Rifiuti, Ciolfi (M5S): “Risposte surreali dagli assessori Nasso e Rodà. Nessuno sa di chi sia l’impianto di separazione rifiuti presente da 30 anni in via Monti Lepini, sul terreno comunale del sito per la raccolta dei rifiuti”
Le dichiarazioni rese in Aula dagli assessori all’Ambiente e al Bilancio oltreché dimostrare l’inerzia su tutto ciò che riguarda l’azienda speciale, aprono a nuove e necessarie verifiche tecniche, amministrative e contabili relative alla proprietà dell’impianto di separazione dei rifiuti all’interno del sito di ABC
“Questa mattina, nel corso della seduta di question time del Consiglio comunale di Latina, ho discusso l’interrogazione a risposta orale immediata relativa alla mancata partecipazione del Comune al bando regionale finanziato con fondi FESR per l’ammodernamento e la riconversione degli impianti pubblici di trattamento e riciclo dei rifiuti, che prevedeva contributi fino a 5 milioni di euro a fondo perduto per ciascun intervento, chiedendo chiarimenti in merito al titolo di proprietà e al titolo abilitativo all’esercizio dell’impianto per la separazione dei rifiuti presente all’interno del sito di ABC Latina, attualmente non funzionante.
Al termine delle risposte rese dall’assessore Nasso e dall’assessora Roda, ho espresso totale insoddisfazione non solo per la carenza di risposte puntuali, ma soprattutto per la superficialità con cui è stato affrontato un tema estremamente rilevante per il futuro del sistema di gestione dei rifiuti della nostra città.
Le risposte ottenute, oltretutto, non sono solo superficiali ma anche preoccupanti, in quanto aprono a una catena di ulteriori verifiche amministrative e soprattutto contabili che dovranno essere effettuate e chiarite dall’Amministrazione comunale e dalla stessa curatela fallimentare relativamente al fallimento della ex Latina Ambiente, per dovere di trasparenza e di conformità alla normativa vigente proprio rispetto all’impianto in oggetto.
Entrando nel merito delle risposte rese, la neo assessora Roda ha affermato che il Comune non avrebbe potuto partecipare al bando perché lo stesso sarebbe stato rivolto esclusivamente a Comuni con impianti già operativi sul territorio regionale, arrivando poi a chiedere perché non avesse partecipato la precedente amministrazione. Una risposta che dimostra da parte dell’assessora una conoscenza parziale dei fatti.
Sotto l’amministrazione Coletta, infatti, il Comune di Latina ha partecipato a un bando analogo, con requisiti simili, adempiendo anche al requisito di operatività dell’impianto in oggetto. L’impianto non è inutilizzabile, come si è tentato di far credere, ma necessita semplicemente di essere ammodernato, proprio come avrebbe consentito di fare il finanziamento regionale che l’Amministrazione ha scelto di non richiedere.
Ancora più grave è quanto dichiarato dall’assessore Nasso, il quale ha affermato che il Comune non sa di chi sia la proprietà dell’impianto di separazione dei rifiuti presente nell’area aziendale della società speciale ABC Latina, su un terreno di proprietà comunale. Secondo quanto riferito, non sarebbero state rinvenute le carte attestanti la proprietà dell’impianto e non si potrebbe escludere che lo stesso sia confluito nella massa attiva della curatela fallimentare della ex Latina Ambiente.
Una risposta che lascia sconcertati. È inaccettabile che un’Amministrazione comunale non sia in grado di indicare con certezza la titolarità di un impianto pubblico collocato su un’area comunale,
all’interno dell’azienda speciale partecipata al 100% dal Comune, e che non abbia neppure ritenuto necessario chiedere chiarimenti formali alla curatela fallimentare.
Ma soprattutto, se fosse vero che l’impianto è confluito nella massa attiva del fallimento, si aprirebbe un’altra questione che potrebbe rientrare anche nella partita ancora aperta debito- creditoria tra l’Ente e la ex Latina Ambiente. Andrebbero infatti verificati eventuali indennità di occupazione del suolo pubblico per tutti questi anni, eventuali costi per la demolizione, lo smaltimento e il ripristino dei luoghi oppure, nella migliore delle ipotesi, che l’impianto sia diventato di proprietà del Comune per essere stato incorporato stabilmente al suolo. Si apre, dunque, un nuovo e rilevante capitolo di verifiche su cui gli assessori competenti non solo non hanno saputo dare risposte, ma hanno aumentato dubbi e criticità.
Continuando con le risposte rese, sempre secondo quanto dichiarato in Aula, l’impianto sarebbe stato realizzato nel 1988 e utilizzato fino al 2008 per pochi mesi, ma non si conoscerebbero con precisione chi lo abbia realizzato, con quali finanziamenti e quali titoli autorizzativi ne abbiano consentito l’esercizio. Mentre l’assessore riferisce che non ha più funzionato per gli esiti non favorevoli emersi durante la breve fase di sperimentazione con l’ex Latina Ambiente, ma non ci ha spiegato quali fossero questi esiti sfavorevoli.
Ancora più preoccupante è che negli ultimi anni non sarebbe stata effettuata alcuna verifica tecnica, strutturale o funzionale, perché l’impianto non sarebbe considerato “strumentale al servizio”. Una posizione che dimostra una visione estremamente riduttiva dell’azienda, peraltro partecipata al 100% dal Comune, che gestisce i rifiuti.
Il compito di una società pubblica non è soltanto quello di pulire le strade, come erroneamente continua a ripetere l’assessore Nasso nei suoi interventi, ma soprattutto quello di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, ridurre i costi di smaltimento e valorizzare i materiali riciclati, generando benefici ambientali ed economici per i cittadini.
Oggi nel Comune di Latina la percentuale di raccolta differenziata è poco sopra il 50%, un dato che dimostra la necessità di dotarsi di impianti tecnologicamente avanzati per la separazione e il trattamento dei rifiuti. Purtroppo l’assessore Nasso ha dimostrato di non conoscere la questione dei rifiuti nel dettaglio quando ha candidamente affermato che quel bando non interessava l’Ente perché l’Amministrazione ritiene che il metodo più efficace per la separazione delle frazioni sia la raccolta differenziata, dimostrando di non sapere che la raccolta differenziata, così come attuata, non è sufficiente: molte frazioni, come plastica e metalli, vengono raccolte insieme e devono essere successivamente separate per poter essere effettivamente riciclate.
Un impianto moderno di selezione dei rifiuti consentirebbe di migliorare la qualità della differenziata, ridurre il conferimento in discarica, generare ricavi dalla vendita delle materie prime seconde e ridurre nel tempo il costo della TARI per i cittadini. Questo è il futuro della gestione dei rifiuti, quello che promuove il Movimento 5 Stelle: impianti di nuova generazione, sempre più automatizzati e supportati anche da tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale.
Le motivazioni fornite dall’Amministrazione per giustificare la mancata partecipazione al bando sono risultate deboli e contraddittorie. È stato sostenuto, ad esempio, che si fosse in attesa del nuovo piano regionale (appena approvato) o che la convenzione con l’azienda speciale non contemplasse l’impianto, argomentazioni che non trovano riscontro nei fatti.
Altri Comuni del Lazio hanno partecipato e ottenuto finanziamenti significativi, tra cui il Comune di Aprilia, che ha ottenuto 5 milioni di euro, dimostrando come fosse possibile cogliere questa opportunità ancor prima dell’approvazione del piano dei rifiuti regionale. Riguardo alla convenzione, l’assessore Nasso dimentica che è la politica che opera le scelte e decide la direzione.
Il contratto con l’azienda ABC è già stato modificato proprio su richiesta della politica e, dunque, avrebbe potuto essere modificato anche per prevedere la gestione di un impianto di separazione dei rifiuti.
La verità è una sola: questa Amministrazione, da quando si è insediata, non ha avuto alcun interesse a far crescere e sviluppare l’azienda speciale, mantenendola di fatto in una condizione di immobilismo gestionale. Da tre anni, infatti, l’azienda opera in esercizio provvisorio, non sono stati approvati i bilanci previsionali e non sono state create le condizioni per programmare investimenti.
In queste condizioni, anche qualora si fosse voluto partecipare al bando, l’azienda probabilmente non avrebbe avuto le risorse necessarie neppure per affidare la progettazione tecnica richiesta, così come non può disporre attualmente dei fondi necessari per redigere un nuovo piano industriale se non si sbloccano i bilanci degli ultimi tre anni.
Le risposte ottenute oggi non solo non chiariscono le ragioni della mancata partecipazione al bando, ma sollevano interrogativi ancora più gravi sulla gestione amministrativa e contabile del sistema rifiuti. Per questo motivo ritengo necessario che l’Amministrazione e la curatela fallimentare forniscano chiarimenti puntuali e documentati sulla titolarità dell’impianto, sullo stato delle autorizzazioni, sulla situazione patrimoniale e contabile e sulle responsabilità amministrative connesse alla gestione dell’impianto, alla sua presenza su suolo pubblico da quasi trent’anni e anche alla sua eventuale demolizione e smaltimento.
Perché su un tema così rilevante non è più accettabile procedere per approssimazione e continuare a ripetere “è colpa di quelli di prima”: è una risposta che non regge più. La gestione dei rifiuti non è soltanto una questione ambientale, ma una questione economica, amministrativa e di responsabilità verso i cittadini. E i cittadini hanno diritto di conoscere la verità”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, capogruppo e consigliere comunale M5S Latina.
