IL LAZIO AL VINITALY NEL SEGNO DELLA DOLCE VITA

Sessantuno realtà enologiche di qualità, un padiglione di oltre 2.000 mq e un sistema che unisce imprese e istituzioni. La Regione Lazio torna a Verona con una proposta orientata ai mercati internazionali, capace di valorizzare qualità e identità, interpretando la Dolce Vita come espressione contemporanea del vino e di uno stile di vita riconoscibile.

C’è un modo di vivere il vino che va oltre il calice. È fatto di territori, persone, cultura e identità: è la Dolce Vita. È da qui che parte il racconto del Lazio a Vinitaly 2026. Un racconto che si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione della cultura enogastronomica italiana, riconosciuta patrimonio immateriale dell’UNESCO, e che trova nel vino uno dei suoi linguaggi più rappresentativi.

La partecipazione della Regione Lazio a Vinitaly 2026, in programma a VeronaFiere dal 12 al 15 aprile, si configura come un progetto integrato di promozione e posizionamento del sistema vitivinicolo regionale curato da Arsial, con un importante contributo della Camera di Commercio di Roma.

A Verona, il Lazio si presenta con una collettiva di 61 realtà vitivinicole, 58 aziende e 3 Consorzi (Roma DOC, Cesanese di Olevano Romano e Atina DOP) in rappresentanza dell’intero territorio regionale, espressione di una filiera in crescita, capace di coniugare qualità produttiva, identità territoriale e apertura ai mercati nazionale e internazionali.

Il cuore della presenza regionale è il Padiglione Lazio, uno spazio espositivo di oltre 2.000 mq situato all’ingresso Cangrande, progettato come un ambiente moderno, riconoscibile e funzionale, pensato per valorizzare l’esperienza del visitatore e facilitare l’incontro tra imprese, operatori e buyer.

La struttura si sviluppa su due livelli integrati: al piano inferiore trovano spazio le aziende della collettiva, insieme ai principali attori istituzionali ed economici che affiancano il progetto – la Camera di Commercio di Rieti Viterbo, la Camera di Commercio di Frosinone Latina, Blu Banca, accanto a realtà produttive o commerciali come Acqua Filette, Ariccia Food e il Consorzio del Pecorino Romano DOP – in un layout organizzato per territori. Al piano superiore sono collocate le aree dedicate alle attività istituzionali, alle masterclass e agli incontri di approfondimento, oltre agli spazi riservati alla stampa.

Elemento centrale dell’edizione 2026 è la reintroduzione dell’Enoteca regionale delle eccellenze, concepita come punto di accesso e sintesi dell’offerta vitivinicola laziale. Un grande banco di degustazione, posizionato all’ingresso del padiglione, accoglie operatori e visitatori offrendo una selezione rappresentativa delle produzioni regionali e un primo orientamento tra territori, denominazioni e caratteristiche organolettiche. La mescita è affidata ai sommelier della Fondazione Italiana Sommelier, che accompagneranno il pubblico in un percorso di degustazione guidata, contribuendo a rafforzare la qualità dell’esperienza e il racconto del vino laziale.

Il concept scelto per l’edizione 2026, “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio”, rappresenta il filo conduttore dell’intera partecipazione regionale a Vinitaly e ne orienta il racconto e l’esperienza. La “Dolce Vita” diventa così una chiave di lettura contemporanea del vino laziale: non solo prodotto, ma espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di un territorio che unisce paesaggio, storia e tradizioni. In questo contesto, il vino si inserisce in una narrazione più ampia che coinvolge la cucina, l’accoglienza e l’identità dei luoghi, contribuendo a definire un’immagine riconoscibile e competitiva del Lazio sui mercati nazionali e internazionali.

Il Lazio del vino è oggi un sistema solido e in crescita, capace di coniugare tradizione produttiva e nuove traiettorie di sviluppo. Con circa 18.000 ettari di vigneto e oltre 350 cantine attive, la filiera vitivinicola regionale rappresenta una componente strategica dell’agricoltura e dell’economia del territorio. La produzione si attesta intorno ai 730.000 ettolitri annui, con una prevalenza di vini bianchi, che costituiscono circa il 75% del totale.

Un patrimonio che si distingue per la sua ricchezza ampelografica: il Lazio conta 94 varietà di uve, di cui 37 autoctone, espressione diretta della biodiversità e dell’identità dei territori.

Accanto alla dimensione produttiva, cresce anche il valore economico del comparto, con una produzione media annua che supera i 230 milioni di euro e un export che si avvicina ai 70 milioni, a conferma di una presenza sempre più rilevante sui mercati internazionali. A questo si affianca una dinamica evolutiva significativa: nuove generazioni di imprenditori, spesso giovani e donne, stanno contribuendo a innovare il settore, rafforzando il legame tra qualità, sostenibilità e identità territoriale. Un sistema articolato e riconoscibile, che trova nelle 36 denominazioni tra DOCG, DOC e IGT uno degli elementi distintivi della propria offerta e che continua a investire sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla qualità delle produzioni.

Il programma del Lazio a Vinitaly 2026 si sviluppa in percorso articolato di degustazioni, incontri e momenti di approfondimento, pensato per valorizzare la qualità delle produzioni regionali e favorire il dialogo con operatori e buyer.

Cuore della programmazione sono le masterclass “blind tasting”, realizzate in collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier, che rappresentano uno dei momenti più qualificanti dell’intera presenza regionale. Il format prevede degustazioni alla cieca, in cui le etichette laziali vengono inserite in batterie di confronto tra diversi territori e vitigni della Regione, insieme a un grande vino di riferimento del panorama nazionale o internazionale. Un confronto diretto e senza etichette, pensato per mettere in evidenza, in modo oggettivo, il livello qualitativo raggiunto dal vino laziale e la sua capacità di dialogare con le principali eccellenze del settore.

Accanto a queste, il calendario prevede un ricco palinsesto di degustazioni e incontri tematici dedicati ai vitigni autoctoni, alle denominazioni e alle espressioni più rappresentative del territorio, con il coinvolgimento dei consorzi, delle associazioni di settore e degli operatori della filiera. Tra gli appuntamenti in programma, focus specifici saranno dedicati alla valorizzazione dei territori, alla divulgazione delle guide di settore e ai temi dell’innovazione e della sostenibilità, con momenti di confronto su filiere produttive e prospettive di sviluppo.

L’intero calendario si articola nelle due sale del padiglione e si inserisce in un’esperienza complessiva che combina degustazione, racconto e formazione, contribuendo a rafforzare il posizionamento del Lazio come sistema vitivinicolo di qualità, capace di dialogare con i principali riferimenti del mercato internazionale.

La partecipazione del Lazio a Vinitaly 2026 rappresenta anche un’importante leva di sviluppo per il rafforzamento della presenza delle imprese sui mercati nazionali e internazionali. In questo contesto, il padiglione regionale si configura come uno spazio di incontro e confronto tra aziende, buyer e operatori del settore, favorendo opportunità concrete di business e nuove relazioni commerciali.

Attraverso il coordinamento di Arsial, la presenza a Vinitaly si inserisce in una più ampia strategia di promozione e internazionalizzazione, che punta a consolidare il posizionamento del vino laziale nei mercati esteri e a valorizzarne l’identità distintiva. Le attività di business matching, gli incontri B2B e le azioni di incoming di operatori internazionali contribuiscono a rafforzare il dialogo tra domanda e offerta, sostenendo la crescita delle imprese e l’apertura verso nuovi mercati. Un approccio integrato che affianca alla promozione commerciale una strategia di comunicazione e valorizzazione del brand Lazio, con l’obiettivo di accrescere la competitività del comparto in uno scenario globale sempre più dinamico.

La partecipazione della Regione Lazio a Vinitaly 2026 è stata presentata stamattina a Roma, in conferenza stampa, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio. L’incontro, moderato dal conduttore Massimiliano Ossini, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni assieme ai protagonisti del settore vitivinicolo. In apertura sono intervenuti il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti e il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, attraverso un contributo video istituzionale.

Il programma è andato avanti con un talk tematico, che ha approfondito alcune delle principali direttrici di sviluppo del comparto: il ruolo delle nuove generazioni, con l’intervento della giovane imprenditrice Benedetta Giannini; la funzione dei consorzi, con la Presidente del Consorzio Roma DOC Rossella Macchia; e le prospettive dell’enoturismo, con l’imprenditrice di settore Isabella Carpineti. A seguire, il contributo dell’attrice e poetessa Elisabetta Salvatori ha offerto una lettura originale e identitaria del racconto del vino. Sono quindi intervenuti il Presidente di Arsial Massimiliano Raffa e il Presidente di Cinecittà Holding Antonio Saccone. Massimiliano Raffa, in particolare, nel suo intervento ha evidenziato il legame tra vino, promozione del territorio, nuovi linguaggi e immaginario della “Dolce Vita”, elemento centrale del posizionamento del Lazio a Vinitaly 2026.

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