EX CEDIS IZZI, MASCHIETTO BACCHETTA L’OPPOSIZIONE: “SE I VENDITORI RINUNCIANO, È PERCHÈ NON TUTTO ERA SCRITTO”

Il sindaco Maschietto: “Se i venditori hanno ritirato l’offerta evidentemente non era tutto scritto come la minoranza ha voluto far credere”

“La minoranza crea un caso che non esiste, lo disfà e poi si autoattribuisce la ragione in un dibattito che non avrebbe mai avuto ragione di nascere: sono le incredibili peripezie mediatiche della campagna elettorale per le amministrative 2026.

L’argomento del giorno è il famoso hub che l’amministrazione, avendo la possibilità di accedere a Fondi PNRR per il potenziamento dei centri per l’impiego, vorrebbe realizzare.

Dopo il primo avviso, che si è concluso con una sola proposta, quella avanzata dai proprietari dell’ex Cedis Izz, la giunta ha dato indirizzo politico per pubblicare un nuovo bando in quanto l’unico proponente ha deciso di ritirare la sua proposta.

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A fronte di un’adeguatezza generale, la Regione richiede infatti alcuni requisiti, come una determinata classe energetica, che l’immobile non ha e i proprietari non sono interessati ad apportare le modifiche necessarie a concludere l’affare.  

Qualcosa che si è sempre saputo dall’inizio e che era ben indicato anche negli atti predisposti dal Comune di Fondi. È stato quindi pubblicato un nuovo bando per individuare un altro immobile.

È stata la minoranza, sin dall’inizio, a parlare di speculazione edilizia, di costi di manutenzione e ristrutturazione abnormi e via discorrendo.

L’amministrazione voleva, e tuttora vuole, semplicemente potenziare un servizio e realizzare un hub con fondi PNRR.

Se fosse stato tutto scritto, come insinuato dalla minoranza, i proprietari non avrebbero ritirato la proposta. Evidentemente non era così ma certo in campagna elettorale fa comodo attribuire all’avversario etichette negative di ogni forma e tipologia.

E se non ci fosse stata la minoranza a interpretare il ruolo del gran controllore del nulla, dato che il caso mediatico è stato fatto e disfatto da loro stessi, le cose sarebbero andate esattamente nella stessa maniera perché tempi, requisiti e modalità erano già prestabiliti da tempo e messi nero su bianco.

Il motivo per cui l’amministrazione non aveva annunciato il nuovo hub risiede semplicemente nel fatto che la pratica era allo stato embrionale e, anche se ad un avviso pubblico risponde un solo offerente, non vuol dire che, al termine dell’iter, si riveli tecnicamente idoneo.

Appreso il quadro complessivo, al termine di valutazioni che non sindachiamo e non spetta a noi fare, i proprietari dell’immobile hanno deciso di rinunciare alla vendita. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima. Resta il progetto di realizzare un hub e, anche se i tempi sono sempre più stringenti, l’amministrazione continuerà a provarci con l’obiettivo di offrire un servizio migliore alla collettività e di accedere a risorse che, altrimenti, tornerebbero in Europa”.

Così, in una nota, il sindaco di Fondi, Beniamino Maschietto.  

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