Maltrattamenti e lesioni ai danni della coniuge: la testimonianza della ex moglie sulle condotte del marito violento
Una testimonianza più volte interrotta dal suo stesso pianto. La donna, ex moglie dell’imputata, nonché parte civile e assistita dall’avvocato Valentina Macor, è stata esaminata oggi, 26 marzo, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, dal pubblico ministero Giuseppe Aiello. L’uomo, classe 1981, F.M.T., assistito dall’avvocato Ilaria Rapali, è accusato di maltrattamenti e lesioni, tuttora destinatario della misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con tanto di braccialetto elettronico
Il suo arresto risale al 27 agosto 2025, quando la Polizia di Stato di Aprilia ha eseguito la misura cautelare in carcere, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.
Le indagini, avviate a seguito di numerose denunce e segnalazioni, avrebbero evidenziato un quadro di maltrattamenti fisici e psicologici abituali, fatti di vessazioni, ingiurie, minacce di morte e aggressioni, perpetrati sia durante la convivenza che successivamente alla sua interruzione, avvenuta per volontà della donna. L’indagato avrebbe messo in atto un sistema continuativo di violenze, instaurando in famiglia un clima di terrore e profonda soggezione psicologica.
Tra gli episodi accertati, emerge che, dopo la fine della convivenza, l’uomo si sarebbe ripetutamente appostato sotto l’abitazione della vittima e avrebbe installato senza consenso dispositivi di localizzazione GPS sull’autovettura della donna. Sono stati inoltre rilevati messaggi minatori inviati a persone a lei vicine e tentativi di ottenere tabulati telefonici falsificando la firma della vittima.
Un episodio particolarmente grave è avvenuto lo scorso 13 agosto, quando la donna è stata aggredita presso la propria abitazione, circostanza che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Le indagini hanno incluso l’acquisizione di testimonianze, denunce, accertamenti tecnici e il sequestro di dispositivi elettronici, elementi che hanno portato all’emissione della misura cautelare da parte dell’Autorità Giudiziaria.
Nel corso dell’esecuzione, inoltre, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato diversi oggetti ritenuti rilevanti ai fini dell’inchiesta: un dispositivo GPS nascosto all’interno di una cassettiera, presumibilmente utilizzato per il controllo degli spostamenti della vittima; un coltello a serramanico occultato nel veicolo dell’indagato; un bastone di legno lungo un metro; ulteriori dispositivi tecnologici per il rilevamento e l’elusione di sistemi di controllo, tra cui un secondo dispositivo GPS e un kit per il rilevamento di liquidi biologici.
Nell’autovettura dell’indagato sono stati trovati anche monili in oro, la cui proprietà è ancora in fase di accertamento e presso il locale commerciale a lui riferibile sono stati inoltre sequestrati kit per l’effettuazione di analisi biologiche.
La donna ha confermato “in toto” le accuse a carico dell’uomo, riferendo in aula dietro un separé per non incrociare lo sguardo dell’uomo presente in aula. La storia inizia nel 2009 quando i due si sposano e hanno due bambini nel 2013 e nel 2017. È quando la donna palesa la volontà di separazione che sarebbero iniziati i comportamenti violenti dell’uomo.
Una serie rilevante di condotte cosiddette maltrattanti: installa gps nell’auto della moglie, le fa credere di avere un tumore nelle parti intime, le fa addirittura analizzare gli indumenti intimi per capire se vi siano tracce di liquido seminale. “Mi insultava spesso, bestemmiava, mi diceva “deficiente, non sei buona a fare niente”.
Di gps sull’auto, in realtà, in due distinte occasione, l’uomo ne installa due sul semiasse della Fiat 500 della donna. “Mi aveva detto – ha spiegato la donna – che aveva preso un investigatore privato, ma non era vero. Seguiva i miei movimenti tramite i gps: il primo di questi ha ammesso lui di avermelo apposto”.
A dicembre 2024, mentre la donna sta preparando i bambini, lui la chiama e con una scusa viene a trovare i bambini. “Mi aggredì verbalmente e mi disse che “i tuoi genitori non potranno fare neanche il funerale, anche i denti ti levo”.
In altre circostanze, secondo il racconto della donna che ha denunciato tutto ai Carabinieri, l’uomo le fac credere che si sarebbe suicidato. Inoltre, una volta che si separano, l’uomo prende una casa proprio davanti all’abitazione della donna che vive con i loro due bambini.
Le cose non cambiano e gli insulti continuano: “Sei una mongoloide, non sei capace a fare niente”. Rotta dal pianto, la donna in testimonianza dice: “Non mi ha lasciato un attimo di respiro”. Anche quando si trova fuori, la donna viene tempestata da videochiamate, persino quando si trova in una cena tra colleghi di lavoro: “Arrivavano messaggi da un numero attivato dallo stesso punto di vendita in cui era stato acquistato il gps”. Successivamente, la donna decide di attivare una telecamere a casa: “Mi chiamò per dire che non dovevo permettermi di installare cose a casa. Poi, la sera stessa la telecamera non funzionava e lui è in grado di fare queste cose, essendo il suo lavoro”.
Nel corso della perquisizione a casa, gli stessi poliziotti trovano alcuni inibitori di segnale. In una ulteriore vicenda violenta, la donna torna a casa e vide del fumo uscire dalla porta finestra: “La camera da letto era stata svuotata, chi è entrato ha bruciato tutto i vestiti e si è portato via i documenti di casa”. Il culmine della violenza viene raggiunto il 13 agosto 2025 quando l’uomo avrebbe messo le mani al collo alla donna: “Sei una mignotta”, mi disse.
Nel corso della testimonianza, emerge un altro particolare raccontato dalla donna: “Mi riferii a un avvocato per fare la separazione e poi non so cosa è successo: non ha mai depositato l’accordo”. In uno dei frangenti più forti della testimonianza la donna spiega: “In un’occasione quando eravamo davanti a secondo avvocato per la separazione, lui mi disse: “Non farti progetti di vita perché te li distruggo tutti”.
Il processo è stato rinviato al prossimo 10 settembre con l’escussione di tutti i testimoni del pubblico ministero.
