DETENZIONE DI ARMA, CASSAZIONE PROSCIOGLIE PER LA TERZA VOLTA UN PONTINO

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Bis in idem nell’ipotesi di medesimo disegno criminoso: il proscioglimento per un fatto si estende anche agli altri fatti. La Cassazione accoglie il ricorso della difesa. Sentenza di condanna annullata senza rinvio poiché l’azione penale non poteva essere esercitata

Per la stessa arma dal 2013 ha subito tre processi distinti, per diverse ipotesi di reato. Oggi, 5 giugno, la Cassazione pone la parola fine ad una tormentata e complessa vicenda processuale che ha riguardato un uomo della provincia di Latina. 

L’uomo, nel corso degli anni, era stato già prosciolto dal Tribunale di Latina in esito ai primi due processi, mentre, per il terzo processo, sia il Tribunale di Latina che la Corte di Appello di Roma non avevano considerato la pertinente petizione difensiva tesa a far riconoscere l’estensione dei proscioglimenti già ottenuti anche al fatto oggetto del terzo processo, seppur diversamente qualificato a livello giuridico, così come insegnato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale: la numero 200 del 2016 con riferimento all’art. 649 del codice di procedura penale.

Nell’interesse del proprio assistito, allora, la difesa nel merito e per la legittimità con l’avvocato Daniele Prete del Foro di Latina e l’avvocato Lorenzo Magnarelli del Foro di Roma per la stesura del ricorso presentato alla Corte di Cassazione, ha chiesto alla Suprema Corte di Cassazione di voler annullare la sentenza della Corte di Appello di Roma. 

La Corte di Cassazione, condividendo i motivi di ricorso, ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di Appello di Roma “poiché l’azione penale non poteva essere esercitata” ribadendo, quindi, a tutela ulteriore della presunzione di innocenza: in ipotesi di medesimo disegno criminoso, il proscioglimento per un fatto si estende anche agli altri fatti, seppur diversamente qualificati e quindi per tali fatti ulteriori l’azione penale non può essere esercitata.

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