Studentessa del Vittorio Veneto – Salvemini vince il primo premio del concorso letterario “Nerio Marabini – Racconta lo sport”
Esistono momenti in cui il racconto di un’impresa sportiva supera la semplice cronaca per trasformarsi in un ponte tra generazioni e culture. È quanto accaduto in occasione della premiazione della terza edizione del concorso letterario nazionale “Nerio Marabini: racconta lo sport”, dove la diciassettenne Sukhmanpreet Kaur, studentessa dell’Istituto Vittorio Veneto Salvemini, ha conquistato il primo premio assoluto.
Per la giovane vincitrice, l’esperienza a Seriate si è rivelata significativa fin dal primo momento. L’Associazione Nerio Marabini ha accolto Kaur con grande calore e attenzione, rendendo la trasferta un’occasione di autentica ospitalità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al presidente Paolo Marabini e alla sua famiglia, la cui disponibilità e dedizione hanno contribuito a rendere l’esperienza ancora più intensa e formativa.
L’Associazione Nerio Marabini si distingue per un obiettivo chiaro: unire sport e cultura, valorizzando il gesto atletico come forma di espressione culturale. Il concorso, che prevede un montepremi complessivo di 4.000 euro e la pubblicazione dei migliori elaborati in un volume edito da Bolis Edizioni, intende dare voce a giovani capaci di interpretare lo sport con sensibilità e profondità.
Nel suo elaborato, Kaur ha saputo cogliere appieno lo spirito dell’iniziativa, raccontando la figura della pattinatrice olimpica Tessa Virtue come esempio di determinazione e resilienza.
Il testo mette in luce alcuni temi centrali:
- La resilienza dei campioni, evidenziando la capacità di rialzarsi dopo le sconfitte;
- Il valore dell’impegno oltre il dolore, con riferimento ai problemi fisici affrontati dall’atleta lontano dai riflettori;
- La dimensione artistica dello sport, descritta come una trasformazione della fatica in armonia ed espressività. «Bisogna allenare il cervello a credere nell’impossibile»: questa citazione di Tessa Virtue, ripresa nel testo, sintetizza efficacemente il senso del concorso, in cui lo sport diventa una vera e propria palestra di vita, capace di coinvolgere non solo il corpo, ma anche la mente e l’anima. Per Sukhmanpreet Kaur, il riconoscimento rappresenta non soltanto un premio, ma il segno concreto di un percorso personale significativo. L’esperienza vissuta a Seriate ha contribuito a rafforzare la consapevolezza che equilibrio e coordinazione nello sport possano riflettersi anche nella crescita interiore.
La città ha così celebrato non solo una giovane vincitrice, ma una studentessa capace di trasformare lo sport in racconto e il coraggio in una prospettiva di futuro.
