Il giornalista e opinionista Giampiero Mughini è stato condannato per aver diffamato la memoria di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna morta a ottobre 2018 in un edificio di via dei Lucani a Roma. La condanna e della madre Barbara Mariottini.
Mughini è stato condannato alla pena pecuniaria di 600 euro e al risarcimento dei danni nei confronti della madre Barbara Mariottini e della sorella di Desirée.
Il giornalista è stato chiamato a rispondere delle dichiarazioni fatte nel corso della trasmissione “Domenica in” del 28 ottobre 2018, quando era ospite del programma condotto da Mara Venier.
“Era figlia di una famiglia straordinariamente debole, di uno che vendeva la droga e di una madre inesistente: era nata e cresciuta in un reame di droga, dove non puoi trovare carmelitani scalzi. Era predestinata perché con una vita così e una famiglia così difficilmente avrebbe potuto fare una fine diversa. Quindi non una principessa ma una predestinata al centro di un reame della droga che è un pezzo di questo paese”.
Le frasi furono pronunciati dopo pochi giorni dal ritrovamento del corpo di Desirèè che hanno indotto la mamma della 16enne a denunciare Mughini per il quale la Procura di Roma ha disposto la citazione diretta a giudizio “per avere offeso non soltanto la sua reputazione ma anche quella della figlia 16enne uccisa in circostanze a dir poco cruente. Il tutto “con l’aggravante di avere commesso il fatto con un mezzo di enorme diffusione quale la televisione”.
Per la morte della ragazza, la Cassazione, nell’ottobre 2024, ha confermato, rendendole definitive, le condanne dei quattro immigrati: 26 anni per Alinno Chima, 22 anni per Mamadou Gara, 18 anni per Brian Minthe ed ergastolo per Yousef Salia.
