MINISTERO DELLA CULTURA NELLA FONDAZIONE “CITTÀ DI TERRACINA”: “UNA GESTIONE DI SCARSA TRASPARENZA”

L’associazione Città Partecipata Terracina interviene dopo l’ingresso del Ministero della Cultura nella Fondazione “Città di Terracina”

“A seguito del comunicato diffuso dal Comune di Terracina, che presenta l’ingresso del Ministero della Cultura nella Fondazione “Città di Terracina” come un “passo storico” per la valorizzazione del patrimonio culturale, i cittadini non possono che rilevare una gestione istituzionale che solleva forti perplessità sotto il profilo della trasparenza e della correttezza amministrativa.

Tutto parte dalla richiesta n. 24601 del 26 marzo scorso, con la quale il Ministero propone un accordo di valorizzazione che coinvolge il Teatro Romano e il Capitolium di Terracina, la Grotta Guattari e le Terme Romane di San Felice Circeo, nonché l’Area Archeologica della Casarina di Sabaudia. Un accordo che prevede la valorizzazione coordinata di tali beni attraverso una programmazione condivisa di attività culturali, educative, scientifiche e turistiche.

L’intesa stabilisce inoltre che, entro sei mesi, le parti si impegnino a modificare l’atto costitutivo e lo statuto della Fondazione “Città di Terracina”, al fine di consentire l’ingresso del Ministero tra i soci, anche mediante un conferimento economico o di altra natura.

Pur trattandosi di uno strumento formalmente previsto dall’ordinamento, resta forte la preoccupazione per le modalità con cui questo percorso è stato avviato. Un’operazione di tale portata, che incide su beni culturali non solo del Comune di Terracina ma anche dei territori di San Felice Circeo e Sabaudia, avrebbe richiesto un coinvolgimento chiaro e preventivo di tutte le istituzioni interessate, nonché un passaggio trasparente nei rispettivi Consigli comunali.

L’assenza di un confronto pubblico e istituzionale alimenta dubbi legittimi e restituisce l’immagine di un procedimento poco condiviso, se non addirittura opaco, soprattutto nella misura in cui potrebbe determinare forme di gestione accentrata di patrimoni che appartengono a comunità diverse.
È proprio in questo contesto che i cittadini hanno deciso di alzare la guardia — e ben fanno — costituendosi nel Comitato civico “Circeo da Custodire”, esempio di partecipazione attiva da cui anche i cittadini di Terracina dovrebbero trarre ispirazione.

Il patrimonio culturale rappresenta identità, storia e appartenenza: non può essere oggetto di scelte calate dall’alto, ma deve essere valorizzato attraverso percorsi realmente condivisi, rispettosi delle autonomie locali e fondati su trasparenza e collaborazione istituzionale.

Si auspica, pertanto, che l’Amministrazione comunale di Terracina voglia chiarire al più presto i contorni di questa operazione, fornendo risposte puntuali su modalità, obiettivi e ricadute concrete per tutti i territori coinvolti. Solo attraverso un confronto aperto sarà possibile costruire una vera strategia di valorizzazione, capace di unire e non dividere le comunità”.

Così, in una nota, l’associazione Città Partecipata Terracina.

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