Moccia (Fratelli d’Italia) attacca il Comune: “Società sportive escluse dagli eventi pubblici, metodo inaccettabile”
“Ho appreso della realizzazione dell’incontro di sensibilizzazione e prevenzione recentemente organizzato dal Comune di Minturno presso il Liceo Scientifico “Alberti”. Un’iniziativa certamente meritevole nei contenuti e nelle finalità, soprattutto quando si affrontano temi delicati come il rispetto, le relazioni sane e la prevenzione della violenza -dichiara Marco Moccia, componente della segreteria dell’ Assessore Regionale allo sport Elena Palazzo-
Proprio per questo, però, non posso non rilevare con rammarico l’ennesima scelta discutibile da parte dell’Amministrazione comunale: non tutte le società sportive del territorio sono state coinvolte o invitate a partecipare.
Non è la prima volta che ciò accade e, purtroppo, si rafforza sempre più la sensazione che a Minturno esistano società sportive di serie A e società sportive di serie B, associazioni considerate “amiche” e altre trattate come realtà marginali. Un modo di operare che appare francamente incomprensibile e profondamente sbagliato.
Lo sport rappresenta uno dei principali strumenti educativi e sociali per i nostri giovani: è luogo di crescita, rispetto delle regole, inclusione e formazione civica. Proprio per questo le società sportive dovrebbero essere le prime ad essere coinvolte in iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte ai ragazzi -prosegue l’ Avv. Moccia-
quando un evento è organizzato dall’Amministrazione comunale, esso non appartiene ad una parte, ma all’intera comunità. E l’Amministrazione ha il dovere di rappresentare tutti, senza distinzioni e senza preferenze. Per questo motivo-conclude l’ esponente di Fratelli d’Italia- esprimo piena solidarietà alle società sportive che, ancora una volta, sono state ignorate e non coinvolte.
Mi auguro che in futuro si cambi metodo, adottando criteri di trasparenza, inclusione e rispetto istituzionale, perché lo sport non può e non deve diventare terreno di divisione o di selezione politica. Lo sport è di tutti. E le istituzioni devono esserlo altrettanto”.
