Aggredito di notte a Sabaudia dopo la richiesta di una sigaretta: imputati due uomini, a testimoniare la vittima del pestaggio
È stato esaminato come persona offesa il marocchino sulla quarantina che oggi, 18 marzo, ha dovuto ripercorrere la notte in cui, a Sabaudia, nel 2024, è stato pestato di botte dopo aver negato una sigaretta ai due imputati per estorsione: il 34enne Franco Pizzuti e il 49enne pregiudicato Raffaele Sabbarese, difeso dall’avvocato Marco Nardecchia.
Secondo l’accusa, oggi rappresentata in aula dal pubblico ministero Giuseppe Bontempo, l’uomo di nazionalità marocchina si trovava intorno alle ore 4,30 di notte a vagare per strada, quando fu fermato dai due imputati. Dopo la richiesta di una sigaretta negata dall’uomo, sarebbe partito il pestaggio. Prima la vittima fu cinta al collo con il guinzaglio del pittbull che andava a passeggio con i due imputati, dopodiché tenuto fermo da Sabbarese l’uomo sarebbe stato preso a pugni da Pizzuti.
Tutti fatti confermati in aula dal marocchino che ha spiegato di come cadde a terra, per poi essere raggiunto da altri pugni. “Pizzuti lo conoscevo, non avevamo mai avuto cattivi rapporti. Sono sicuro che se non ci fosse stato l’altro con lui, non si sarebbe comportato così. Non so se avessero bevuto, so solo che Pizzuti, quella notte, parlava in un modo strano”.
Il processo, alle battute finali, si svolge davanti al primo collegio del Tribunale di Latina ed è stato rinviato al prossimo 28 ottobre.
