APPIA REGINA VIARUM, WWF: “QUEST’ANNO IL “PREMIO ATTILA” AL COMUNE DI TERRACINA”

“Il prestigioso inserimento della “Via Appia Regina Viarum” nella World Heritage List dell’UNESCO, celebrato a Nuova Delhi come il 60° sito italiano, contrasta drammaticamente con la realtà dei fatti nel territorio di Terracina. Mentre il mondo riconosce l’Eccezionale Valore Universale di questa arteria millenaria, l’Amministrazione comunale cancella la storia sotto una colata di asfalto”. A scriverlo, in una nota, è il WWF Litorale Laziale.

“L’Appia non è solo una strada, ma un capolavoro del genio creativo umano. Concepita con una modernità sorprendente, puntava dritta alla meta sfidando la geografia con prodezze ingegneristiche: ponti, viadotti e gallerie ne garantivano l’incrollabile rettilineità tra Roma e Brindisi. Il suo fondo stradale stratificato e drenante, la pavimentazione in lastricato di basoli hanno garantito una viabilità intatta per secoli ed in ogni condizione atmosferica, divenendo la spina dorsale del Mediterraneo. Nel 312 a.C., alla costruzione di questa strada, questo asse cambiò l’assetto urbano di Terracina, divenendone il Decumano Massimo e favorendo lo sviluppo di un centro agricolo e commerciale di rilievo imperiale, determinandone un nuovo ordine sociale ed economico.

 Terracina ha la fortuna di avere non una strada ma un cammino attraverso secoli di storia, dove ogni basolo ed ogni monumento lungo il tracciato ci raccontano vite di uomini, viaggi e civiltà.

 Il tratto ben conservato inizia alle pendici di monte Leano, fiancheggia l’antico santuario e la fonte sacra dedicata alla dea Feronia per poi attraversare la Valle dei Santi e rappresenta un unicum storico paragonabile al più famoso parco dell’Appia Antica di Roma. Qui, l’Appia antica seguiva la centuriazione romana, ed ancora oggi conserva il suo basolato originario, purtroppo occultato in parte grazie all’infelice decisione, nel secolo scorso, di impermeabilizzare e livellare gli stessi con un manto di asfalto. 

Il riconoscimento UNESCO impone criteri rigorosi: l’Appia testimonia una tradizione culturale eccezionale e illustra un periodo significativo della storia umana attraverso monumenti e memorie stratificate in oltre 2.300 anni. Tuttavia, l’onere della tutela ricade sullo Stato e sugli enti locali, vincolati dal Codice dei Beni Culturali e dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR). Nonostante ciò, il sito rischia ora il declassamento.

L’UNESCO non ha la titolarità diretta della protezione, ma monitora costantemente lo stato di conservazione. Il Comune di Terracina avrebbe dovuto approfittare della ribalta mondiale per attuare il “Piano di Gestione”, riportando alla luce l’antico lastricato. 

Valorizzare la Regina Viarum significherebbe ripristinare l’antico tracciato rimettendo in luce il lastricato di basoli. Il restauro del lastricato consentirebbe agli amanti del turismo culturale di effettuare passeggiate archeologiche lungo una strada millenaria e goderne la bellezza. Inoltre, in un contesto segnato dall’aumento delle temperature urbane, dall’intensificazione delle ondate di calore e dalla crescente impermeabilizzazione del suolo, sarebbe auspicabile seguire l’esempio di molte città europee, dove l’asfalto e le superfici artificiali stanno progressivamente cedendo spazio a soluzioni basate su suoli permeabili, corridoi ecologici continui, in un tentativo di ricostruire un equilibrio tra costruzioni e sistemi naturali.

   L’eliminazione del manto nero impermeabilizzante dal lastricato, infatti, eliminerebbe una fonte di calore e ripristinerebbe l’originale drenaggio che la storica strada aveva, favorendo l’evapotraspirazione, contribuendo al raffrescamento naturale dell’ambiente circostante e riducendo il deflusso delle acque verso le caditoie. 

Invece, si è assistito a uno scempio devastante su buona parte della strada: la stesa di una colata di asfalto ha coperto gli ultimi basoli visibili, in spregio ai vincoli ambientali del PTPR e statali. Ci si chiede come è possibile che la Soprintendenza abbia rilasciato il nullaosta per un’azione che deturpa un Bene di tale rilevanza. È una violenza contro il Patrimonio dell’Umanità che, al contrario, deve essere protetto per le generazioni future.

Se i monitoraggi internazionali evidenzieranno usi incompatibili o gravi alterazioni, Terracina rischia l’onta dell’inserimento nella lista dei “Patrimoni in Pericolo” o peggio il “declassamento”. Questo significherebbe perdere l’accesso a fondi specifici, canali di finanziamento europei e programmi di cooperazione internazionale per il restauro. Un’ennesima e imperdonabile occasione perduta di rigenerazione urbana sostenibile. 

Eppure il Sindaco aveva fatto sperare grandi cose dichiarando: “la via Appia è un patrimonio di inestimabile valore legato indissolubilmente alla nostra città. E’ simbolo di una storia passata che per Terracina risulta straordinariamente presente ed attuale. Un’ eredità che abbiamo il dovere di far vivere e valorizzare sempre di più“.

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