CABINE DELLA FIBRA OTTICA SABOTATE A FONDI, RASO: “DISAGI A IMPRESE, PROFESSIONISTI E CITTADINI”

Il sabotaggio delle cabine della fibra ottica in fase di installazione a Fondi ha provocato gravi disagi a imprese, studi professionali e cittadini, compromettendo servizi essenziali per il lavoro, la comunicazione e l’accesso alle informazioni.

“Si tratta – spiega il consigliere comunale di Monte San Biagio, Guglielmo Raso – di un’azione realizzata da autori al momento ignoti, ma dal movente inequivocabile, esplicitamente dichiarato nei volantini manoscritti affissi su alcune delle cabine danneggiate, nei quali, a commento del gesto vandalico, si invitava a collocare le presunte “radiazioni” sotto le abitazioni di chi ritiene che esse non siano dannose per la salute.

L’episodio dimostra, ancora una volta, come la diffusione di teorie pseudoscientifiche e di informazioni prive di fondamento possa tradursi in comportamenti irrazionali, antisociali e concretamente dannosi per l’intera collettività.

In questo contesto, il diritto è chiamato a svolgere una funzione essenziale: contrastare con fermezza la diffusione della disinformazione e delle pseudoscienze, soprattutto quando queste alimentano forme ingiustificate di allarmismo sociale.

Del tema delle emissioni elettromagnetiche e delle infrastrutture di telecomunicazione mi sono occupato professionalmente in più occasioni, assistendo pubbliche amministrazioni coinvolte in giudizi fondati su presupposti scientificamente inesistenti.

La giurisprudenza amministrativa ha da tempo assunto una posizione chiara e consolidata. Tanto i Tribunali Amministrativi Regionali quanto il Consiglio di Stato hanno avuto modo di ricordare che la normativa italiana in materia di esposizione ai campi elettromagnetici è la più restrittiva a livello internazionale, e garantisce elevatissimi standard di tutela della salute pubblica.

Parallelamente, la comunità scientifica internazionale e le principali istituzioni nazionali e sovranazionali hanno più volte smentito le narrazioni allarmistiche che attribuiscono agli impianti di telecomunicazione effetti nocivi non dimostrati dalla ricerca scientifica.

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), ad esempio, ha evidenziato come oltre undicimila studi scientifici abbiano escluso qualsiasi correlazione tra le emissioni degli impianti di telefonia mobile, smart phone, wi fi e l’insorgenza di patologie oncologiche”.

Nella stessa direzione si sono espressi autorevoli organismi istituzionali e scientifici, tra i quali:

  • il Parlamento italiano, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie nelle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei Big Data;
  • l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Rapporto ISTISAN 19/11 “Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche”;
  • il Comitato interministeriale per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico, istituito ai sensi della legge n. 36 del 2001;
  • l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), nei propri studi dedicati ai fenomeni della disinformazione;
  • l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con specifiche segnalazioni rivolte alla Conferenza delle Regioni e all’ANCI;
  • l’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP), le cui linee guida del 2020 costituiscono il principale riferimento scientifico internazionale in materia.
    Vi è poi un paradosso che rende episodi come questo ancora più emblematici: coloro che compiono simili atti finiscono spesso per alimentarsi proprio di quelle false informazioni diffuse attraverso la rete. In tal modo distruggono le stesse infrastrutture digitali che consentono l’accesso agli strumenti di comunicazione dai quali trae origine la loro disinformazione.
    Per queste ragioni è indispensabile continuare a promuovere la cultura della conoscenza, il metodo scientifico e una corretta informazione pubblica.
    In una società democratica il confronto è sempre legittimo e costituisce un valore. Non possono invece trovare cittadinanza l’ignoranza elevata a metodo, la disinformazione elevata a verità e il vandalismo elevato a forma di protesta.
    “Il diritto ha quindi un ruolo essenziale: affermare il primato della scienza e contrastare la diffusione delle fake news. Per non tornare agli ‘untori’ di manzoniana memoria “.
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