CARENZE E IRREGOLARITÀ ALLA COMUNITÀ PER ANZIANI DI LATINA: SCATTA LA CHIUSURA

Il Comune di Latina chiude una comunità alloggio per anziani in seguito a un’ispezione della Asl che ha verificato gravi carenze

Tramite apposita ordinanza del dipartimenti attività produttive, il Comune di Latina ha disposto la chiusura di una comunità per anziana, Villa Sveva, ubicata in Via Gorgoglicino.

È stata la la ASL Latina – Dipartimento di Prevenzione – UOC Igiene e Sanità Pubblica a rilevare “gravi carenze igienico sanitarie, strutturali ed organizzative. Nell’ordinanza si leggono le varie carenze riscontrate dall’Asl.

Si tratta, nell’ordine, di un elenco molto lungo: assenza dell’abbattimento delle barriere architettoniche sia all’interno che all’esterno della struttura; erano presenti 2 operatori e 9 ospiti di cui 4 non autonomi; non era presente alcuna documentazione inerente la società La Lux srl (passaggio di società, progetto
globale, carta dei servizi, cartelle degli ospiti, Piano Personalizzato di Assistenza di ogni ospite); non era presente alcuna documentazione attestante l’ampliamento dei posti da 8 a 12; l’organigramma presente non era aggiornato; non era presente alcuna documentazione attestante la certificazione degli impianti; all’interno della struttura persisteva un forte odore nauseabondo presumibilmente di urina; la pavimentazione interna della struttura risultava essere collosa; gli infissi ed alcuni arredi risultavano logori e/o vetusti; dei 4 servizi igienici presenti nella struttura, solo e soltanto uno funzionava a pieno regime poiché uno è utilizzato come deposito pannoloni, un altro è sprovvisto di doccia ed acqua calda ed un terzo è ad uso esclusivo del personale; il maniglione antipanico del bagno dedicato agli ospiti è assente e la serratura risulta non funzionante correttamente; alcuni materassi risultavano essere rotti, macchiati e maleodoranti; la pavimentazione esterna risultava essere dissestata in più punti; alcuni gradini avevano ceduto e risultavano essere rotti in più punti; la rampa che porta dall’ingresso al marciapiede della struttura risultava aver ceduto e quindi non essere più in linea con lo stesso; in più punti della parte esterna della struttura, erano presenti accatastamenti di arredi e oggetti dismessi; la discesa che porta al seminterrato risultava essere pericolosa per gli ospiti a causa del pavimento
sdrucciolevole; nonostante riferito che al momento n.3 ospiti sono ancora in trattamento per la scabbia, le procedure fornite in precedenza dallo scrivente servizio per la debellazione della stessa su materassi, divani, poltrone, non erano state adottate.

Secondo il Comune, quindi, “la prosecuzione dell’attività nelle condizioni accertate risulta incompatibile con la tutela della salute, della sicurezza, della dignità e del benessere degli ospiti presenti nella struttura; occorre impedire con immediatezza l’ulteriore esercizio dell’attività, vietare nuovi ingressi e, al contempo, assicurare tutte le misure necessarie alla tutela e alla ricollocazione degli ospiti già presenti; la presenza di 9 ospiti, alcuni dei quali non autonomi o parzialmente autosufficienti, impone che il provvedimento interdittivo sia accompagnato da puntuali disposizioni idonee a garantire la continuità assistenziale sino al completamento del loro trasferimento; ricorrono ragioni di urgenza tali da non consentire il previo espletamento della comunicazione di avvio del procedimento, stante la necessità di adottare senza indugio misure a tutela di soggetti fragili attualmente ospitati nella struttura”.

Il Comune ha ordinato alla società il divieto immediato di prosecuzione dell’attività di comunità alloggio e di accogliere nuovi ospiti; di assicurare, dalla notificazione del presente provvedimento e fino al completamento della ricollocazione degli ospiti già presenti, e comunque non oltre il termine di 10 giorni, esclusivamente le attività strettamente necessarie e indifferibili di assistenza, vigilanza, igiene, vitto, supporto alla persona, somministrazione delle terapie eventualmente già prescritte e ogni altra prestazione indispensabile a tutela della salute e dell’incolumità degli ospiti”. Nonché di trasmettere, entro 48 ore, “l’elenco nominativo completo degli ospiti presenti nella struttura; i nominativi dei familiari, tutori, amministratori di sostegno o altri referenti di ciascun ospite; il quadro sintetico delle condizioni personali e assistenziali di ciascun ospite; l’indicazione delle misure immediatamente adottate per garantirne la tutela; ogni utile informazione necessaria alla predisposizione del piano di ricollocazione”.

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