SONNINO, IACOVACCI: “LA CORTE DEI CONTI CERTIFICA L’ILLEGITTIMITÀ, ALTRO CHE FANGO”

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Sonnino, interviene il consigliere comunale Dario Iacovacci: “La Corte dei Conti certifica l’illegittimità. Altro che fango, i fatti ci danno ragione”

“Di fronte alle scomposte reazioni dell’Assessore al Bilancio Gianni Celani, che tenta disperatamente di minimizzare parlando di “duello politico” e “fango”, rispondiamo con l’unica cosa che conta: le carte ufficiali. La Relazione istruttoria della Corte dei Conti (Relazione n. 23/2026) mette nero su bianco una realtà gestionale imbarazzante e censurabile per il Comune di Sonnino.

Non siamo noi a “insinuare dubbi”, è la Magistratura contabile a scrivere testualmente che: Gestione “fuori legge”: La gestione delle cosiddette “piccole spese” è stata affidata a decisioni contra iure (contro la legge), esclusive ed autoreferenziali di due funzionari (Punto 5.2).

Mandati illegittimi e violazione del TUEL: I mandati di pagamento emessi in favore dell’economo sono stati dichiarati illegittimi perché violano l’articolo 191, comma 2, del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali). La spesa è avvenuta al di fuori del bilancio e del programma di previsione (Punto 6.3).

Aggiramento delle regole: La Corte evidenzia come sia stato aggirato il sistema dei limiti di spesa previsto dalla legge, generando una “gestione economale di fatto” che rende i mandati di pagamento nulli (Punto 6.4).

Rischio Malversazione: Il punto più inquietante della relazione (Punto 6.5) parla chiaro: questo tipo di gestione rappresenta un “rischio elevatissimo per la cassa dell’ente”, poiché consente la circolazione di denaro senza tracciabilità, aumentando il rischio di malversazione e violando il carattere imperativo del bilancio.

Quando l’Assessore Celani si difende dicendo che “il denaro non è sparito”, finge di non capire il cuore del problema. In un ente pubblico non basta che i soldi non vengano sottratti: la legge impone che ogni singolo euro venga speso secondo procedure rigide, trasparenti e tracciabili. Trattenere denaro contante “nella propria tasca” (Punto 6.2) bypassando i vincoli di bilancio e superando i limiti di legge non è un “tecnicismo”: è una violazione delle norme a tutela dei soldi dei cittadini.

La verità è che l’attività di controllo dell’opposizione, che l’Amministrazione definisce “cattiveria”, ha scoperchiato un sistema di gestione amministrativa superficiale e fuori dalle regole.

Invitiamo l’Assessore Celani a chiedere scusa alla cittadinanza e a prendere atto del severo richiamo della Corte dei Conti, anziché arrampicarsi sugli specchi attaccando chi fa semplicemente il proprio dovere di vigilanza”.

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