RISSA E ACCOLTELLAMENTO IN CENTRO A LATINA: I DUE AGGRESSORI CHIEDONO L’ABBREVIATO

Rissa e accoltellamento in centro nel capoluogo, le difese chiedono il rito abbreviato per i due nordafricani

Chiedono di essere giudicati con il rito abbreviato i due nordafricani accusati di rapina e lesioni, arrestati a febbraio dell’anno scorso dopo l’agguato consumato ai danni di un tunisino di 35 anni a Latina. Il sostituto procuratore di Latina, Marco Giancristofaro, aveva chiesto il giudizio immediato per entrambi e il processo era stato fissato per il prossimo 16 ottobre dinanzi al terzo collegio.

Ad ogni modo sia il tunisino Hamdi Marnissi che l’algerino Issam Lacheb, difesi dall’avvocato Alessandro Farau, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli.

Dopo l’arresto, era stato interrogato il tunisino di 26 anni arrestato dalla Polizia di Stato perché ritenuto il responsabile, insieme al complice algerino, della rissa con tanto di accoltellamento che aveva avuto suo epilogo il 12 febbraio 2025 con l’intervento del 118 e il ricovero di due giovani connazionali feriti, di cui uno in maniera grave.

Il giovane aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, il quale aveva convalidato l’arresto e lasciato il giovane dietro le sbarre con ordinanza di custodia cautelare apposita.

Il 26enne, peraltro, deve rispondere anche del reato di ricettazione per aver guidato il motorino rubato con cui, insieme al suo complice, era piombato sul gruppo, colpendo il tunisino di 35 anni. Contestata anche la rapina in quanto il giovane era stato trovato in possesso di una carta prepagata rubata frutto di un’attività delittuosa. Infine, il tunisino, insieme all’algerino, deve rispondere di lesioni per aver ferito i due connazionali.

La Polizia di Stato di Latina, il 13 febbraio 2025, aveva proceduto al fermo d’iniziativa. Intorno alle ore 18 di mercoledì 12 febbraio dell’anno scorso, le pattuglie della Squadra Volante erano intervenute in via Emanuele Filiberto, dove era stata segnalata la presenza di uno straniero ferito ad una gamba con un’arma da taglio. Proprio davanti al noto Hotel Europa.

L’uomo, subito accompagnato in ospedale, si trovava in compagnia di altri due soggetti, che erano stati ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile e che avevano riferito di aver subito un’aggressione da parte di due uomini, mentre si trovavano in Piazzale Gorizia.

I due aggressori, giunti a bordo di un motorino, avrebbero accoltellato la vittima e dopo la colluttazione si sarebbero dileguati abbandonando sul posto lo scooter, poi risultato rubato.

Acquisite le informazioni necessarie, i poliziotti della Mobile avevano avviato celermente le ricerche del sospettato, riconosciuto in foto anche dagli aggrediti, che era stato rintracciato e sottoposto a fermo d’iniziativa in quanto sospettato di ricettazione, rapina, e lesioni.

L’algerino, Issam Lacheb, deve rispondere anche del reato di stalking poiché qualche giorno prima dell’accoltellamento aveva minacciato il tunisino di 35 anni con un coltello e con una tanica di benzina: “Ti brucio”, avrebbe detto.

Il motorino rubato, invece, sarebbe stato bruciato dagli amici del tunisino di 35 anni in Piazzale Gorizia. Issem Lacheb non era stato arrestato subito, ma a Ventimiglia grazia a una indagine della Squadra Mobile.

Un’aggressione feroce dettata da un dissidio avvenuto tra i due gruppi di maghrebini e che aveva portato quasi al morto.

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