OMICIDIO DI PORCIA, IL 50ENNE DI APRILIA EVOCA LA LEGITTIMA DIFESA

Fabrizio Barberini
Fabrizio Barberini

Una lite familiare per una separazione si è trasformata in tragedia in via Zuccolo a Porcia, in provincia di Porndenone. Il quarantanovenne di Aprilia Fabrizio Barberini è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso a colpi di oggetto contundente (una bottiglia e una pietra) il suocero cinquantanovenne, Marius Adrian Dorobantu.

La violenza è esplosa lo scorso venerdì pomeriggio, proprio nel giorno in cui la figlia della vittima aveva fissato il primo appuntamento con l’avvocato per avviare la separazione da Barberini. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore ha prima colpito alla testa la compagna trentanovenne, che è riuscita a barricarsi in bagno e a lanciare l’allarme. Subito dopo, la furia dell’uomo si è abbattuta sul padre di lei, trasferitosi temporaneamente nella villetta per aiutare la figlia.

Barberini, dimesso dall’ospedale di Udine dopo il ricovero iniziale, è stato trasferito in carcere. Sostenuto dall’avvocato di fiducia, l’uomo ha evocato la legittima difesa davanti al sostituto procuratore Federica Urban. Sebbene non risultassero denunce precedenti alle forze dell’ordine, l’avvocato della donna ha riferito di presunti maltrattamenti che si protraevano da anni, formalizzati solo dopo l’accaduto.

La villetta è sotto sequestro per i rilievi della polizia scientifica, mentre si attende l’udienza di convalida del fermo da parte del gip e l’esito dell’autopsia.

I FATTI – Fabrizio Barberini, 50 anni, originario di Aprilia (nato a Latina) e residente da diversi anni nella frazione di Rorai Piccolo, avrebbe aggredito l’ex compagna e ucciso il padre di lei, Marius Adrian Dorobantu, 59enne di origine romena, intervenuto in difesa della figlia. Una tragedia consumata in pochi minuti, davanti ai tre figli della coppia, in una villetta di via Zuccolo che per anni aveva tenuto segreti i suoi silenzi.

Secondo la prime ricostruzione, scrive il quotidiano Il Gazzettino, Barberini si sarebbe presentato nell’abitazione di via Zuccolo con l’intenzione di affrontare un chiarimento legato alla separazione. La discussione è presto degenerata: la donna, Andra Florina Dorobantu, 39 anni, sarebbe stata colpita con una bottiglia. Sembrava finita lì. Barberini è uscito di casa e lei si è barricata all’interno con i tre figli di 16, 7 e 4 anni.

La situazione è però precipitata nel momento in cui è arrivato il padre della donna, Marius Adrian Dorobantu, che abitava a meno di un chilometro di distanza, in via Monte Jouf. Intervenuto per proteggere la figlia, Barberini lo avrebbe colpito con una pietra. Alcuni vicini hanno sentito delle urla, poi il silenzio, poi le sirene.

La donna ha chiamato il 112 verso le 15.30. I poliziotti della Squadra Volante sono arrivati nel giro di pochi minuti e hanno trovato Dorobantu a terra sul vialetto antistante la villetta, esanime. Gli agenti gli hanno praticato il massaggio cardiaco senza interruzione fino all’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, ma non c’è stato nulla da fare: l’uomo era in arresto cardiaco e le manovre di rianimazione si sono rivelate inutili.

Barberini, alla vista dei soccorritori, avrebbe simulato uno stato comatoso. Ha biascicato qualcosa come «mi ha massacrato», pur non presentando lesioni apparenti. I parametri vitali erano nella norma, ma non reagiva e mostrava un apparente deterioramento neurologico. I medici rianimatori hanno deciso di intubarlo e trasportarlo in elicottero all’ospedale di Udine, dove la TAC non ha riscontrato alcuna anomalia.

A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Federica Urban, presente sul luogo della tragedia insieme al procuratore Pietro Montrone. La Procura, in attesa dei referti medici, stava valutando nella serata di ieri se procedere all’interrogatorio immediato dell’uomo.

Sul fronte degli elementi raccolti, la polizia scientifica ha sequestrato una bottiglia in frantumi e dei cocci di vetro sul vialetto esterno. “C’è anche una pietra — ha confermato il procuratore Montrone — dovremo verificare se è quella usata per colpire la vittima e se è stato utilizzato anche dell’altro”. La vittima presentava ferite alla testa. Il medico legale Antonello Cirnelli ha effettuato un primo esame esterno, dopodiché sono cominciate le ricerche di ulteriori reperti, protrattesi fino a tarda notte.

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