Abc in commissione Trasparenza a Latina, il centrodestra risponde alle critiche avanzate dall’opposizione
“Ancora una volta la ricostruzione fornita dalle opposizioni è l’ennesimo tentativo di piegare un organo istituzionale a fini esclusivamente politici, distorcendo fatti e responsabilità pur di alimentare una narrazione strumentale.
In merito alla vicenda odierna, ridibadiamo con fermezza che la Commissione Trasparenza non può e non deve essere utilizzata come un tribunale politico né come una sede impropria per affrontare questioni che attengono alla gestione operativa e organizzativa interna dell’ azienda speciale.
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Le tematiche legittime sollevate dall’ UGL infatti, riguardano aspetti tecnici e gestionali che esulano chiaramente dalle competenze della Commissione e che devono essere trattati nelle sedi corrette e dagli organi competenti. Forzare questi argomenti all’interno della Commissione rappresenta un uso distorto delle istituzioni, che non possiamo accettare. Motivo per cui abbiamo deciso di lasciare i lavori.
È altrettanto evidente che le richieste avanzate da UGL riguardano dinamiche interne ad ABC. Il Comune può eventualmente intervenire solo in via subordinata e non certo sostituirsi all’azienda nella gestione quotidiana o nella risposta a questioni organizzative. Continuare a confondere i livelli di responsabilità significa alimentare consapevolmente disinformazione.
A ciò si aggiunge un elemento gravissimo che le opposizioni omettono deliberatamente: il direttore generale ha chiarito come esistano difformità significative tra il progetto originario e l’esigenza del servizio, situazione che negli anni ha reso necessario un lavoro complesso di riequilibrio e riorganizzazione anche operativa. Fino alla necessità di aggiornamento del piano industriale.
Un percorso che, proprio perché non ancora formalizzato attraverso atti definitivi, richiede serietà, approfondimento e sedi adeguate — non certo passerelle politiche costruite ad arte.
Quanto esposto non ha fatto altro che evidrnziare quanto il progetto messo in piedi dall’ Amministrazione Coletta fosse di fatto inadeguato e atto solo a giustificare la scelta ideologica dell’Azienda speciale. Problematiche che ci siamo ritrovati e sotto gli occhi di tutti, che sta vedendo uno sforzo immane da parte dell’Amministrazione proprio per salvaguardare l’Azienda, un patrimonio che riteniamo comune.
Ancora più grave è l’atteggiamento della presidente Ciolfi, che ha scelto di proseguire i lavori in assenza del numero legale, in palese violazione delle regole basilari di funzionamento degli organi istituzionali. Un comportamento inaccettabile, che dimostra come l’obiettivo non fosse il confronto ma la costruzione di uno scontro politico preordinato.
Ma il punto più inaccettabile resta un altro: la continua e sistematica strumentalizzazione dei lavoratori. Utilizzare le difficoltà reali degli operatori e le criticità di un sistema a mastelli – faticoso, complesso e costoso – per attaccare politicamente l’amministrazione, è un atteggiamento irresponsabile e profondamente scorretto. Nonostante tra l’altro che anche i rappresentati UGL PSA presenti avessero chiarito di non voler essere trascinati in beghe politiche. I lavoratori non sono strumenti di propaganda.
Respingiamo con forza queste modalità e ribadiamo il nostro impegno a lavorare con serietà per affrontare e risolvere le criticità esistenti, migliorare l’organizzazione del servizio e garantire risposte concrete ai cittadini. Le polemiche costruite ad arte non aiutano nessuno: né i lavoratori, né la città”.
Così, in una nota, i consiglieri e commissari di maggioranza Vincenzo Valletta, Giuseppe Coriddi, Maurizio Galardo, Simona Mulè, Renzo Scalco, Giuseppe Coluzzi, Roberto Belvisi e Emiliano Licata.
