“La Fondazione Città di Terracina tra inciampi istituzionali e un aspirante membro del CDA rinviato a giudizio”, la denuncia della consigliera comunale d’opposizione, Gaia Pernarella (Sinistra Italiana).
“Da settimane ormai assistiamo alle vicende che interessano la Fondazione che dovrebbe gestire i beni culturali terracinesi e che invece sembra più interessata a collezionare figuracce istituzionali e interloquire segretamente con il Ministero della Cultura per un suo fantomatico ingresso come socio nell’ente partecipato dal Comune e dalla fu Banca Popolare del Lazio. Ma andiamo con ordine”, esordisce così la consigliera comunale d’opposizione, Gaia Pernarella (Sinistra Italiana), la quale si concentra sulla Fondazione Città di Terracina, svelando anche un particolare non ancora emerso.
“Da notizie di stampa apprendiamo che il Ministero sarebbe interessato alla nostra fondazione cosa che sicuramente ci lusinga, notizia che viene accompagnato dall’annuncio che tale partecipazione porterebbe in dote la gestione di ben due siti archeologici di pregio come la Grotta Guattari sita nel comune di San Felice Circeo e della Casalina ubicata nel comune di Sabaudia. Sembra peró che di tale novità, i comuni interessati non siano stati resi edotti, ne tanto meno ci sia stata alcuna comunicazione firmata dai funzionari ministeriali competenti per materia che prefigurasse un’accordo ai sensi degli articoli 5 e 7 del decreto legislativo del 2004, n. 42 meglio noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio.
E già qui la cosa inizia a stupire, e viene da domandarsi chi all’interno delle stanze del ministero stia realmente gestendo la questione. Domanda a cui speriamo riesca a trovare risposta l’accesso agli atti protocollato all’ente comunale in cui si chiede di prendere visione delle note intercorse con il MIC e che ci aspettiamo chiariscano una vicenda scomoda anche se ormai superata dallo stralcio dei siti alieni dall’accordo. Ma le beghe non sembrano finire qui. Le ultime roboanti dimissioni della consigliera del CDA della Fondazione Simona Falcone con tanto di lamentele di accentramento del potere da parte del Presidente Di Mario guarda caso ex funzionario ministeriale, aprono la strada a nuove nomine nell’organo di indirizzo politico ed è qui che i capi gruppo a cui vengono trasmessi curricula e carichi pendenti dei candidati, ritrovano nell’elenco dei papabili una vecchia conoscenza del Comune di Terracina, l’ex vice sindaco ed assessore all’urbanistica Pierpaolo Marcuzzi, che vanta a suo carico un rinvio a giudizio per la nota vicenda della ex pro infantia, il processo per la tribuna dello stadio di Borgo Hermada e qualche incursione nella vicenda Free Beach”.
“Insomma, la Fondazione non smette di stupire, e invece di fornire il Tempio di Giove Anxur di un percorso museale, di cartellonistica e sevizi necessari, invece di trovare il modo insieme agli assessori competenti di occuparsi del museo civico Pio Capponi, del Palazzo della Bonificazione Pontina, della Torre degli Acxo o del Castello Frangipane che nonostante gli siano assegnati restano irrimediabilmente chiusi, invece di dotare il Teatro Romano di un accesso alle persone con diverse abilità e fare tutte quelle cose che da statuto gli sono attribuite, nella migliore delle tradizioni terracinesi, sembra in tutte altre faccende affaccendata”.
