testimonianza della ragazza era valida. Una versione completamente opposta a quella della consulente nominata dalla difesa dell’uomo. La psicologa Gabriella Marano aveva, infatti, spiegato, contestando le conclusione della consulente della Procura, che la ragazza non poteva essere attendibile, avendo una forte devianza della rappresentazione della realtà.
Alla fine dell’incidente probatorio, nel corso del quale le parti avevano interloquito, rimanendo di pareri differenti sull’attendibilità della vittima, era emerso che il 56enne era già destinatario dell’avviso conclusioni indagini.
A febbraio scorso, si era svolto nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Latina il primo step dell’incidente probatorio della ragazza di 16 anni, vittima delle violenze sessuale del padre a Latina Scalo. La ragazza, assistita dalla psicologa, era presente in aula, divisa da un separé per non vedere il genitore: aveva confermato il quadro accusatorio in un lungo incidente probatorio che era stato interrotto anche per permettere alla ragazza di “prendere fiato”, dovendo ripercorrere momenti tremendi.
A luglio 2024, Il Gip Morselli aveva ascoltato, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, il 56enne di Latina Scalo accusato di aver abusato sessualmente, in più di un’occasione, della figlia di 16 anni. L’uomo aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il Gip aveva convalidato l’arresto.
L’arresto del 55enne era stato concretizzato all’esito di articolate indagini. Il 13 luglio 2024, i Carabinieri della Stazione di Latina Scalo, guidati dal luogotenente Isidoro Zimbardi, e i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina, avevano tratto in arresto il latinense per il reato di violenza sessuale aggravata sulla propria figlia minorenne di 16 anni.
Le investigazioni dei Carabinieri avevano permesso di ricostruire quanto accadesse tra le mura domestiche, ossia di come, in diverse occasioni, il padre l’avrebbe costretta a fare e subire atti sessuali, circostanza per cui, in considerazione di tutti gli elementi raccolti, all’esito dell’attività di indagine, il giudice per le indagini preliminari Laura Morselli, su richiesta del sostituto procuratore di Latina, Martina Taglione, aveva emesso nei suoi confronti una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La vicenda era emersa grazie al fidanzato dell’adolescente che era riuscito dapprima a intuire che qualcosa non fosse andato, per poi appurare il malessere della sedicenne. Da qui, erano iniziati gli approfondimenti dei Carabinieri che avevano iniziato a raccogliere anche testimonianze, tra cui quella della sedicenne, ascoltata con la delicatezza del caso, in diverse audizioni protette.
Era emerso che i fatti si sarebbero sviluppati nell’ultimo anno, nell’ambito di una famiglia composta dalla sedicenne e da due genitori che lavorano e che sono conosciuti a Latina Scalo. Il padre era praticamente un insospettabile che, negli ultimi tempi, avrebbe soggiogato la figlia dopo aver visto alcune immagini video della stessa. Conscio di quanto aveva fatto, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe permesso alla figlia di rimanere anche più tardi fuori quando usciva con gli amici. In questo modo, avrebbe tentato di sopperire alle sue azioni.
