CASO MISS TEEN, CENTRODESTRA SULLA COMMISSIONE SALTATA: “CIOLFI INADEGUATA”

Trasparenza e responsabilità, la maggioranza risponde alle critiche: “Con Ciolfi la propaganda sostituisce il rispetto delle Istituzioni”

“Ancora una volta assistiamo all’ennesimo tentativo di trasformare un fatto organizzativo in un caso politico, con toni sensazionalistici che poco hanno a che fare con la realtà. La presidente Ciolfi dimostra, ancora una volta, tutta la sua inadeguatezza nel gestire un ruolo istituzionale così delicato.

Non esiste alcuna “strategia” della maggioranza per far mancare il numero legale. La verità è una sola, chiara e documentabile: la Commissione non si è svolta perché la presidente, senza alcuna condivisione con i commissari, ha deciso unilateralmente di spostare l’orario della seduta dalle 11:00 alle 15:15, limitandosi a comunicarlo. A questa decisione sono seguite, inevitabilmente, numerose giustificazioni di assenza, di fatto ignorate. Un comportamento irrituale e scorretto, lontano anni luce dalle prassi istituzionali, che prevedono il coinvolgimento di tutti i componenti proprio per garantire la massima partecipazione.

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Chi ha la responsabilità di presidenza dovrebbe sapere che il corretto funzionamento di una Commissione si fonda sul rispetto dei commissari e sulla condivisione delle decisioni, non su imposizioni calate dall’alto per poi strumentalizzarne le conseguenze a mezzo stampa.

Piuttosto che ricorrere, come ormai di consueto, alla spettacolarizzazione e alla propaganda, la presidente dovrebbe interrogarsi seriamente sulla propria adeguatezza a guidare una Commissione così importante, il cui compito è fare chiarezza per i cittadini, non confonderli o fuorviarli con ricostruzioni parziali e narrative costruite ad arte.

Entrando nel merito della vicenda, va inoltre ricordato che il tema del Museo Cambellotti è stato già affrontato nella stessa giornata attraverso un’interrogazione dell’opposizione. In quella sede, l’assessore Rodà, da poco insediata, ha fornito chiarimenti puntuali, spiegando che l’evento è stato autorizzato dagli uffici attraverso un atto gestionale, senza alcun indirizzo politico da parte della giunta.

Un passaggio fondamentale, che la presidente omette deliberatamente: secondo i principi stabiliti dalla legge 241/1990 e dalle riforme Bassanini, negli enti locali esiste una netta separazione tra funzione politica e funzione gestionale. In questo caso, si tratta evidentemente di un atto tecnico-amministrativo, che non coinvolge responsabilità dell’organo esecutivo.

Colpisce inoltre come si cerchi di costruire un caso laddove non esiste, mentre sotto altre presidenze — come quella della collega Coletta — non si era mai assistito a livelli così alti di conflittualità, disorganizzazione e strumentalizzazione politica.

Un bagno di umiltà e una seria autocritica appaiono oggi non solo opportuni, ma doverosi, nel rispetto dei cittadini e degli stessi colleghi commissari. È inaccettabile continuare a rappresentare gli altri come codardi o poco trasparenti, quando proprio questo tipo di atteggiamento rischia di riflettersi, nei fatti, su chi lo denuncia. La presidente Ciolfi, infatti, non è nuova a comportamenti istituzionalmente discutibili, caratterizzati da atteggiamenti talvolta irriverenti e poco rispettosi nei confronti delle sedi consiliari e delle commissioni: uscite dall’aula pianificate, astensioni strategiche e un costante rifiuto di assumere posizioni chiare sembrano rispondere più a logiche di tutela personale che al perseguimento dell’interesse collettivo.

L’onore – e l’onere – di rappresentare i cittadini non può essere svilito attraverso comunicazioni costruite come spot o arringhe elettorali, che nulla hanno a che vedere con la funzione istituzionale. La Commissione Trasparenza non può e non deve trasformarsi in un palcoscenico mediatico o in un talk show permanente, piegato a logiche di visibilità personale. Al contrario, dovrebbe essere il luogo del rigore, dell’approfondimento e del rispetto reciproco.

Se questa deriva dovesse proseguire, verrebbe quasi da chiedersi, non senza amarezza, se non sia necessaria una “commissione sulla commissione”, capace di valutare il modo in cui la stessa presidenza interpreta — e troppo spesso forza — il proprio ruolo, fino a svuotarne il significato e a comprometterne la credibilità istituzionale. La trasparenza non si proclama nei comunicati stampa, ma si pratica ogni giorno con serietà, equilibrio e responsabilità”.

Cosi in una nota i consiglieri di maggioranza della commissione Trasparenza.

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