ACCORDO MINISTERO CULTURA-TERRACINA, IL SINDACO DI SAN FELICE PUNTUALIZZA: “I NOSTRI BENI RIMANGONO GESTITI DA NOI”

L’accordo tra il Comune di Terracina e il Ministero della Cultura sulla Fondazione Città di Terracina fa discutere. A intervenire il sindaco di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo

Nei giorni scorsi, l’annuncio. Il Ministero della Cultura entrerà a far parte della Fondazione Città di Terracina che ora gestirà, oltre al Tempio di Giove Anxur, il Teatro Romano, il Capitolium e anche la Grotta Guattari e le Terme Romane a San Felice Circeo come anche l’Area Archeologica della Casarina a Sabaudia. La Giunta Comunale ha infatti deliberato l’approvazione dello schema di accordo tra il Ministero della Cultura e il Comune di Terracina per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale del territorio pontino.

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Ad essere citati, quindi, anche due beni che si trovano nel Comune di San Felice (oltreché a quelli nel Comune di Sabaudia). Una sorpresa per il primo cittadino di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo, la quale, infatti, ha scritto immediatamente al Ministero, protocollando la missiva anche al Direttore Generale e alla Soprintendenza della provincie di Frosinone e Latina, oltre che a al Comune di Terracina, vero indiziato di questo pasticcio.

I beni archeologici, spiega Di Cosimo, “risultano già affidati alla gestione del Comune di San Felice Circeo, in coordinamento con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, In forza del Protocollo d’Intesa del 10 giugno 2025 e tuttora vigente. A seguito di questo accordo, e ancor prima della sua sua sottoscrizione, la collettività di San Felice Circeo, per il tramite dell’Amministrazione comunale, ha profuso un significativo impegno, anche economico e organizzativo per la messa in sicurezza la manutenzione, la valorizzazione e la fruibilltà dl Grotta Guattari”.

Il Comune di San Felice Circeo “accoglie con favore il fatto che il Comune di Terracina consideri i beni archeologici del nostro territorio quale patrimonio comune del comprensorio pontino. In tale prospettiva ma nifestiamo piena disponibilità a future forme di collaborazione istituzionale finalizzate a valorizzare in modo integrato i rispettivi patrimoni culturali, anche nell’interesse dello sviluppo economico e turistico dell’intero territorio, ma riteniamo imprescindibile che i beni archeologici siano amministrati dalle collettività locali nei cui territori essi insistono, in raccordo con gli organi competenti del Ministero della Cultura. Un principio già concretamente attuato dal Comune del Circeo nella gestione di Grotta Guattari, dell’mpianto termale e di numerosi altri siti archeologici del territorio, in condivisione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, per le province di Frosinone e Latina”.

Un punto molto chiaro quello ribadito da Di Cosimo che pone una cesura tra l’accordo tra Terracina e il Ministero e la gestione dei beni sanfeliciani, i quali non devono essere compresi.

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