SCAVALCÒ IL BALCONE PER CHIEDERE SESSO A UN’ANZIANA DI LATINA: “ENTRÒ NELLA MIA CASA, ERA NUDO E COL MEMBRO IN MANO”

Latina: entra nel vivo il processo per il molestatore seriale pluripregiudicato. L’uomo era stato arrestato nel 2020 dai poliziotti intervenuti per prestare aiuto a un collega in servizio presso la Questura di Roma ma abitante nel capoluogo pontino

“Stavo facendo la doccia e me lo sono ritrovato in casa con i pantaloni abbassati e il membro in mano. Provò ad allargarmi le gambe e avere un rapporto sessuale. Io lo presi a botte anche in testa, poi con il manico del folletto l’ho colpito più volte e l’ho anche morso ad un orecchio. Si è scansato e ha finito in bagno, davanti a me, quello che ha iniziato, masturbandosi”. È questo il tratto più crudo e significatvo del racconto reso oggi, 3 giugno, a sei anni dai fatti, dall’anziana di Latina che, più volte, ha subito il tentativo di violenza sessuale da parte dell’imputato di 35enne, di nazionalità francese, Chiheb Ben Suissi, difeso dall’avvocato Oliviero Sezzi e alla sbarra dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi.

A febbraio 2025, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, aveva rinviato a giudizio il 35enne accusato di violenza sessuale aggravata ai danni della’anziana donna a Latina.

L’arresto dell’uomo, ora libero per quei fatti, era avvenuto quando un agente di Polizia, nel cuore della notte, era stato svegliato dalle invocazioni d’aiuto di un’anziana donna abitante nelle vicinanze del suo appartamento in Via dei Volsci, nel complesso del Magnolia Park. Il poliziotto libero dal servizio era accorso a prestarle aiuto, constatando che un uomo aveva scavalcato il balcone del piano rialzato e si era denudato esibendo le proprie parti intime alla malcapitata, chiedendole anche di consumare un rapporto sessuale.

Vistosi scoperto, l’allora ventinovenne francese, con precedenti anche per reati contro il patrimonio, aveva tentato di darsi alla fuga spintonando l’agente intervenuto in prima battuta

Il poliziotto era riuscito a bloccare il malintenzionato che era stato poi condotto in stato d’arresto presso i locali della Questura dagli agenti delle Volanti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere, nell’immediato, di violazione di domicilio e resistenza a Pubblico Ufficiale, nel giudizio per direttissima fissato per lunedì mattina.

Dalla ricostruzione dei fatti era emerso che il medesimo cittadino francese era già autore di pesanti avances sessuali alla stessa donna, giungendo ad aggredirla fisicamente per consumare un rapporto sessuale, per ben tre volte, dal giugno 2020 all’agosto dello stesso anno fino all’arresto, ma sempre la donna era riuscita, chiedendo aiuto, a mettere in fuga l’assalitore che ora deve rispondere in Tribunale di questi suoi raptus.

L’anziana ha raccontato di aver denunciato quattro volte il giovane francese che è sempre riuscito a scavalcare il balcone e ad entrare nella sua casa. La donna se lo vedeva arrivare di notte. Una situazione pericoloso e, a tratti, surreale: “Dopo il primo tentativo finito con la colluttazione, si scoprì di nuovo le parti intime. Diceva che si era innamorato di me e che voleva fare l’amore con me. Io gli dicevo che ero anziana”. Una versione confermata anche da due poliziotti ascoltati oggi come testimoni che ricordavano di come l’imputato dicesse di amare la donna, pur non avendo nessun rapporto con lui prima delle invasioni tramite il balcone in casa.

In una delle aggressioni sessuali, la donna, costituitasi parte civile e difesa dall’avvocato Veronica Terelle, ha spiegato di aver spruzzato contro l’uomo anche spray per formiche. Inoltre, la stessa anziana ha spiegato di aver pensato la prima volta che si trattasse di un altro uomo residente nello stesso condominio e che le aveva fatto delle avances. Ad ogni modo, la testimone è certa che è stato Ben Suisse ad provare per quattro volte a violentarla fino all’arresto dell’agosto 2020.

Il processo, che riprenderà con gli ultimi tre testimoni dell’accusa, oggi rappresentata dal pubblico ministero Simona Gentile, è stato rinviato al prossimo 16 dicembre.

Articolo precedente

2 GIUGNO A CISTERNA: ECCO TUTTE LE INIZIATIVE DEL COMUNE

Articolo successivo

BANDO REGIONALE PER OPERE PUBBLICHE, PD APRILIA: “OCCASIONE PER SCUOLE, STRADE E IMPIANTI SPORTIVI”

Ultime da Giudiziaria